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Giornalisti dell’altra parte del Mondo
VITO DE PALMA: IL ‘CALCIOLOGO’ NEL LIDO DELLE ROSE!
Vito De Palma con il libro Decidere di Luigi Lamonica che comprende Luis Scola in copertina.
[Francesco Di Giuseppe]


Francesco Di Giuseppe, Vito De Palma e Davide Pezzuto.
[Luca Maggitti Di Tecco]


Francesco Di Giuseppe e Vito De Palma con una parte dello staff di ‘Gusto & Degusto’, con Lorenzo Pignotti ultimo a destra.
[Luca Maggitti Di Tecco]


Video intervista – e pomeriggio alla scoperta di Roseto degli Abruzzi – con il giornalista di ESPN che da 40 anni vive a Buenos Aires. Fra basket, calcio, cultura ed enogastronomia... benedetti da Papa Francesco.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerdì, 04 Agosto 2023 - Ore 15:00

«Il talento nasce dalla povertà».

Un aforisma che vale mezza giornata indimenticabile. Quella passata giovedì 3 agosto 2023 con il suo autore, il giornalista Vito De Palma (Vito Francesco Antonio De Palma, per la precisione), grazie al suo amico Francesco Di Giuseppe, che lo ha portato dal Buenos Aires a Roseto degli Abruzzi, passando per la natia Bari.

O, in un gioco di specchi, per dirla con Eugene Delacroix: «L’avversità restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro».

Lezioni di vita parlando di calcio e palleggiandosi la vita fra un sorriso e una stretta di mano.

Vito De Palma, nato a Bari il giorno di Natale del 1958 – 64 anni portati splendidamente – quest’anno festeggia i suoi primi 40 a Buenos Aires, dove si trasferì nel 1983, dopo essersi goduto il Mondiale dell’urlo di Tardelli dell’anno prima, in Spagna, e lo Scudetto della Roma – città dove viveva, pur non tifando per i giallorossi... anzi, da buon giornalista molto famoso e seguito, non ha detto qual è la sua squadra del cuore – del 1983.

Vito è oggi soprannominato il “Calciologo” di ESPN, per la tua conoscenza profonda del calcio. La sua voce è conosciuta in tutto il Sudamerica, visto l’enorme numero di telecronache settimanali che realizza, da commentatore tecnico, seguendo la Serie A italiana, la Nazionale Azzurra e le competizioni europee come Champions, Europa e Conference League.

E quando parlo di voce conosciuta sono perfettamente aderente alla realtà, visto che mi sono divertito a mandare un vocale con la voce di Vito all’amico Luciano Saborido – che vive a Neuquén, in Argentina, e non segue il calcio essendo un ex giocatore di basket – e per tutta risposta mi sono sentito rispondere cosa ci facesse Vito De Palma in Italia!

Vito invece ama il basket, perché è con la pallacanestro che ha cominciato, quando è stato assunto da praticante nel Diario Clarin di Buenos Aires. Aveva già 35 anni, una brillante carriera di dottore farmacista in essere e 4 figli. Ma voleva cambiare. E questo senso di “bella precarietà” (che poi è la vita) – intimamente legato alla esatta percezione che non sappiamo quando finirà il nostro giro di giostra, quindi tanto vale vivere il più intensamente possibile e cambiare spesso, amando sempre ciò che si fa – gli è sempre servito da carburante dell’esistenza.

Eccolo, quindi, confezionare la sua prima intervista di basket nella stagione 1996/1997, intervistando il 17enne Luis Scola, all’epoca promessa del Ferro Carril Oeste e lanciato in prima squadra, sorvegliato da un padre che voleva verificare la giustezza delle dichiarazioni rilasciate da uno che avrebbe poi vinto le Olimpiadi di Atene 2004, piegando in finale proprio l’Italia.

Quindi il basket come “Cavallo di Troia”, per entrare nel mondo dello sport e girare alla larga – almeno all’inizio – dal calcio che era concupito dalla stragrande maggioranza dei colleghi praticanti, poi non confermati dal giornale.

Vito invece restò, dando il via alla sua carriera da giornalista in età matura, che lo ha portato poi al calcio e a guadagnarsi, in virtù delle mille e mille telecronache, l’appellativo di “Calciologo”.

Nei 36 minuti della video intervista che ho avuto la fortuna di realizzare ieri, c’è il racconto di Vito De Palma, dotato di una cultura profonda che gli permette di valorizzare il mondo del calcio.

Per questo vi invito a sentire la conversazione il cui link allego in calce.

Dentro c’è Papa Francesco – che tifa San Lorenzo de Almagro – e un tweet profetico di Vito prima dell’elezione di Bergoglio al soglio di Pietro. E c’è pure Caravaggio, parlando di Maradona, o il Pinocchio di Collodi, parlando di Messi. E c’è la considerazione del calcio attuale e quello del futuro, con le leghe arabe pronte ad alzare – e di molto – l’asticella del monte stipendi, nonostante Vito ci riporti al punto di partenza. E cioè che il talento nasce dalla povertà. E che da qualche parte i campioni del futuro bisognerà pure prenderli. Certo non da pasciute famiglie che viziano paffuti fanciulli.

Detto dell’intervista, cullati dallo sciabordio delle onde di Ciambi @ Cabana Park, parlo di ciò che c’è stato dopo.

Intanto, la presentazione telefonica a Pierpaolo Marchetti, sommo sacerdote del giornalismo sportivo, della traduzione dallo spagnolo e della letteratura del pallone, con il quale Vito ha intrattenuto una riflessione sui racconti a tema calcistico di Roberto «el Negro» Fontanarrosa, invitando poi “Planti” Marchetti a Baires.

Poi la visita a Montepagano, passando davanti casa di Gianluca Ginoble – che era a Caserta per cantare con Placido Domingo – e poi presentando a Vito un pugliese come lui: lo chef stellato del D.One, Davide Pezzuto.

Quindi gli arrosticini di Lorenzo Pignotti a “Gusto & Degusto”, che hanno mandato in visibilio noi del terzetto (mentre l’elogio della pecora... poetica rilettura della pecora alla callara... ci ha condotto all’estasi mistica con scarpetta finale). Lorenzo ci ha catturato discettando di “quarto pistola” (taglio di pecora destinata agli arrosticini... mentre il mio amico Lorenzo Settepanella con “pistola” attiva altri rimandi con tanto di pagelle), pecora di razza “Ile de France” e di pascoli intorno a Mont Saint-Michel, quando la marea scopre terreni che donano erbe saline le quali nobiliteranno i morsi di noi indefessi peccatori di gola.

Lorenzo ci ha pure aperto il suo forziere refrigerato, dandoci qualche input “socratico” (so di non sapere... e ogni volta che parla uno che ama il proprio lavoro... so di non sapere proprio nulla!) e poi lasciandoci con un aforisma che proporrei a mo’ di poster all’entrata di ogni ristorante: «Per me stare tra i tavoli e raccontare le nostre proposte enogastronomiche, è avere allo stesso tempo la consapevolezza di “uscire a cena” con 100 persone e stare in loro compagnia, il privilegio di poter far passare a questi 100 ospiti una bella serata e pure la responsabilità di potergliela rovinare, se non faccio del mio meglio».

Satolli e nutriti perfino nell’animo con le perle pignottiane (un altro uomo diventato per meriti aggettivo, come Federico Fellini), ho proposto di saltare il dessert (nonostante Francesco ne decantasse le lodi) per andare a finire la giornata in gloria da Magrini, assaggiando il gelato che ama pure Papa Francesco.

Quando ho detto a Vito che uno degli eredi della casata Feliciani/Magrini fa l’arbitro di calcio in Serie A ha sorrido ed esclamato: «Feliciani, Napoli-Sampdoria: l’ho commentato!». E dopo aver concluso – ascoltando i consigli dello “Sceriffo Maggittone” – con un babà al rum assalito da gelato misto creme e panna montata, De Palma ha sentenziato: «Quando commenterò di nuovo questo giovane arbitro, dirò che la sua famiglia fa pure un ottimo gelato». D’altronde, se lo dice Papa Bergoglio...

Ci salutiamo che la mezzanotte è passata da un’ora e mezza. Vito, invitato a passare la nottata riposando nel Lido delle Rose da Francesco, ci saluta dicendo che preferisce essere a Bari con la sua amata e i nipotini, quando il sole sorgerà. E così è stato. Come dicevo: un 64enne con l’energia di un 24enne (40 si tolgono, sono i suoi anni argentini).

Un ultimo abbraccio e subito Ivano Fossati mi accompagna sul cuscino con l’incipit del suo “Italiani d’Argentina”: «Ecco, ci siamo / ci sentite da lì? / In questo sfondo infinito / siamo le ombre impressioniste...».

Grazie a Vito De Palma per un pomeriggio che vale sei mesi e – in qualità di Sceriffo di Roseto degli Abruzzi – per le stupende parole spese per il nostro amato Lido delle Rose. Grazie a Francesco Di Giuseppe, per l’opportunità della conoscenza.

POST SCRIPTUM
Avrei dovuto capire subito che sarebbe stata una giornata magica. Da quando, avendogli regalato una copia di “Decidere” di Luigi Lamonica, Vito indicando Scola (compreso nella foto di copertina) mi ha detto che la sua prima intervista era stata a quel ragazzo.
Tutto nasce o passa a Roseto degli Abruzzi, poi si espande. Ieri, una volta di più.

Vito De Palma
PALLEGGIANDO SUI RICORDI

Video intervista di Luca Maggitti, realizzata il 3 agosto 2023.

https://www.facebook.com/lucamaggitti/videos/229649360042100

Luca Maggitti Di Tecco
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