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Roseto Basket Story
IL CICLO 2009-2020: LA STORIA COMPLETA.


Lungo articolo per ripercorrere fatti, nomi e numeri dall’estate 2006 a quella 2020.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 28 Giugno 2020 - Ore 20:15

Un’altra pagina di pallacanestro del Lido delle Rose si è chiusa, purtroppo sulla soglia del primo secolo di basket cittadino (1921-2021).
Ma tant’è.
Ripercorriamo allora, con date e accadimenti, questo ultimo ciclo del Roseto Sharks, cominciato nel 2009 in Serie C2 con una nuova società e finita a giugno 2020, con la vendita del titolo di Serie A alla Stella Azzurra Roma.
È il contributo di Roseto.com, che dal 1998 – e sono ormai 22 anni – racconta le vicende del basket rosetano (e non solo).
Andiamo per capitoli, ripartendo dalla mancata iscrizione del Roseto Sharks alla Serie A1 2006/2007 e dalle 3 morti sportive nei tre anni solari dal 2006 al 2009.
Una premessa, doverosa e importante: grazie a tutti quelli che ci hanno messo soldi, tempo e lavoro per fare basket a Roseto in questo ciclo. Vanno tutti ringraziati e noi lo facciamo, come sempre abbiamo fatto con chiunque abbia garantito la vita della pallacanestro a Roseto degli Abruzzi.


LE MORTI SPORTIVE, LA RINASCITA, IL RITORNO IN A2.
Dall’estate del 2006 a quella del 2018.



3 morti sportive in 3 anni solari

Trent’anni dopo, è ancora un 84-80 a scrivere una pagina importante di storia del basket  rosetano. Ma se nel 1976 era stato il risultato finale della prima, storica, vittoria dell’Italia contro l’Unione Sovietica all’Arena 4 Palme, nel 2006 è stato il punteggio che ha sancito la vittoria sul campo del Roseto Sharks, che però poi non si è iscritto alla Serie A 2006/2007. Finisce dunque, a 60 anni dalla costituzione della società nel 1946, il sogno di una città arrivata a giocarsi lo Scudetto e a battagliare in Europa giocando in Uleb Cup. Il Roseto Sharks non esiste più, ma la città non vuole restare senza pallacanestro. Così, nell’estate 2006, nonostante il primo lutto sportivo, nasce la Pallacanestro Roseto del presidente Alberto Rapagnà, che rileva il titolo sportivo di Serie B2 dal Silvi, che a sua volta lo aveva rilevato dal Campli. Si riparte di slancio, con un coach esperto come Marcello Perazzetti e giocatori di  qualità come Gianluca De Ambrosi e Danilo Gallerini, oltre ai giovani rosetani Innocenzo Ferraro e Vincenzo Recchiuti. Alla presentazione all’Arena 4 Palme c’è tanta gente e Rapagnà chiama a condurre Dan Peterson e Malì Pomilio. La squadra arriva a giocarsi la finale playoff, ma perde contro il Fossombrone. A fine stagione, Alberto Rapagnà cede il titolo sportivo della prima squadra di basket di Roseto – non era mai successo prima – all’imprenditore teatino Gianni Di Cosmo, che lo trasferisce a Chieti.

Nel 2007/2008, per la prima volta nella sua storia, la comunità rosetana non ha una prima squadra di basket da tifare. È l’anno del secondo e più duro lutto sportivo, perché non c’è  nessuna alternativa.

Si riparte nella stagione 2008/2009, quando una cordata di imprenditori convince Federico Mellone, presidente del Fabriano Basket, a spostare il titolo sportivo della squadra marchigiana a Roseto degli Abruzzi. Nasce così la Pallacanestro Roseto 1946, allenata da Tony Trullo e con Domenico Sorgentone nelle vesti di direttore sportivo. Il pubblico ci crede ancora e ancora una volta l’Arena 4 Palme si riempie la sera della presentazione. Si inizia bene, poi i soldi finiscono, Trullo si dimette e la stagione viene conclusa da coach Bavcevic. Purtroppo, problemi economici portano la squadra al fallimento, al termine della stagione conclusa con la retrocessione. È l’estate del 2009 e a Roseto degli Abruzzi si piange la terza morte sportiva in 3 anni solari.


La rinascita del Roseto Sharks

La rinascita del Roseto Sharks avviene a metà settembre del 2009, mentre la Pallacanestro Roseto 1946 sta provando il colpaccio ricorrendo al Tar del Lazio per essere riammessa in Serie A2 (il tentativo risulterà vano).

La società viene costituita e presenta richiesta di ammissione al primo campionato a libera iscrizione (Promozione). La FIP Abruzzo del presidente Francesco Di Girolamo, avendo bisogno della 16^ squadra per completare il campionato di Serie C Regionale Abruzzo e  Molise 2009/2010, dopo aver contattato le aventi diritto che rifiutano il ripescaggio, offre il posto al Roseto, che accetta e riparte dalla “C2”, dove giocherà 2 derby vista la presenza di Virtus Roseto e Roseto Basket Ball.

Le prime voci danno presidente Daniele Cimorosi, il quale però in quei giorni fa chiarezza dichiarando: «È una associazione nata in un baleno. Finora siamo io, Michele Martinelli, Domenico Alcini, Vincenzo Fidanza, il professor Ettore Cianchetti e Marco Verticelli. Una compagine eterogenea che vuole fare basket, lasciando fuori la politica. Si aderisce per amore verso il basket rosetano, punto e basta». Cimorosi, che insieme ad Alcini e Martinelli era nella compagine del Roseto Sharks di Serie A, circa la scomparsa di quel sodalizio spiega: «Se il basket a Roseto era in Serie A e poi è morto è indubbio che tutti hanno sbagliato. Tutti noi abbiamo fatto errori. E allora questo è il momento di fare tutti un passo indietro, unendoci e ripartendo dal basso in nome del basket rosetano e nient’altro. Io penso che per Roseto sia l’ultima possibilità, almeno per noi che abbiamo fatto basket ad alti livelli. O questa volta si rinasce per davvero in modo serio o sarà il nostro ultimo atto e poi ci faremo da parte. Per questo ci teniamo tutti a dare il massimo».


La vittoria della C2 2009/2010

Il Roseto Sharks viene affidato a coach Antimo Di Biase, con Michele Martinelli general manager e Ettore Cianchetti presidente. La squadra costruita è una corazzata per la categoria, con giocatori che hanno fatto la Serie A come il veterano Alessandro Angeli e il lettone Janis Porzingis (fratello di Kristaps, attuale asso della NBA), oltre all’oriundo canadese Domenico Marcario e a rosetani sia veterani come il cannoniere Marco Verrigni e il lungo Andrea Pomenti
sia giovani come Norman Neri.

La squadra vince il campionato battendo in finale playoff il Penta Basket Teramo in gara 4, al palasport di San Nicolò a Tordino. Nella serata in cui il fuoriclasse Porzingis è infortunato, ci pensa Verrigni a portare a casa la vittoria al termine di una battaglia intensa nel corso del quale il bomber del Lido delle Rose, partito dalla panchina, chiude con 21 punti – frutto di una prestazione perfetta al tiro con 8/8 dal campo e 5/5 nelle triple – e la tripla dell’ultimo minuto che chiude il match. È la sera di giovedì 3 giugno 2010 e la promozione sul campo sarà l’unica per il Roseto Sharks fino alla Serie A2, grazie a due ripescaggi e a una riforma dei campionati.

Per questo, il tabellino di quella gara – raccolto dal perfetto addetto stampa Davide Di Sante, che offrì un servizio “di serie A” a una stagione di C2 – merita di essere ricordato. Eccolo.
PENTA BASKET TERAMO 78
ROSETO SHARKS 82
Parziali: 20-17, 38-46, 57-64, 78-82.
PENTA TERAMO: Ciardelli 13, Di Curzio 6, Bartolini 18, Mignogna 6, Di Carlo 9, Moretti 25, Franchi, Nardi, Squillace 2, Moretto. Coach: Passacquale.
ROSETO SHARKS: Angeli 23, Marcario 25, Parnanzini n.e., Verrigni 21, Neri 4, Giusti n.e., Nord 6, Ferretti, Pomenti 3. Coach: Di Biase.
Arbitri: Cascioli e Di Luzio di Pescara.


Fra Serie C1 e Serie B2 e poi, grazie a due ripescaggi...

Si ricomincia dalla Serie C1 2010/2011, con Michele Martinelli e coach Di Biase che lasciano la società. La squadra viene affidata a coach Remo Tempera, con Sergio Maggetti direttore sportivo ed Emidio Testoni presidente. Alla 5^ di campionato, coach Tempera viene avvicendato dall’allenatore rosetano Ernesto Francani, fratello minore del giocatore Nando che della squadra è il play, che aveva iniziato da vice. La squadra arriva in finale playoff, perdendo alla bella in trasferta contro la Pallacanestro Pescara di coach Vidak Razic, che ottiene la promozione in Serie B2 davanti a 2.500 persone. Roseto, che aveva vinto gara 2 al PalaMaggetti per 87-82 rimontando una partita che al 30° vedeva gli Sharks perdere in casa 60-70, può contare sul sostegno di 2.600 spettatori.

Roseto esce sconfitta, ma ritrova il grande pubblico e pure la buona sorte, visto che la squadra viene ripescata, da seconda, nel torneo di B2 2011/2012, che si chiama Divisione Nazionale B. Nella Serie B 2011/2012 resta la coppia composta da Ernesto Francani (coach) e Sergio Maggetti (direttore sportivo), mentre la presidenza viene ceduta da Emidio Testoni (che diventa direttore tecnico) a Ettore Cianchetti, stimatissimo chirurgo oncologo di Roseto che vive e opera a Ortona e che nella stagione precedente è stato fondamentale per avvicinare la famiglia dell’imprenditore Peppe Di Sante al basket. Una vicinanza che aveva portato subito buoni frutti, rappresentati dall’ingaggio del lungo Manuel Del Brocco che aveva fatto cambiare marcia alla squadra poi arrivata seconda in Divisione Nazionale C.

La squadra arriva al quarto posto in stagione regolare e batte ai quarti dei playoff alla bella  Francavilla Fontana, affrontando Agrigento in semifinale e perdendo per mano dei siciliani 2-0, davanti a un pubblico eccezionale per la categoria.

La stagione 2012/2013  è ancora in Divisione Nazionale B, con il presidente Ettore Cianchetti, il general manager Vittorio Fossataro e coach Ernesto Francani, che il 20 novembre lascia il posto in panchina a Phil Melillo.

L’allenatore che ha portato il Roseto alla storica promozione in Serie A1 del 2000 è al suo terzo incarico nel Lido delle Rose (dopo la gestione Amadio e il campionato 2002/2003 con la disputa della Uleb Cup) e accetta di allenare in cadetteria, per provare a riportare Roseto nel basket che conta. In quella squadra c’è un altro ritorno importante: Christian Di Giuliomaria, centro e capitano del “Roseto più forte di sempre” della Serie A 2004/2005 con Mahmoud Abdul-Rauf in campo e Neven Spahija in panchina.

La squadra gioca i quarti dei playoff promozione eliminando alla bella in Gara 3 il Bisceglie per 85-82 dopo un tempo supplementare e una partita vietata ai deboli di cuore nella quale il miglior realizzatore è il lungo Lillo Leo (19 punti). In semifinale c’è il Trapani e Roseto la spunta ancora alla bella, domando i siciliani 71-63, ancora con Leo sugli scudi e miglior realizzatore con 20 punti. In finale, agli Sharks tocca il Nord Barese di coach Giulio Cadeo e del lungo rosetano Innocenzo Ferraro. I pugliesi vincono 71-64 Gara 1 in casa ed espugnano il PalaMaggetti 73-76 in Gara 2, confezionando un chiarissimo 6-0 nei playoff che li porta alla promozione. Roseto mastica amaro, ma il secondo posto – così come avvenuto nella stagione di Divisione Nazionale C 2010/2011 – vale il ripescaggio nella Serie A2 Silver 2013/2014.


Il ritorno in A2

Il Roseto Sharks viene ufficialmente ripescato in Legadue Silver 2013/2014 nel Consiglio Federale della FIP di mercoledì 17 luglio 2013. Dopo soli 4 anni solari, dalla ripartenza in Serie
C2, un risultato eccezionale dovuto alla vittoria sul campo della C2 e a due ripescaggi frutto di altrettanti secondi posti in C1 e B2. Roseto torna dunque in “A”, nonostante in quella stagione la A2 Silver sia la terza categoria nazionale dopo la riforma (una specie di “B1 con gli americani”). Il merito di questa cavalcata va senz’altro attribuito a tutti coloro i quali sono stati vicini al sodalizio cestistico rosetano dalla ripartenza, ma dovendo fare nomi è importante ricordare il vice presidente Daniele Cimorosi, il presidente EttoreCianchetti, l’imprenditore   Peppe Di Sante e il dirigente Vittorio Fossataro.

La squadra viene affidata ancora a coach Phil  Melillo, con Marco Verrigni promosso direttore sportivo. Tornano “gli americani” nel Lido delle Rose, dopo gli anni di Serie C e B, e i primi due sono gli esterni Kevin Sowell e Alex Legion. L’inizio di stagione vede l’avvicendamento in panchina di coach Phil Melillo con Tony Trullo. L’oriundo di Newark viene cambiato alla 8^ giornata, con il suo Roseto neopromosso a 8 punti in classifica, la prima a 12 e l’ultima a 2. La stagione vede Roseto conquistare la salvezza e avere pure la possibilità di entrare all’ultima giornata nei playoff, ma una  fragorosa sconfitta a Ferrara impedisce l’ulteriore traguardo.

La stagione 2014/2015 di A2 Silver (o DNA Silver) inizia con le voci di una possibile cessione del titolo sportivo del Roseto a Udine, che scambierebbe il suo di Serie B. Poi esce la voce di Treviso, che però acquisisce il titolodel Nord Barese, infine Latina.

La vendita viene scongiurata e l’azionista di riferimento Peppe Di Sante, che progressivamente ha assunto il controllo nel corso degli anni della società, dai tempi della C1, insieme al presidente Ettore Cianchetti confermano Tony Trullo alla guida della squadra, che ingaggia due americani nel ruolo di play (Damier Pitts) e ala piccola (Davon Usher) e il centro dominicense ma italiano per matrimonio Sylvere Bryan. L’inizio è burrascoso, con 5 sconfitte nelle prime 5 uscite e il taglio di Usher per fare posto a Josh Jackson (statunitense di passaporto maltese, quindi comunitario). Con il cambio della matricola USA e l’arrivo del veterano le cose migliorano e la squadra si salva in tranquillità. Il giovane rosetano Pierpaolo Marini si guadagna minuti, applausi e la convocazione nell’Italia Sperimentale.

La stagione 2015/2016 comincia con le solite, estenuanti, voci sulla cessione possibile del  titolo di A2. Poi, giovedì 25 giugno 2015, al Bellavista Mare scendono in campo Vittorio Fossataro (general manager), Tony Trullo (coach), Daniele Cimorosi (presidente) ed Emanuele Di Paolantonio (vice allenatore), per gettare le basi della stagione. Con Ettore Cianchetti sempre più impegnato nel suo importante lavoro che salva vite umane e Peppe Di  Sante assorbito dalle sue aziende sparse per l’Europa, la ribalta tocca a Daniele Cimorosi.

La squadra parte con l’obiettivo della salvezza, ingaggiando la guardia statunitense Bryon Allen al suo secondo anno in Europa dopo il college. Poi il colpo a sorpresa, ingaggiando l’ala ex NBA Kyle Weaver. Il Roseto dà spettacolo, anche con il talento locale Pierpaolo Marini, conquistando i playoff e uscendo al primo turno alla bella 3-2 a Ferentino, avendo il campo a sfavore.

La stagione di A2 Est 2016/2017 è la seconda con Daniele Cimorosi al comando. Ancora una estate di sofferenza per le voci di cessione del titolo, ancora una ripartenza dovuta esclusivamente alla buona volontà di un pugno di coraggiosi. Cimorosi scommette su Emanuele Di Paolantonio, promuovendo a coach l’assistente di Trullo, che va a Ferrara. Vittorio Fossataro e il giovane Stefano Blois stanno dietro la scrivania, ai muscoli ci pensa – ormai da qualche stagione – Domenico Faragalli insieme ai suoi assistenti, tra i quali ricordiamo Paolo Rinaldesi e Matteo Del Principio.

Per proteggere il coach esordiente viene chiamato un cavallo di ritorno e regista esperto come Robert Fultz (a Roseto nella A 2003/2004, arrivando in corsa). Il primo straniero firmato è una matricola, la guardia Adam Smith, mentre il secondo è un mestierante inadeguato, il lungo Maurice Lewis-Briggs che viene tagliato. Cimorosi piazza il colpo a sensazione e ingaggia un altro ex: Valerio Amoroso. La squadra inizia con un solo straniero e diventa subito la sorpresa
del campionato, vincendo all’esordio a Verona. Smith gioca divinamente e la società firma dopo qualche giornata anche il secondo americano, ingaggiando un’altra matricola: Brandon Sherrod, che oltre a giocare a basket è un bravo cantante. Roseto gioca un campionato entusiasmante e si guadagna l’acceso ai playoff incontrando Legnano con il fattore campo a  sfavore. Roseto ribalta e chiude la serie 3-1 nel tripudio di un PalaMaggetti gremito, per poi  sfidare nei quarti la Virtus Bologna di coach Alessandro Ramagli, che perde Gara 1 a Bologna, ma poi non perderà più né contro il Roseto (3-1) né contro Ravenna (3-0) e Trieste (3-0), conquistando la promozione in Serie A.

Dalla rinascita del Roseto, nell’estate 2009, questo è il livello più alto raggiunto dalla squadra. Per questo, vale la pena ricordare il tabellino della clamorosa vittoria in Gara 1 a Bologna. Eccolo.
VIRTUS BOLOGNA 81
ROSETO 92
Parziali: 17-19; 14-25 (31-44); 24-18 (55-62); 26-30 (81-92).
VIRTUS BOLOGNA: Spissu 16, Umeh 6, Pajola n.e., Spizzichini, Ndoja 12, Rosselli 7,  Michelori 2, Oxilia n.e., Gentile 13, Penna n.e., Lawson 24, Bruttini 1. Coach: Ramagli.
ROSETO: Smith 18, Cantarini n.e., Piazza 8, Fultz 13, Radonijc 3, Fattori 4, Mei 7, Casagrande 6, Amoroso 18, Sherrod 15. Coach: Di Paolantonio.
Arbitri: Ursi, Giovannetti, Caforio.

La stagione 2016/2017 si conclude in gara 4 dei quarti di finale playoff a Roseto, con l’ovazione del pubblico che gremisce il PalaMaggetti.

Giusto ricordare le dichiarazioni dei protagonisti di quella esaltante stagione, partendo dal presidente Daniele Cimorosi, che fedele al personaggio “low profile” è laconico: «Ho soltanto fatto il mio dovere». Dopo un’annata condotta magistralmente, nel doppio ruolo di direttore sportivo e coach, l’esordiente Emanuele Di Paolantonio dichiara: «Devo soltanto ringraziare tutti: dalla società che ci ha permesso di vivere questo sogno, allo staff che è stato incredibile, ai giocatori senza i quali  non sarebbe stato possibile nulla». Capitan Robert Fultz: «Annata fantastica. Ci davano per spacciati a Verona, alla prima di campionato, invece noi siamo riusciti a partire bene e creare un gruppo con una identità così forte che è arrivato ai quarti, dando tutto contro una squadra candidata alla promozione». Domenico Faragalli, preparatore fisico: «Quello che abbiamo ottenuto ripaga di tutti i sacrifici fatti. Il merito è di un grande gruppo, un grande allenatore e uno staff che ha lavorato egregiamente, grazie a una società che ci ha messo nelle condizioni di operare con serenità e di realizzare qualcosa di grandioso». Brandon Sherrod: «È stato meraviglioso per me, rookie alla prima stagione oltreoceano, essere accolto da Roseto: un posto fantastico, con gente stupenda, tempo bello e cibo ottimo». Adam Smith, anche lui matricola e capocannoniere di tutta la stagione regolare di  A2 2016/2017, in quei giorni diventato papà della piccola Addison (restando a Roseto, nonostante l’autorizzazione a partire per l’America, per completare la stagione): «Voglio ringraziare tutti i tifosi del Roseto che sono venuti a stringermi la mano. È fantastico quello che mi è successo in questa stagione. Grazie alla società e alla squadra: amo i miei compagni, amo Roseto». Nicola Mei: «Siete riusciti a farci capire quanto fosse importante questa maglia, riusciti a farci sentire a casa, a farci sentire rosetani. E questa, vi assicuro, è la più grande vittoria. Un grazie di cuore alle persone che hanno reso possibile tutto questo: è stato un onore e un piacere lottare con voi».

La Serie A2 Est 2017/2018, passata indenne ancora una volta l’estate con il suo carico di dubbi e voci sulla gestione del titolo, riparte da coach Di Paolantonio e dal presidente Cimorosi. Gli stranieri ingaggiati sono il centro statunitense/nigeriano Andy Ogide e l’esterno Darell Combs. L’inizio della stagione è infernale, con 8 sconfitte consecutive e i tifosi inferociti. Combs viene tagliato e al suo posto arriva il tiratore oriundo Matt Carlino, che aggiusta un po’ le cose.

A livello societario, Daniele Cimorosi resta patron ma cede la presidenza ad Antonio Norante, che si avvale della consulenza del suo amico Michele Martinelli per la difficile gestione di mesi travagliati. Il campionato si rivela una sofferenza, ma la squadra ha il merito di unirsi progressivamente, conquistando una salvezza dovuta al merito dei giocatori unito alla fortuna che consente di trovare all’ultimo turno di playout il Napoli, riammesso dopo la retrocessione dall’esclusione dal campionato di Reggio Calabria a causa di problemi con la fidejussione. Roseto, dopo aver perso 2-1 al primo turno di playout contro la Virtus Roma, chiude il secondo
turno 2-0 contro i partenopei. Nella vittoria che vale la salvezza in trasferta per 89-94, risulta fondamentale un monumentale Andy Ogide (40 punti con 10/10 da 2 e 6/7 da 3), ben supportato Matt Carlino (27 punti, 3 rimbalzi e 5 assist in 35 minuti) e Giorgio Di Bonaventura (14 punti con 6/8 dal campo in 30 minuti). L’incredibile vittoria del Roseto, con Contento e Casagrande infortunati, assume ancora più valore pensando che a 1 minuto e 43 secondi dalla sirena finale il Napoli conduceva di 6 punti e aveva la bella a Roseto nel mirino.

Si arriva così alla stagione di Serie A2 2018/2019, con il Roseto spossato da una stagione ripresa letteralmente per i capelli e il morale molto basso. A risollevare le cose ci pensa un innovativo progetto di partnership.


LA PARTNERSHIP CON LA STELLA AZZURRA ROMA
Le stagioni di A2 2018/2019 e 2019/2020


Arriva la Stella Azzurra

Dopo la salvezza acciuffata all’ultimo turno di playout, in trasferta a Napoli, sul finire di maggio 2018 si comincia a parlare non di cessione del titolo bensì, finalmente, di andare avanti con un progetto innovativo per la pallacanestro italiana, frutto di un colpo di genio di Michele Martinelli.

Infatti, fra fine maggio e i primi giorni di giugno, una sera a cena si trovano Daniele Cimorosi e Germano D’Arcangeli, allenatore e patron della Stella Azzurra Roma: squadra che ha militato in Serie B nel 2017/2018 e che, soprattutto, ha un settore giovanile di rilevanza internazionale, tanto da aver giocato la Finale di Eurolega Under 18 a Belgrado, arrivando al secondo posto.

Cimorosi, circa l’incontro, afferma: «L’unica cosa che conta è che la Serie A2 resterà a Roseto e ai rosetani e che il presidente Antonio Norante e io stiamo lavorando per un futuro stabile nel basket di vertice, anche grazie a partnership di qualità con società di rilievo internazionale che potevano fare basket altrove e invece hanno scelto proprio noi, per crescere insieme. La nostra voglia di fare basket a Roseto ci ha portato a rifiutare 500.000 euro da Reggio Calabria e 350.000 euro da Caserta per cedere il titolo, perché noi vogliamo continuare qui».

Insomma: il dado è tratto e la conferma avviene sabato 3 giugno 2018, mediante una conferenza nella sala stampa intitolata ad Aldo Anastasi del palasport intitolato a Remo Maggetti. Seduti al tavolo degli oratori il presidente degli Squali, Antonio Norante, e il rappresentante della Stella Azzurra, Daniele Camponeschi. Più defilato Michele Martinelli, amico di entrambe le società senza avere ruoli ufficiali (ma ispiratore dell’accordo) e Germano
D’Arcangeli, che sarà il nuovo coach del sodalizio del Lido delle Rose.

Antonio Norante, entusiasta, dichiara: «Oggi ufficializziamola partnership con la Stella Azzurra Roma. Un accordo che avrà durata biennale e che servirà alle due società per crescere insieme nel basket di vertice italiano». L’obiettivo dell’unione di intenti è infatti chiaro: la Stella Azzurra porterà a Roseto il suo “know-how” relativo al lavoro sui giovani e all’organizzazione dell’attività settimanale sia dell’attività giovanile sia della prima squadra e Roseto concederà il “marchio” glorioso degli Sharks, restando proprietario delle quote societarie e potendo così contare su un supporto sia economico sia tecnico (visto che la Stella Azzurra includerà nella prima squadra i suoi migliori giovani).

Daniele Camponeschi – fondatore, partner e Chief Investment Officer di “Green Arrow Capital”, gruppo finanziario con asset pari a 1 miliardo e 300 milioni di euro di capitale investito – chiosa così sull’accordo fra Roseto e Stella Azzurra: «Roseto è l’ambiente giusto, per storia e passione, in cui valorizzare il nostro lavoro. In questi anni abbiamo dimostrato come la Stella Azzurra possa vincere fra i giovani e farlo in maniera professionale. A parole sono tutti campioni, ma l’unica cosa che conta alla fine sono i fatti. E noi siamo a Roseto per realizzare una partnership con una società che ha grande storia e per crescere insieme. Già lo scorso anno ci avevano offerto almeno 3 squadre di Serie A2, ma non ritenevamo fossero maturi i tempi. Quest’anno ci hanno offerto ancora di acquisire squadre di A2, mentre la NBA ci ha chiesto di diventare la loro piattaforma europea. Noi abbiamo preferito accordarci con il Roseto Sharks, perché crediamo che qui si possano fare grandi cose nel campo della pallacanestro. Non credevamo avesse molto senso diventare la terza squadra di Serie A2 di Roma, mentre ha molto senso valorizzare un posto come questo che ha grandi potenzialità».


Purché non finisca come a Veroli...

E i rosetani? L’accordo viene accolto tiepidamente dai tifosi, da sempre gelosi del proprio blasone e giustamente possessivi riguardo il più importante patrimonio socio-culturale della città: la pallacanestro. «Purché non finisca come a Veroli». Questa è la frase più ricorrente, dopo l’accordo di collaborazione annunciato. Perché il riferimento a Veroli? Perché una partnership simile era già stata perfezionata nell’estate del 2014, fra Stella Azzurra e Veroli, con esiti negativi. Infatti, l’accordo consentì a Veroli di partire nel campionato di Serie A2 Gold, ritirando però la squadra a febbraio 2015 senza finire il campionato. Ovvio che, con questo precedente e con uno dei due attori che è lo stesso, più di un tifoso abbia comprensibile timore di perdere la squadra che ama. Rispetto a 4 anni prima, ci sono però delle differenze. La prima è che la partnership è biennale e fa presupporre un solido interesse reciproco. La seconda è che stavolta, rispetto al 2014, Stella Azzurra Roma significa anche Horus Sport, società controllata da Green Arrow Capital: colosso che gestisce asset per 1,3 miliardi di euro. E perdere la faccia per “pochi spicci” non sarebbe logico per le società di Daniele Camponeschi,
così come perdere la faccia a Roseto non sarebbe logico perun imprenditore dalla solida reputazione come Daniele Cimorosi.

Comunque, l’accordo non viene visto di buon occhio e Roseto viene tappezzata di scritte degli ultras che ammoniscono: “Roseto non si sposta!”, visto che la partnership fra le due società prevede che la squadra viva a Roma nei giorni della settimana per poi arrivare a Roseto soltanto nei weekend in cui la squadra gioca in casa e questo non va bene alla parte di tifoseria organizzata e riunita in Curva Nord.


I termini dell’accordo fra Roseto e Stella Azzurra

Per chiarire i dubbi e spegnere le critiche, il Roseto emette un comunicato stampa nel quale rende pubblici i termini dell’accordo. Ecco il testo.

«La Società Roseto Sharks ritiene opportuno fornire, ancora una volta, alcuni chiarimenti in merito all’accordo raggiunto tra gli Sharks e la Stella Azzurra Roma, con l’auspicio che possano essere finalmente utili per aiutare a capire l’importanza di questa collaborazione e per evitare inutili fraintendimenti, con la speranza di evitare in futuro alcune voci e indiscrezioni che non corrispondono alla realtà:
1. l’accordo sottoscritto non prevede, né per adesso e neanche per il futuro, alcuna ipotesi di fusione, unione, aggregazione, incorporazione, inglobamento, annessione o assorbimento tra le due società che sono e resteranno completamente autonome e indipendenti e svolgeranno le proprie attività nel rispetto dei rispettivi scopi sociali, senza alcuna forma di collegamento o interdipendenza né societaria né economica;
2. l’accordo sottoscritto prevede innanzitutto, per la Stella Azzurra, di sviluppare, con la collaborazione del Roseto Sharks, la formazione a livello più alto dei propri atleti Under consentendo agli stessi di partecipare al campionato di A2, mentre per il Roseto Sharks di sviluppare il proprio settore giovanile usufruendo il riconosciuto know-how in questo ambito che sarà fornito dalla Stella Azzurra. Pertanto si tratta, nei limiti e nel rispetto dei regolamenti federali, di una forma di collaborazione reciproca che consente ad entrambe le società di raggiungere gli scopi prefissati conservando però, al tempo stesso e in maniera distinta, le reciproche attività;
3. l’accordo sottoscritto è valido per due annualità corrispondenti alle stagioni sportive 2018/2019 e 2019/2020 e si rinnova tacitamente anche per le stagioni successive salvo formale ed espressa disdetta di una delle due società;
4. l’accordo sottoscritto prevede, dal punto di vista economico, la corresponsione da parte della Stella Azzurra di un contributo forfettario al Roseto Sharks pari ad € 200.000,00 per ogni
singola stagione sportiva per sostenere le attività necessarie per svolgere il campionato. Inoltre le società, di comune accordo e secondo linee guida condivise, potranno porre in essere attività di marketing anche attraverso l’utilizzo di strumenti innovativi e agenzie specializzate al fine di valorizzare il progetto condiviso e le reciproche, indipendenti realtà le cui gestioni economico-finanziarie-patrimoniali rimarranno, come già detto, di pertinenza esclusiva di ogni singola società;
5. l’accordo sottoscritto prevede come impegni di natura tecnica e sportiva che:
a) il roster della squadra che parteciperà al campionato di A/2 sarà composto da minimo 5 atleti under 20 tesserati con la Stella Azzurra e indicati dalla stessa che provvederà, altresì, a
coprire tutti i costi per il loro mantenimento (compensi, rimborsi, alloggi, vitto, etc). L’individuazione dei restanti componenti del roster, i cui costi saranno a carico del Roseto  Sharks, sarà fatto congiuntamente dalle due società. Gli altri costi relativi allo svolgimento del campionato di A/2 saranno a carico del Roseto Sharks;
b) è previsto che lo staff tecnico, comprendente il Capo allenatore, due assistenti e il team manager venga indicato dalla Stella Azzurra mentre lo staff dirigenziale e amministrativo composto da un segretario, dal General Manager e da un dirigente organizzativo sarà indicato dal Roseto Sharks. La strutturazione ed organizzazione del settore giovanile sarà di competenza del Roseto Sharks mentre la Stella Azzurra indica il responsabile del settore giovanile, che opererà a Roseto e che avrà la funzione di garantire il miglioramento tecnico e di conoscenza della pallacanestro sia dei tecnici che degli atleti Under del Roseto Sharks, anche attraverso progetti innovativi, stage formativi ed impegnandosi ad implementare l’attività di reclutamento del Roseto Sharks sul proprio territorio e non solo;
c) la prima squadra svolgerà gli allenamenti a Roma dal martedì al giovedì, presso la struttura messa a disposizione della Stella Azzurra e senza alcun onere per il Roseto Sharks. La squadra si allenerà e soggiornerà a Roseto dal venerdì al giorno della gara con le relative spese a carico del Roseto Sharks. I costi di trasferimento della squadra saranno a carico della
Stella Azzurra. A tal proposito giova ricordare che questa clausola è stata inserita soprattutto per permettere agli Under della Stella Azzurra, (alcuni dei quali usufruiscono del permesso di soggiorno per studio), di frequentare le scuole romane e di partecipare anche ai vari campionati regionali tra Under che si svolgono nel Lazio.
Il Roseto Sharks ritiene che quello con la Stella Azzurra Roma sia un accordo molto  vantaggioso per la società per i motivi indicati, a partire dall’importanza dell’accordo economico, (a cui bisogna aggiungere oltre centomila euro di somme che si possono risparmiare nel budget del prossimo anno per i compensi non dovuti agli Under, per le spese di vitto e alloggio, etc…). L’importanza dell’avvio di questa collaborazione è dimostrata anche dal tentativo di altre società di A/2 di dirottare altrove gli interessi della Stella Azzurra che, invece, ha preferito chiudere il patto di collaborazione con Roseto alla luce della tradizione cestistica, di un pubblico competente e numeroso, di un impianto come il PalaMaggetti, oltre che per le reciproche e convenienti condizioni. Solo qualche tempo fa, poter pensare che una società importante nel panorama cestistico italiano come la Stella Azzurra, che ha la propria sede nella Capitale d’Italia, potesse diventare società “satellite” di una società rosetana, sarebbe potuto apparire impensabile. Ma questa realtà, oltre che per tutti i motivi precedentemente esposti, si è concretizzata e sottolinea ancora di più il ruolo e il significato della storia cestistica di Roseto che ci deve rendere orgogliosi di quello che siamo e, ci auguriamo tutti, di quello che
potremo essere anche in futuro».


Il successo della prima stagione

Nonostante le critiche della tifoseria organizzata, con fatti assolutamente censurabili che culmineranno nella trasferta di Cagliari (la Curva Nord si scioglierà comunque dopo la trasferta della squadra a Treviso), il progetto fra Roseto Sharks e Stella Azzurra Roma nella prima stagione è sportivamente un successo.

Infatti, la squadra raggiunge i playoff promozione, con il campo a sfavore, uscendo 3-2 alla bella e all’ultimo minuto contro Treviglio. Roseto è la squadra più giovane del campionato, con 22,9 anni di media e quella con 9 giocatori esordienti su 11 in rotazione. Probabilmente, è anche la meno costosa.
 
A completare il successo della prima stagione dell’accordo ci sono le valorizzazioni di giovani come Paul Eboua, che viene ingaggiato in Serie A dal Pesaro, Nicola Akele, che firma in Serie A con Cremona, e Yancarlos Rodriguez, che va in massima serie a Cantù.


Il Torneissimo e le ombre della seconda stagione

Il campionato 2019/2020 inizia con un altro colpaccio da parte del Roseto, che in precampionato conquista dopo 18 anni il 74° Trofeo Lido delle Rose – il torneo estivo di basket più antico d’Europa e forse del mondo – vincendo la semifinale senza 5 giocatori infortunati e giocando la
finale (senza 6 infortunati) con una squadra di 17,4 anni di età media.

Insomma, il Roseto sembra destinato a far parlare ancora di sé per il progetto con la Stella Azzurra, ma in campionato le cose vanno diversamente, anche perché si gioca praticamente senza uno straniero (insieme al centro USA Khadeem Lattin viene schierato il 17enne croato Leo Menalo, troppo acerbo e quindi inadatto a spostare i valori nella seconda lega italiana).

La squadra perde molte partite e, soprattutto, perde pubblico partita dopo partita, perché la gente non gradisce il tourbillon di cambiamenti nell’organico (tagliato Lattin per Bobby Jones, poi ceduto per fare cassa a favore di Mitja Nikolic). In più la squadra incappa in una serie di infortuni dei suoi atleti, oltre a fallire la scommessa Oliva (giocatore ingaggiato dopo un brutto infortunio e atteso al riscatto in campo, che però non ci sarà).

La pandemia da coronavirus Covid-19 arriva con il Roseto in fondo alla classifica e principale candidato alla retrocessione diretta, anche se le ultime due vittorie casalinghe contro Piacenza e Urania Milano lasciano sperare per la fase a orologio, che però non ci sarà a causa dell’emergenza sanitaria che mette fine anzitempo ai campionati, che non produrranno verdetti.

Questo salva il Roseto, ma come nel 2006 la salvezza sul campo non serve se poi non arriva anche quella sulla carta e cioè nei bilanci.


La vendita del titolo di Serie A2 alla Stella Azzurra

La Stella Azzurra Roma prima annuncia che il contratto fra Roseto e la società capitolina non andrà oltre le due stagioni programmate e poi mette mano al portafogli, comprandosi il titolo di Serie A2 degli Sharks.

Questo il comunicato pubblicato dalla Stella Azzurra sulla sua pagina Facebook, che difficilmente può essere mal interpretato.

«LA STELLA SALUTA GLI SHARKS
La fine del nostro comune viaggio è arrivata. La delusione più grande avviene quando ti rendi conto che le persone per cui avresti affrontato un uragano, per te, non si bagnerebbero neanche in una pozzanghera. Siamo tutti matti per il basket è vero, chi più chi meno certo, e dopo c’è chi è matto e basta, ma il viaggio non poteva più andare avanti. Le scarpe si sono riempite di sassi. Abbiamo accumulato troppo dolore, troppe lacrime e troppe delusioni. Alla fine abbiamo deciso che non era più il posto per noi. Una parte di tutti noi sapeva sarebbe stato difficile ma non così difficile, l’altra parte invece ha sempre trovato l’appiglio che la verità la sapevamo già e facevamo finta di non sapere. Ci siamo illusi, siamo stati progressivamente superflui in un contesto che è da sempre abituato a fare da se. Siamo andati in pezzi per questo. Colpa nostra. Come colpa nostra è stato anche non riuscire ad aiutare noi stessi. Abbiamo sofferto, qualche volta siamo stati sorretti ma il più delle volte sopportati. Il rammarico è che se alla partenza sono tutti bravi, è al capolinea che si dovrebbe vedere l’impegno, quando sei sfinito. Il progetto lo meritava.. la “legione” pure ma soprattutto gli Sharks Il tempo dei saluti è arrivato. Inesorabile. I ringraziamenti da fare sono numerosi. Soprattutto a quelle persone che ci sono state vicine proprio a Roseto.
Orgogliosi di quello che abbiamo fatto con e per gli Sharks».

Evidentemente il Roseto Sharks, moribondo già nella primavera del 2018, dopo la salvezza al secondo turno di playout a Napoli, aveva una posizione debitoria pregressa così importante da non salvarsi neanche con i 200.000 euro annui cash per 2 anni, oltre agli almeno 100.000 euro di mancati costi per 2 anni garantiti dalla Stella Azzurra.

Stiamo quindi parlando di 600.000 euro in 2 anni solo per quanto riguarda i versamenti della Stella Azzurra e i mancati costi sostenuti dal Roseto Sharks, oltre agli incassi avuti dal Roseto e gestiti in proprio per biglietteria e sponsor. Insomma: tanti soldi, che però – evidentemente – non sono bastati a ripianare l’enorme buco creatosi dal 2009. Non c’è altra spiegazione, restando nelle cose di basket.


I rimpianti di un accordo finito male

La partnership fra Roseto e Stella consentiva agli Sharks di introitare, fra cash e mancati costi, oltre 300.000 euro a stagione. Nessuno, in Serie A, ha un primo sponsor simile.

Dopo 2 stagioni a Roseto, la Stella – e quindi il solidissimo imprenditore Camponeschi – ha preferito mettere mano al portafogli e comprarsi il titolo pur di non restare nel Lido delle Rose. Questo è un fatto inoppugnabile, che se letto insieme al comunicato stellino di saluti dice che qualcosa fra le parti si è rotto, in modo irreparabile, nella seconda stagione.

Il presidente Antonio Norante ha provato a buttarla in politica, strumentalizzando le contestazioni dei tifosi, che sono vere e ci sono state, ma che non c’erano più dalla stagione 2018/2019.

Perciò noi non crediamo che la Stella Azzurra non abbia rinnovato l’accordo per questo, bensì per motivi più attinenti al clima di fiducia reciproca fra rosetani e romani, che dopo la prima stagione si è, a nostro avviso (giudichiamo dagli atti), irrimediabilmente incrinato.

Roseto perde, purtroppo, un’occasione d’oro per continuare a fare basket facendosi “pagare il blasone” da una società che oggi è il miglior vivaio d’Italia. Soprattutto nel basket post Covid-19, questo accordo poteva durare almeno altre 2 stagioni.

Anche perché, si badi bene, la Stella Azzurra ha comprato il titolo del Roseto e ci andrà comunque a giocare “fuori casa” (a Veroli), visto che l’impianto capitolino non è omologato per la Serie A2.

Insomma: nessuno ci toglie dalla testa che, senza alcuni “colpi di testa” da entrambe le parti (Cimorosi e D’Arcangeli hanno iniziato stimandosi molto, ma siamo pronti a scommettere che adesso non è più così), le cose potevano andare diversamente. Peccato, peccato davvero.


Roseto/Stella: chi perde e chi vince?

Alla fine della fiera, chi perde e chi vince?

Roseto di certo perde, visto che dopo 2 stagioni ha dovuto sacrificare il suo titolo di Serie A2. Certo, senza la Stella Azzurra e il suo aiuto, probabilmente sarebbe sportivamente morto già nel 2018, ma ciò non toglie che sempre di occasione persa si tratta.

Stella Azzurra Roma di certo vince, visto che dopo 2 anni ha capitalizzato un investimento importante sia valorizzando i propri giocatori (Eboua proverà ad andare in NBA, Bayehe ha firmato a Cantù, Canka al Lokomotiv Kuban, Rodriguez è diventato giocatore di A con quel che a livello di parametro significa, altri si faranno una carriera e produrranno parametri e buyout) sia mettendosi in tasca un titolo di Serie A2, per continuare a fare in proprio quello che faceva in partnership.


E adesso?

La speranza è che, nella stagione del primo secolo di basket, Roseto possa – mediante un consorzio di imprese animato da persone del luogo – acquisire un titolo di Serie B aprendo un nuovo ciclo, che ci auguriamo possa durare molti anni e sia ricco di soddisfazioni sportive.

Come sempre, forza Roseto!

Luca Maggitti
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