Erica Carolina Sanchez.
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Dopo Rios, classe 1980, dall’Argentina arriva l’ala-centro Sanchez, classe 1976. Qualche riflessione.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 12 Gennaio 2023 - Ore 10:30
«Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada».
Pare venga dal Sudan il proverbio che esalta la saggezza degli anziani, rispetto all’esuberanza dei giovani.
Dall’Argentina – più precisamente da Mendoza – viene invece Erica Carolina Sanchez, 186 centimetri, lunga ingaggiata dalle Panthers Roseto che oggi hanno ufficializzato il movimento di mercato.
C’entra il proverbio? Sì, visto che l’atleta è una classe 1976. Ha cioè 47 anni. Molti, per una giocatrice. Forse moltissimi.
Certo, l’ala-centro è una veterana con una carriera di ottimo livello spesa fra Argentina, Italia, Spagna e Francia. Certo, ha pure vinto lo Scudetto in Italia a Priolo, 23 anni fa e cioè nel 2000. Certo, con la sua Argentina ha partecipato a 3 Campionati Mondiali (2000, 2006, 2010) e a 7 Campionati Americani (1997, 2001, 2003, 2005, 2009, 2011, 2013), vincendo complessivamente 7 argenti e 2 bronzi. Va bene tutto: ma 47 anni rappresentano un’età che desta di certo qualche timore – per usare un eufemismo – in relazione a una giocatrice che deve ancora correre il campo.
Erica Carolina Sanchez andrà a fare reparto in un pacchetto lunghi che oggi comprende già la capitana Giorgia Manfrè, Rachele Ceccanti e Sofia Dell’Olio, oltre a Milica Micovic, per quanto impiegata fuori ruolo.
Partirà qualcuna delle lunghe attualmente in forza alla squadra (e cioè una fra Ceccanti e Dell’Olio)? A Micovic sarà ritagliato un ruolo più esterno, nonostante lo scricchiolante ginocchio sinistro? A coach Massimo Romano le scelte tecnico-tattiche.
Noi ci limitiamo a osservare che i due rinforzi – entrambi provenienti dall’argentina – delle Panthers per centrare la salvezza nel girone di ritorno sono Natalia Romina Rios, classe 1980, e Erica Carolina Sanchez, classe 1976: 90 anni in due. E speriamo che l’esperienza porti punti al sodalizio cestistico del Lido delle Rose.
Non sappiamo in quali condizioni di forma arriverà Sanchez, che fino alla stagione 2020/2021 è stata attiva a Campobasso, nella massima serie. Sappiamo che Natalia Rios, vista in campo nelle ultime due partite contro La Spezia ed Empoli, è una giocatrice che ha bisogno di tempo per trovare livello agonistico e, di conseguenza, mordente. Senza considerare che parliamo di un’atleta di 43 anni. L’auspicio è che la Sanchez possa avere una lena più spiccata o che possa supplire con la sua grande esperienza agli anni che passano, nel confronto in campo con atlete che potrebbero esserle figliole.
Da ultimo, la solita (purtroppo) riflessione relativa alle Panthers 2022/2023 e cioè la mancanza di una playmaker di ruolo, di una regista.
Benedetta Dell’Orto, regista pura, è arrivata ma non ha mai giocato per problemi fisici ed è stata rilasciata qualche settimana fa. Adesso la squadra è piena di guardie – Kelly, Lombardo, Mitreva, Rios – ma senza una play.
Evidentemente, lo staff tecnico ha ritenuto prioritario rinforzare il reparto lunghi (Manfrè ha saltato le ultime due partite), oltre alla difficoltà di ingaggiare una play di ruolo di cui si vocifera, per la mancanza di profili adeguati. Ma possibile che non ci sia “una play una” disponibile?
A noi non resta che augurarci che “4 guardie facciamo una play”, agendo insieme e dandosi una mano reciproca, e che la squadra – che al netto di un paio di figuracce ha sempre sudato la maglia e perso almeno 4 partite nell’ultimo minuto e quindi è in credito con la malasorte – sia sempre più coesa e determinata, a cominciare da sabato, quando giocherà in trasferta a Vigarano un importante scontro diretto per la salvezza, dopo aver battuto le avversarie all’andata nell’esordio in Serie A2.
Ovviamente, in bocca al lupo alla Pantera Highlander Sanchez, affinché sappia stupirci tutti!
Luca Maggitti Di Tecco
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