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Lunedì, 5 Gennaio 2026 - Ore 5:31 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Roseto degli Abruzzi e Olimpiadi
IL LIDO DELLA FIAMMA OLIMPICA FA TRIS!
Sulmona, 2 gennaio 2026. Franca Cornice tedofora delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina.

Sulmona, 2 gennaio 2026. Franca Cornice tedofora delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina.

Roseto degli Abruzzi, 9 gennaio 2006. Luca Maggitti tedoforo delle Olimpiadi Invernali di Torino.

Roseto ha ospitato il passaggio del Fuoco di Olimpia in occasione di Londra 1948 e Torino 2006. Oggi, ospita nuovamente la Fiaccola per Milano Cortina 2026. E ieri, a Sulmona, la rosetana Franca Cornice è stata tedofora.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 03 Gennaio 2026 - Ore 10:00

Olimpiadi di Londra, 21 luglio 1948.
Olimpiadi invernali di Torino, 9 gennaio 2006.
Olimpiadi invernali di Milano Cortina, 3 gennaio 2026.


Queste 3 date fanno di Roseto degli Abruzzi, il nostro amato Lido delle Rose, anche il Lido della Fiamma Olimpica.

Già, perché oggi – nella fascia oraria compresa tra le ore 11:50 e le ore 12:50 – il territorio comunale sarà interessato dal passaggio della staffetta della Fiamma Olimpica dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. Il percorso della staffetta si svilupperà lungo Via Nazionale Adriatica (SS16), con partenza dall’incrocio con Via Fonte dell’Olmo e arrivo all’incrocio con Via Accolle.

20 anni fa, il 9 gennaio 2006, quella stessa Fiamma Olimpica – che, ricordiamo, mai si spegne ed è sempre tenuta in vita dai sacri valori dello sport e della pace fra i popoli (ahimè ogni giorno più disattesi), passò per Roseto degli Abruzzi, in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino. E io ebbi l’onore di essere uno dei tedofori.

Lo stesso Fuoco di Olimpia era passato per Roseto degli Abruzzi 58 anni prima, il 21 luglio 1948, in occasione delle Olimpiadi di Londra.

È molto bello – e ugualmente significativo – che Roseto degli Abruzzi, città a forte vocazione sportiva, non soltanto nella pallacanestro, sia attraversata per ben 3 volte dal sacro fuoco olimpico.

Ieri, una sportiva della comunità rosetana, la nuotatrice Franca Cornice, ha avuto l’onore di essere tedofora a Sulmona. Complimenti a lei e onore al suo impegno in campo sportivo e in quello dell’inclusione.

Possa la comunità di Roseto degli Abruzzi sentire sempre forte il valore del Fuoco di Olimpia, che per tre volte l’ha attraversata.

Per quanto riguarda le Olimpiadi di Londra 1948, pubblico di seguito uno scritto, frutto di una pagina trovata una quindicina di anni fa negli archivi del Comune di Roseto degli Abruzzi. Si tratta di un articolo senza firma. Eccolo, di seguito.

Olimpiadi Londra 1948
IL PERCORSO DELLA FIACCOLA OLIMPICA IN ITALIA

Il percorso della Fiaccola Olimpica attraverso la Penisola Italiana venne stabilito dal Comitato Organizzatore della XIV Olimpiade il 29 ottobre 1947. Esso si svolgeva lungo 1.072 chilometri e le staffette dovevano compierlo nel tempo di 107 ore. La Fiaccola, consegnata alle Autorità Sportive Italiane a Bari, doveva giungere fino a Domodossola.
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano stabilì di affidare all’Esercito l’organizzazione dell’importante compito. All’opera dell’Esercito furono chiamati a contribuire i Comitati Provinciali del CONI competenti per le provincie attraversate dalla Fiaccola, nonché i Sindaci dei 104 Comuni interessati. L’Ispettorato dell’Arma di Fanteria scelse fra tutto il personale alle armi – ufficiali, sottufficiali e truppa – i 757 atleti (più 102 di riserva) che, compiendo ciascuno un percorso di 1,5 chilometri in pianura e di 1 chilometro in salita, dovevano portare il Fuoco da Bari a Domodossola.
La selezione diede ottimi risultati. Gli atleti prescelti si tennero infatti al di sotto dei tempi medi previsti. Nei primi giorni la Fiaccola giunse regolarmente in anticipo ai posti di tappa diurni e notturni che erano stati predisposti.
L’Esercito organizzò perfettamente anche i mezzi di trasporto, la segnaletica stradale, i servizi di alloggio e di vitto per gli atleti impegnati.
I Delegati Provinciali del CONI delle venti provincie interessate ed i Sindaci dei Comuni, confortati e sospinti dall’opera degli sportivi locali, fecero trovare ovunque al Fuoco di Olimpia grande accoglienza e generosa ospitalità. Vennero organizzate manifestazioni sportive e folcloristiche di attesa. In particolare è doveroso elogiare le iniziative di Roseto degli Abruzzi e di Forlì, che diedero all’avvenimento del passaggio della Fiaccola un tono di festosa solennità.
Si può dire che almeno 4 milioni di sportivi e di spettatori abbiano spontaneamente applaudito il passaggio della Fiaccola di Olimpia portata dai nostri soldati attraverso le contrade del Paese.
La Fiaccola sbarcò a Bari alle ore 12 del 19 luglio del 1948; davanti al Monumento dei Caduti, un Cadetto della Marina Britannica consegnò la Fiaccola ad un Sottotenente di Fanteria dell’Esercito Italiano. (Da quel momento il Fuoco venne seguito per tutto il suo percorso dai rappresentanti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ingegnere Luigi Orsini e ingegner Baracchi). Subito dopo la consegna l’ingegner Orsini diede il saluto dello Sport Italiano alla Fiaccola di Olimpia e lesse il messaggio che il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, signor Sigfrid Edstrom, aveva indirizzato alle popolazioni dei Paesi che avevano l’onore di ospitarla (il messaggio venne riletto in tutti i principali centri di transito e di sosta).
Accompagnato dal Corteo Ufficiale e da uno stuolo continuo di ciclisti, il Fuoco intraprese allora la sua marcia attraverso l’Italia, salutato dalle popolazioni delle città e dei borghi che l’accoglievano festose lungo tutte le strade.
La Fiaccola giunse a San Severo alle ore 1 del 20 luglio. Sostava fino alle 5.30 del mattino, vegliata tutta la notte da soldati in armi, da atleti in tenuta sportiva e dalla popolazione. Una sosta a San Salvo interrompeva la fatica degli atleti lungo la assolata Via Adriatica e la giornata di marcia si concludeva a Roseto degli Abruzzi alle ore 0,30 del 21 luglio 1948.
Ripresa la corsa dopo una sosta meridiana di circa 2 ore ad Ancona, la Fiaccola giungeva la sera a Forlì. Qui, sulla principale piazza della città, il Delegato Provinciale del CONI, in collaborazione con le Autorità cittadine, aveva organizzato una grande manifestazione polisportiva. Una densa folla di cittadini salutò l’arrivo del Fuoco con spontaneo e vivo entusiasmo.
La sera del 22 luglio, dopo una sosta a Modena, dove una guardia di onore di atleti italiani già olimpionici rendeva omaggio alla Fiaccola posta su un antico tripode, il corteo raggiungeva Lodi.
Ripartita da Lodi alle ore 6 del 23 luglio, la Fiaccola raggiungeva Milano correndo attraverso due ali di popolo plaudente che si era volontariamente adunato nelle vie. Dopo un sosta di pochi minuti nella città lombarda, il Fuoco di Olimpia si avviava verso l’ultima parte della sua corsa in territorio italiano. Allo scadere delle 107 ore prefisse il Tenente degli Alpini Picco, Capo della Pattuglia Militare Italiana, IV classificata ai Quinti Giochi Invernali, giungeva alla frontiera Italo-Svizzera.
Erano le 22 del giorno 23 luglio quando davanti ad un’enorme folla di sportivi, il rappresentante del CONI rivolgeva il saluto al Fuoco che si allontanava per superare il Passo del Sempione.
Gli atleti svizzeri prendevano in consegna la Fiaccola che continuava così attraverso la terra Elvetica il suo grande viaggio verso lo Stadio londinese di Wembley.

(Pagina trovata negli archivi comunali di Roseto degli Abruzzi, periodo 2002-2011.)
Luca Maggitti Di Tecco
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