Casadilego vince X Factor 2020. Nella foto, Elisa Coclite con Hell Raton.
Alessia Martegiani in videochiamata con la figlia Elisa, in un video mandato in onda durante la finale di X Factor.
Elisa con suo padre Massimiliano Coclite.
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Intervista doppia ai genitori della vincitrice di X Factor 2020.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 12 Dicembre 2020 - Ore 18:30
Ho il piacere di conoscere i genitori di Elisa Coclite, in arte Casadilego, da una ventina d’anni. Si tratta di mamma Alessia Martegiani e papà Massimiliano Coclite, entrambi cantanti e insegnanti (papà Massimiliano, detto “Cox”, è docente di canto jazz al Conservatorio dell’Aquila, ma è anche pianista).
Ho più volte scritto in questi mesi, seguendo l’avventura a X Factor di Casadilego, che lei ai miei occhi rappresentava il frutto perfetto – umano e artistico – di Alessia e Cox. Che, sia chiaro, sono persone diverse. Perciò, se mamma e papà sono yin e yang, Elisa è il taijitu.
Finita l’avventura di Elisa a X Factor – terminata con la vittoria – ho fatto una intervista doppia ad Alessia e Massimiliano, per far conoscere meglio Elisa al pubblico secondo il loro punto di vista. E mi piace proporla insieme, invece che in due distinti articoli, perché credo che si colga bene la costruttiva differenza dei genitori. Un elogio delle diversità, confluito in Elisa.
Ecco la chiacchierata.
Alessia, Massimiliano, descrivete vostra figlia, come persona, in 3 aggettivi...
Alessia Martegiani: «Saggia, pigra, simpatica».
Massimiliano Coclite: «Solare, determinata, sensibile».
Siete due artisti del mondo della musica e siete anche insegnanti. Speravate che Elisa seguisse le vostre orme, professionalmente parlando?
Alessia Martegiani: «Sperare no, avrei preferito facesse la chef (ride). Però, viste le sue inclinazioni, già da piccolissima, era abbastanza inevitabile che scegliesse la musica come suo percorso di vita».
Massimiliano Coclite: «A dire il vero, non speravo niente, né prima né ora. Io spero che la sua vita sia piena ed intensa, anche nei momenti difficili, a prescindere dalla professione. Certo, fin da piccolissima ha dimostrato attitudini musicali, quindi la possibilità che potesse diventare una musicista professionista era concreta e lo è ancora».
L’educazione musicale di Elisa, come la riassumereste?
Alessia Martegiani: «Innanzitutto la riassumerei in una persona: Peppino Patriarca, suo maestro di pianoforte e di pensiero. Poi tutto quello che ha respirato a casa, le frequentazioni, gli amici folli. Diciamo un’educazione classica, con sprazzi visionari qua e là».
Massimiliano Coclite: «Fondamentalmente serena, meticolosa e intensa. Per Elisa la musica è una cosa seria, importante. È molto giovane e la strada verso la conoscenza, l’acquisizione di competenze è lunga e faticosa, ma nella sua educazione musicale non c’è solo studio pratico. C’è condivisione, passione, apertura mentale: tutte cose necessarie per essere musicisti. È difficile poi trovare le energie per fare musica su più fronti, ma mi sembra che da qualche tempo i differenti approcci tra diversi mondi musicali convivano più felicemente dentro di lei. Studiare musica senza gabbie mentali, senza un senso di costrizione e inadeguatezza, seguendo davvero il proprio animo, è l'unico modo per esprimere veramente se stessi».
Siete genitori complici, o tendete a mantenere i ruoli e quindi le distanze?
Alessia Martegiani: «Io non riesco molto bene nel ruolo di madre tutta d’un pezzo, mi ci vedo più nella parte della canaglia che la porta in giro per l’Europa senza soldi e senza meta (fatto!)».
Massimiliano Coclite: «Entrambe le cose. Essere genitori è bellissimo, ma come tutti i rapporti interpersonali richiede impegno e, possibilmente, equilibrio».
Volete ricordare l’aneddoto della nonna materna, che diceva che non vi meritavate una simile nipotina e perché lo sosteneva?
Alessia Martegiani: «Mia madre, donna di irreprensibile moralità, vedeva questa bimba che sembrava il Dalai Lama e, guardando noi con disgusto, diceva scuotendo la testa: “Non ce la meritiamo, questa bambina!”, includendo anche se stessa, per pudore».
Massimiliano Coclite: «In tutta sincerità non lo ricordo... probabilmente non ero presente. Comunque i momenti simpatici e dissacranti con i nonni sono stati numerosi. Alla fine, con Elisa perdiamo sempre il confronto. Si sa come sono i nonni, per la fortuna di tutti».
Come giudicate, da cantanti, il percorso che Elisa ha fatto a X Factor 2020?
Alessia Martegiani: «Coraggioso, tosto, un viaggio attraverso qualcosa di mai sperimentato. Lei è molto felice, non tanto della notorietà, che non le appartiene come indole, quanto del fatto di poter conoscere nuove personalità musicali lontane dalla formazione genitoriale».
Massimiliano Coclite: «Intanto io non mi definisco propriamente un cantante, ma questa è un’altra storia. Sicuramente alla sua età ha fatto un’esperienza lavorativa e professionale pazzesca. Dietro c’è un lavoro duro che dura tutto il giorno, tutti i giorni, per molto tempo. In sostanza, un concentrato di esperienze musicali e umane che non potrà che essere importante per la sua vita, in generale. Come tutti gli altri ragazzi che hanno partecipato, ha mantenuto la sua autenticità e in sostanza canta come ha sempre fatto, affrontando le performance musicali con la stessa dedizione e passione di sempre. La differenza è che ora cambia il contesto. Credo invece che sia migliorata sotto altri aspetti. Quello strumentale, quello della produzione, della scrittura. Non ultimo quello della capacità di stare davanti alle telecamere, la risonanza mediatica, i social... queste ultime cose credo che per lei siano le più complicate da gestire, ma anche questo oggi è parte di una crescita personale e professionale».
Cosa vi piacerebbe facesse Elisa dopo X Factor, a livello musicale?
Alessia Martegiani: «A me piacerebbe molto che si mettesse dietro un mixer e tanti strumenti e producesse un suo lavoro visionario e futuristico che se ne fotte del mercato, soprattutto quello italiano. E credo di sapere che è questa la sua intenzione!».
Massimiliano Coclite: «Quello che la fa stare bene».
Per chiudere. Siete insegnanti, siate severi: pregi e difetti, artisticamente parlando, di Casadilego?
Alessia Martegiani: «I difetti sono quelli di una ragazzina giovane: la poca predisposizione verso l’apertura della quarta parete, ma artisticamente non so trovarle difetti, dal momento che ha 17 anni. Vorrei che continuasse a studiare, ma non un anno o dieci. Tutta la vita!».
Massimiliano Coclite: «Sempre difficile e forse anche inutile dare giudizi nella musica e in particolare a una figlia. Comunque i pregi credo che siano la naturalezza del suono, il senso della frase. I difetti sono per lo più dettati dall'inesperienza e dalla giovane età, credo. Sicuramente sta cercando il suo spazio musicale e la sua dimensione artistica, non è facile e lo so bene, ma non credo sia un difetto alla fine».
Luca Maggitti
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