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Serie A2 Est – Roseto Sharks
PER NON MORIRE (ANCORA) A 99 ANNI
Mahmoud Abdul-Rauf e Daniele Cimorosi.

Antonio Norante e Germano D’Arcangeli.

Roseto a un passo alla vendita del titolo, Società che intanto scrive comunicati parlando d’altro. Chiediamo uno sforzo per conservare la Serie A2 nel Lido delle Rose.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedì, 19 Maggio 2020 - Ore 18:45

Salvarsi sul campo, anche grazie al campionato neutralizzato a causa dell’emergenza Coronavirus, per poi autoretrocedersi in Serie B cedendo il titolo di Serie A2.

Sembra ormai segnato il destino del Roseto Sharks, che in questa settimana dovrebbe cedere la A2 alla Stella Azzurra Roma, ricevendo in cambio una cifra in denaro e il titolo di Serie B dei capitolini.

Sull’importo del titolo non ci sono certezze. Lo scorso anno, prima dello scombussolamento provocato dal Covid-19, il titolo del Legnano finì a Napoli per una somma di circa 230.000 euro. Stavolta, al netto della “svalutazione sanitaria” si parla di circa 130.000 euro, anche se non tutta la somma arriverà a Roseto, visto che ci sono da pagare i tesserati della Stella Azzurra (giocatori e staff tecnico) per il campionato 2019/2020.

Insomma: il Roseto dovrebbe azzerare le proprie pendenze con lo scambio titoli e, forse, ritrovarsi qualcosa in tasca da investire per costruire una squadra di Serie B che abbia almeno una ambizione playoff (anche se vendere per poi attrezzarsi per provare a tornare dove si è oggi sa tanto di illogico).

La trattativa con la Stella Azzurra è quella in pole position, seguita dall’offerta di una cordata di imprenditori di Avellino, che pare abbia offerto una cifra di circa 80.000 euro, ritenuta bassa dal patron Cimorosi e dal presidente Norante. Ieri da Avellino pare sia partita una seconda offerta che pare abbia provocato la rinuncia agli imprenditori impegnati nella prima. Vero, falso? Quando scatta il mercato dei titoli si parla moltissimo e quindi separare il grano dal loglio è cosa difficoltosa. Staremo a vedere.

Così, dopo due stagioni di partnership grazie alla quale il Roseto ha potuto continuare a giocare in A2 spendendo il minimo indispensabile, i nodi del risanamento economico-finanziario sono comunque giunti al pettine e l’attuale proprietà non sembra avere la forza di affrontarli restando nel secondo campionato nazionale.

Certo, è singolare che il titolo vada proprio a chi negli ultimi due campionati ha “pagato per giocare” con la maglia del Roseto, ma la situazione non deve stupire perché, come al solito, chi ha i soldi comanda il gioco.

Peccato che il rapporto fra le parti si sia guastato, perché fa davvero male sopportare una auto retrocessione nella stagione culminante nel 2021, anno in cui ricorrerà il primo secolo di basket nel Lido delle Rose. La Stella Azzurra, non avendo un impianto omologato, potrebbe così andare a giocare a Veroli o Ferentino.

E il Roseto? Sta provando a non vendere? Sta provando a coinvolgere istituzioni, fondazioni, imprese per mettere insieme la non impossibile somma di 60.000 euro per chiudere le pendenze al 10 giugno e poi pianificare un futuro di resistenza in Serie A2?

Gli ultimi 2 comunicati – che pubblichiamo integralmente in calce a questo articolo – della Società risalgono a mercoledì 13 maggio e a ieri, lunedì 18 maggio 2020. Solo che, praticamente, “la buttano in politica” (e forse non potrebbe essere diversamente, visto che sono firmati dal presidente Antonio Norante, che è politico di lungo corso) trattando di massimi sistemi ma nulla dicendo, in concreto, delle azioni eventualmente messe in campo per rinforzare il sodalizio e scongiurare la vendita del titolo.

Insomma: va bene l’Arena 4 Palme, il basket all’aperto e la grande tradizione del Roseto; va bene la riflessione sul ripescaggio di Torino in Serie A, ma è a questo punto doveroso chiedere ad Antonio Norante un comunicato che parli chiaro di come stanno le cose per il Roseto. Perché lui non è il presidente della FIP né quello della Lega e quindi, oltre a occuparsi (ripetiamo, va benissimo) dei massimi sistemi dell’italico basket, dovrebbe avere quale priorità la salvezza del basket rosetano in Serie A2.

Presidente Antonio Norante, proprietario Daniele Cimorosi, per favore: fate tutto quanto possibile in questi giorni per non vendere. Contattate istituzioni, fondazioni pubbliche e private, imprenditori, fate presente che nel 2021 il basket rosetano compirà il suo primo secolo di storia e vendetevi questo progetto per allargare la base o incrementare le sponsorizzazioni.

Volete una mano per scrivere un progetto, anche gratis, da presentare? Roseto.com, come da 22 anni, c’è ed è a disposizione (in passato abbiamo pure raccolto soldi, poi donati al Roseto di Serie A, come i quasi 10.000 euro della sottoscrizione intitolata al compianto Tommaso Di Febo).

Insomma: oltre a raffinate analisi storiche e politico-sportive, è possibile chiedere un ultimo sforzo per evitare la vendita del titolo?

Noi ci speriamo. E confermiamo la nostra disponibilità ad aiutare, come al solito.

Evitiamo di far morire ancora 99 anni di storia!

Luca Maggitti


ROSETO SHARKS
Comunicato stampa del 13 maggio 2020
Il basket all’aperto è l’Arena Quattro Palme!

Ci auguriamo che prenda corpo e si realizzi realmente quanto felicemente auspicato dal Presidente della F.I.P. Gianni Petrucci relativamente alla possibilità di tornare a giocare al basket all’aperto nel periodo estivo. Un annuncio che ha risvegliato nell’animo di tutti gli amanti della pallacanestro un amarcord per uno sport che, anche in questo modo, potrebbe riacquistare un po' di fascino perduto nel tempo. 
Per Roseto il basket all’aperto è una tradizione che esiste ormai da quasi cento anni e che continua grazie ai tanti playground disseminati in tutta la città, specialmente sulla spiaggia. Uno contro uno, due contro due o tre contro tre, ma anche cinque contro cinque, sono sempre state le sfide all’aperto che, grazie al clima mite sulla costa abruzzese, si giocano praticamente tutto l’anno, anche in inverno, senza limiti di età. Decine di generazioni hanno trascorso intere giornate a giocare a basket all’aperto un po’ dappertutto, dall’oratorio del campo dei preti all’interno dell’Arena Quattro Palme, dalle pedane installate sulle spiagge dei lidi o dentro i cortili delle scuole e delle abitazioni. Proprio la mitica Arena Quattro Palme, vero e proprio tempio della pallacanestro, in cui si è svolto per tantissimi anni il Trofeo Lido delle Rose,  torneo estivo più antico del mondo che giungerà quest’anno alla sua 75^ edizione, potrebbe tornare ad essere il simbolo del basket all’aperto in Italia.
E allora quale migliore occasione per ristrutturarla e farla tornare ad avere un ruolo centrale nel basket estivo italiano ? Magari tramite un’azione congiunta FIP, Comune di Roseto e Regione Abruzzo, con la sponsorizzazione di RFI, il sostegno di società ed associazioni sportive rosetane, operatori turistici e sponsor nazionali e locali. Potrebbe essere una ghiotta occasione per il rilancio di una struttura conosciuta in tutta Italia ed Europa che potrebbe tornare a rappresentare una preziosa risorsa anche come marketing territoriale di sviluppo turistico dell’intera regione. L’Arena Quattro Palme sede di eventi importanti nell’ambito della pallacanestro tornando ad essere punto di riferimento del basket all’aperto nei prossimi anni. Dopo i campionissimi degli anni passati e le stelle italiane, europee e del resto del mondo che hanno lasciato ricordi indelebili di epici incontri nella memoria di tutti gli sportivi italiani, nell’Arena potrebbero tornare tanti campioni di oggi e di domani e proseguire una storia interrotta già da troppi anni. Un’iniziativa che potrebbe andare ad aggiungersi alla ventilata indicazione di Roseto come centro federale del basket 3x3 annunciata dalla FIP nel corso del torneo nazionale svolto lo scorso anno presso la Bellavista Arena.
Di sicuro sarebbe una decisione molto importante per la storia e per il futuro sviluppo turistico di Roseto e una scelta che renderebbe senz’altro felici Aldo Anastasi, Flavio Piccioni, Giovanni Giunco, Remo Maggetti, Vittorio Fossataro, Domenico Belisari, Aldo Giordani e i tanti protagonisti di quegli splendidi anni che, attraverso la pallacanestro all’Arena Quattro Palme, hanno fatto la storia di Roseto e dello sport italiano.

Roseto Sharks
Il Presidente
Antonio Norante


ROSETO SHARKS
Comunicato stampa del 18 maggio 2020
ROSETO SHARKS IN A1? MISSION IMPOSSIBLE!

Mentre Stefano Sardara, Presidente e proprietario del Basket Torino, potrebbe ottenere, suo malgrado, un bel "regalino" del valore di alcuni milioni di euro, alle altre società di A/2 e serie B non si concede neanche la possibilità di rateizzare il versamento delle tasse fissato per il prossimo 10 Giugno !
E' un modo come un altro di utilizzare due pesi e due misure nella pallacanestro italiana.
Cosa pensare infatti del ripescaggio del Torino in A1 ? In realtà con questa decisione rischia di realizzarsi una strategia già da tempo nell'aria, sin da quando si traccheggiava per lo stop ai campionati, e che ho cercato di evidenziare nei giorni scorsi dopo che il Piccolo di Trieste, Messaggero Veneto, Resto del Carlino indicarono innanzitutto Torino, ma poi anche Ravenna, Verona, Forlì e Udine come possibili concorrenti per la promozione a tavolino in A1. Tra i criteri che, secondo la stampa, si sarebbero seguiti per individuare le società da promuovere vi erano la storia e la tradizione cestistica delle città sedi delle società, la disponibilità di un impianto a norma e con la necessaria capienza, bilanci a posto e requisiti economici. Sulla base di quelle notizie, intuendo dove si intendeva andava a parare e nel vano tentativo di sparigliare un pò le carte, ho proposto di inserire nel gruppo anche Roseto o, ad esempio, Napoli, Rieti, Caserta o altre ancora, società in possesso dei requisiti riportati dalla stampa in quanto a storia, ad impianti idonei e bilanci in ordine che hanno permesso la partecipazione al campionato di A2 2019/2020. Chi non gradirebbe essere ammesso in A1 e, magari, dopo il ripescaggio, cedere la società incassando qualche milioncino di euro ?
Purtroppo le "cosidette" regole stabilite per individuare il beneficiario permettono di prendere in considerazione solo Torino. Eppure, nel nostro caso, sarebbe bastata la volontà di inserire tra i criteri per la definizione del ranking gli anni di storia della pallacanestro cittadina (noi ne abbiamo cento !) o la titolarità del torneo estivo più antico del mondo. Oppure, se non fossero stati sufficienti questi requisiti, anche l'ampiezza della spiaggia, la collocazione tra due fiumi o la più alta presenza sul territorio di locali dove si mangiano...gli arrosticini!
Ho sollevato legittimi dubbi per evitare che qualcuno potesse pensare di assumere, anche nello sport, decisioni non in base ai risultati ottenuti ma attraverso scorciatoie che potessero basarsi, ad esempio, su eventuali rapporti di amicizia con le società e i loro presidenti o magari su rapporti economici con gli sponsor rischiando, in questo modo, di alimentare inutili polemiche su ipotetici conflitti di interesse, anche se queste considerazioni non riguardano Sardara !
Comunque, considerando che la beneficiaria sembra ormai essere Torino e visto che il suo Presidente-proprietario ha già affermato, in caso di ripescaggio, di voler cedere la propria partecipazione nella società, siamo curiosi di conoscere i futuri acquirenti e quali saranno i costi dell'operazione di cessione, in modo da garantire la massima trasparenza per l'intero mondo del basket italiano. Mi auguro inoltre, anzi ne sono sicuro, che una parte delle somme eventualmente introitate da Sardara possano essere donate per contribuire ad affrontare l'emergenza coronavirus che ha portato allo stop dei campionati consentendo a Torino il ripescaggio in A1.
Sono anche curioso di conoscere su questi fatti l'opinione di coloro che recentemente sulla stampa, quando le società a gran voce chiedevano lo stop della stagione in corso, hanno accusato di "speculazioni" quei club che rischiavano le retrocessioni. Chissa' come definiranno questa vicenda ?
E' bene ricordare a tutti che le promozioni si ottengono sul campo da gioco, lealmente, non con decisioni prese a tavolino, e che i campionati si disputano con regole che non si cambiano in corso d'opera ma vanno definite a monte e da chi rappresenta realmente l'intero movimento cestistico italiano altrimenti si creano dei precedenti che, in futuro, potrebbero rischiare di "cucire su misura" un abito anche ad altre società che vorranno salire di categoria senza vincere i campionati ! 
Infine, in merito a questa situazione, auspico che qualcuno, dopo aver accolto con scetticismo, stupore e ilarità l'ipotesi di inserimento di Roseto e delle altre città nel lotto delle possibili candidate, comprenda finalmente il vero senso di quella sagace e scomoda proposta rendendosi conto di quanto sta accadendo realmente nella pallacanestro italiana.

Roseto Sharks
Il Presidente
Antonio Norante

ROSETO.com
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