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Supercoppa Serie B, Girone N – Roseto, Teramo, Giulianova.
LE TRE CADETTE VISTE DA COACH GABRI DI BONAVENTURA
Edoardo Di Emidio, del Roseto.

Giorgio Di Bonaventura, del Teramo.

Gianluca Di Carmine, del Giulianova.

Il tecnico analizza le squadre abruzzesi di B, alla vigilia della Supercoppa Centenario.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledμ, 07 Ottobre 2020 - Ore 23:15

Alla vigilia della Supercoppa di Serie B di basket, che da domenica 11 ottobre vedrà impegnate per due settimane, insieme al Civitanova, le tre franchigie abruzzesi che parteciperanno al campionato nel girone C della terza categoria nazionale (inizio metà novembre), proviamo a dare uno sguardo agli organici e alle prospettive di Giulianova, Roseto e Teramo, elencate rigorosamente in ordine alfabetico.

GIULIANOVA
La compagine giallorossa, dopo aver salutato l’ottimo tecnico Ciocca, che comunque tornerà al Palacastrum da avversario visto che è approdato a Vicenza in una squadra che, presumibilmente, punterà ad agguantare una delle posizioni di graduatoria che vanno dal quinto all’ottavo posto, ovviamente utilissime per la post-season, ha affidato il timone al navigato coach Zanchi, reduce da una stagione dedicata, come Responsabile, al settore giovanile del Montegranaro (per capirci, la società che in estate ha venduto i diritti di A2 al Chieti del Presidente Marchesani). Alla corte del tecnico veneziano, sono arrivati, almeno al momento, senior di ottimo livello: il versatile e preziosissimo veterano ex Chieti Di Carmine, il play-guardia, classe 97, Agbogan (ex Palestrina, compagine con cui l’anno scorso, insieme al poderoso centro, classe 98 e quindi ancora under, Thiam, tra l’altro anche quest’ultimo felicemente approdato in riva all’Adriatico, ha vinto 21 dei 23 incontri disputati!), l’ala piccola, classe 96, Rovatti (anche se girano dei rumours che vorrebbero il bravo atleta marchigiano alle prese con qualche problema fisico, il che eventualmente renderebbe necessario l’ingaggio dell’incisivo esterno classe 98 Di Poce, immediatamente aggregato ai giallorossi per disputare la Supercoppa), l’efficace lungo, classe 96 e visto nella stagione passata in A2 con il Napoli di coach Sacripanti, Spera e l’ala forte rosetana, classe 97, Cantarini, quest’ultimo legittimamente desideroso di riproporsi ad un certo livello dopo un’annata trascorsa in C Silver a Mosciano Sant’Angelo. Detto dei senior e accennato al garantito impatto del collaudato Thiam, è chiaro che le sorti della stagione giuliese – immagino orientata al raggiungimento rapido della salvezza con l’idea di potersi inserire audacemente nella lotta all’ottavo posto – passano per il rendimento che riusciranno a fornire gli under ingaggiati, a partire dall’esterno classe 2001 Paoli per finire alla talentuosa guardia, classe 2000, Tognacci, passando per il regista ostunese Epifani (2001) e per il nuovo arrivato, altro play molto interessante, Dron (2002).

ROSETO
A dir poco rigenerata dalla nascita di un consorzio solido e composto da figure di primissimo livello, la piazza rosetana, dopo la sofferta parentesi che ha visto il sodalizio biancazzurro mettere in atto un connubio biennale con la Stella Azzurra Roma che aveva, aggiungerei inevitabilmente, tolto il senso di appartenenza a gran parte dei supporters locali, si appresta a vivere una stagione di grande fermento, vista la qualità buonissima del roster allestito dall’esperto coach/direttore sportivo Trullo, tornato a guidare la franchigia rosetana dopo due anni di inattività (2017-2019) e dopo la breve parentesi trascorsa nella stagione passata in Sicilia a Torrenova (Serie B girone A), iniziata a fine novembre scorso, dopo l’esonero di coach Jorge Silva Suarez, e conclusa pochi mesi dopo a causa della micidiale pandemia che sta, purtroppo, caratterizzando l’epoca che siamo chiamati a vivere. Costruita attorno a tre prime punte strepitose per questi livelli (il lungo, classe 80, Valerio Amoroso e gli esterni Pastore e Ruggiero, con quest’ultimo, classe 81, destinato a ricoprire, per la prima volta in cadetteria, il ruolo di arma tattica che parte dalla panca), la squadra è stata puntellata con elementi collaudati e preziosissimi come il metronomo locale, classe 1993, Di Emidio, l’ala forte, sempre classe 93, Serafini, migliorato tantissimo fra Campli, Amatori Pescara e Alessandria e l’ala piccola, classe 96, Lucarelli, quest’ultimo reduce da un brillante biennio trascorso in A2 con la canotta della compagine siciliana Capo D’Orlando (nell’ultima stagione, 7p di media in 21 minuti di campo). Nel reparto under, riflettori puntati soprattutto sull’atletica ala centro, classe 99, Aleksa Nikolic (1p in 6m di campo l’anno scorso in A2 a Rieti) e sul promettente esterno Sebastianelli (2001), quest’ultimo già visto lo scorso anno evoluire nella terza categoria nazionale con la canotta del Giulianova. Se l’organico allestito in casa rosetana oggi può già pensare di competere alla grande con le prime quattro del girone (a naso, citofonare Ancona, Cividale, Fabriano e Guerriero UBP Padova, sempre riportate in ordine alfabetico), cosa accadrà quando la franchigia del Presidente (un giuliese, chi l’avrebbe mai detto?!?) Ernesto Ciafardoni aggiungerà, immagino alla prima occasione irrinunciabile, il fatidico settimo senior? Certo, il proverbiale ed incisivo fattore campo del PalaMaggetti rischia di essere fortemente ridimensionato dalle indispensabili disposizioni relative al Covid 19, ma questo non impedirà al team rosetano di regalare tante soddisfazioni ad una comunità che vive di basket da sempre e che sogna, come accadde proprio nella stagione 1997/1998, non a caso guidata dal tecnico locale Trullo, una cavalcata vincente che possa riportare nuovamente (!) il titolo di A2 in città, dopo che, in estate, la gestione Cimorosi/Norante aveva deciso di vendere i diritti sportivi alla Stella Azzurra Roma, prospettando scenari futuri desolanti che invece sono stati spazzati via dalla repentina e benedetta creazione di una nuova società che, dopo aver acquisito a luglio il titolo sportivo del Lecco Basket, ha dimostrato con i fatti (e non con le chiacchiere, chi vuol capire capisca!) cosa vuol dire iniziare a programmare seriamente il futuro. Concludendo, direi che, viste le premesse, comunque vada sarà un successo, ma è chiaro che a Roseto tutti si aspettano una stagione con i fiocchi, che veda la compagine biancazzurra lottare fino all’ultima stilla di sudore per centrare il salto di categoria ed approdare alla Terra Promessa.

TERAMO
Anche a Teramo, come a Roseto, considerata l’atmosfera non proprio esaltante respirata in ambito cestistico durante l’inizio dell’estate appena terminata, possiamo già dire che comunque vada sarà un successo, ovviamente auspicando (almeno!) il raggiungimento della permanenza in categoria della Tasp! Naturalmente, credo che la salvezza sia l’obiettivo primario della realtà presieduta dal Presidente Fabio Nardi, abile a rilevare, insieme ai suoi fidati amici e collaboratori, il titolo della società Teramo Basket 1960 la quale, partita con proclami che ipotizzavano un imminente ritorno alle serie superiori, nel tempo ha progressivamente disatteso le aspettative di tutto l’ambiente, non partecipando una sola volta ai playoff ed evitando la retrocessione nella stagione appena terminata, dopo averla sfiorata in quella precedente, solo perché questa infernale pandemia ha interrotto i campionati a tutti i livelli, risparmiando a Lestini e soci un finale di campionato da mission impossible (eventuale playout con fattore campo a sfavore contro un avversario decisamente più attrezzato, tipo Ancona o Senigallia).
Iniziato giocoforza il mercato in ritardo, la matricola biancorossa, dopo aver confermato alla guida tecnica, senza battere ciglio, il teramano Stirpe che vanta esperienze da capo allenatore soltanto in C Silver, ha allestito, a mio modesto avviso, una squadra più che dignitosa per affrontare quello che, a tutti gli effetti, rappresenta l’anno zero per il coraggioso sodalizio che ha deciso di fare il salto dalla “palla a canestro” alla “pallacanestro”: passare in un anno dal giocare a Mosciano Sant’Angelo o Silvi all’affrontare franchigie storiche come Roseto e Fabriano o ambiziose come Cividale, Ancona, Vicenza e Padova, sicuramente richiede, oltre alla buona volontà e al necessario entusiasmo, organizzazione, competenza, rispetto dei ruoli, capacità di analisi e intervento, sensibilità, professionalità, equilibrio, esperienza. Tutte queste cose, come sa bene il pragmatico Presidente Nardi, non si comprano su Amazon ma si costruiscono nel tempo e credo che questa sia la sfida più importante da vincere per la società “spicchiata” in biancorosso a cui la collettività teramana deve porgere soltanto ringraziamenti e possibilmente sostegno, visto che senza la Tasp oggi nessuno a Teramo avrebbe la possibilità di gioire e soffrire vedendo la squadra, che indossa la canotta con i colori della propria città, affrontare atleti del calibro di Garri (Fabriano), Valerio Amoroso (Roseto) o Fattori (Cividale). Precisato ciò, direi che la squadra allestita da coach Stirpe e dal prezioso Luca Di Polidoro presenta tre elementi molto esperti della categoria (l’affidabile esterno, nonché il capitano della squadra, classe 87, Serroni, la talentuosa guardia Rossi, trentenne esperto ed imprevedibile, e poi il lungo, ex Chieti e Campli, Simone Gatti, classe 82) e a seguire una serie di elementi “Under 25” che possono ragionevolmente ben figurare a questi livelli: il determinato regista Francesco Faragalli (ex Luiss Roma e Valsesia), l’esterno Di Bonaventura, unico reduce della Teramo Basket 1960 insieme al play-guardia classe 2001 Massotti, l’ala forte Esposito, visto nella seconda parte della stagione scorsa a Porto Sant’Elpidio, e il dinamico lungo, ex Treviglio e Faenza, Edoardo Tiberti. A completare il pacchetto delle risorse a disposizione dello staff tecnico, under interessanti come l’esterno, classe 2001, Wiltshire, il ventenne play Cristiano Faragalli, fratello di Francesco, e, last but not least, il neo-arrivato Guilavogui, classe 99, che si stava allenando con Roseto e che ha sostituito tempestivamente il rinunciatario Andrea Bianchi nel reparto lunghi della compagine biancorossa.

Per il momento, questo è il più che incoraggiante resoconto, ovviamente visto con gli occhi di chi scrive, delle tre franchigie abruzzesi che si apprestano a compiere il rodaggio al campionato attraverso una Supercoppa che, neanche a dirlo, vede come strafavorita del gironcino la compagine rosetana, che da squadra forte diventerà “corazzata” quando individuerà, nei prossimi mesi, il settimo senior che legittimerà definitivamente la franchigia a dichiarare la propria perentoria candidatura al salto di categoria.

SUPERCOPPA CENTENARIO
Serie B – Girone N
CALENDARIO


Domenica 11 ottobre 2020.
Ore 18 – TERAMO-ROSETO
Ore 18 – CIVITANOVA MARCHE-GIULIANOVA

Domenica 18 ottobre 2020.
Ore 18 – GIULIANOVA-TERAMO
Ore 18 – ROSETO-CIVITANOVA MARCHE

Domenica 18 ottobre 2020.
Ore 18 – ROSETO-GIULIANOVA
Ore 18 – CIVITANOVA MARCHE-TERAMO

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