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Domenica, 18 Gennaio 2026 - Ore 3:52 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

L’Aquila 2026 Capitale italiana della Cultura
GIANLUCA GINOBLE CANTA LE SUE RADICI
Gianluca Ginoble interpreta ‘Addije, addije amore’ (Amara terra mia).

Il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, applaude Gianluca Ginoble.

Uno scorcio della manifestazione di apertura.

Il rosetano più famoso del mondo fra i protagonisti della cerimonia di apertura, con una commovente interpretazione in dialetto di ‘Addije, addije amore’ (Amara terra mia).

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 17 Gennaio 2026 - Ore 19:30

«Caro Scarpitti,
adesso che mi ci fai pensare, mi domando anch’io che cosa ho conservato di abruzzese e debbo dire, ahimè, tutto; cioè l’orgoglio di esserlo, che mi riviene in gola quando meno me l’aspetto...»


Questo è l’incipit della lettera datata 18 novembre 1971, scritta da Ennio Flaiano a Pasquale Scarpitti. E mi è tornata in mente sentendo il canto di Gianluca Ginoble spezzarsi impercettibilmente dopo il primo “Addije” di “Addije, addije amore”.

L’orgoglio di essere abruzzese che riviene in gola, appunto.

Un sospiro spezzato come i viaggi in nave delle ondate migratorie degli abruzzesi nel mondo. Come quello del 1952 di mio zio Giovanni, rosetano verso l’ignoto del Venezuela, a bordo della Franca C.

Un canto, quello di “Addije, addije amore” o “Amara terra mia” (a me piace pensarlo più nella prima titolazione, invece che nella seconda resa celebre da Domenico Modugno), che poche ore fa ha commosso L’Aquila e il mondo intero, interpretato da un artista che non deve fare finta. Perché abruzzese  lo è davvero e perché – al netto delle sofferenze fisiche e materiali evitate – ha provato su se stesso le sofferenze umane di lasciare la propria terra, quattordicenne, seppur per fare qualcosa di molto bello e gioioso come portare il bel canto nel mondo.

Così Gianluca Ginoble, dopo la prima strofa “didattica” in italiano, ha reso potente la sua abruzzesissima interpretazione grazie alla radice abruzzese forte e gentile ma pure vera e amara, come la genziana.

Gianluca Ginoble – insieme alla grande orchestra diretta da Leonardo De Amicis e con Ettore Pellegrino, che già ha suonato in colonne sonore premiate con l’Oscar, primo violino – ha così mosso a commozione i tanti abruzzesi che lo hanno visto in tutto il mondo e strappato applausi a una platea nella quale spiccava il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

Sarà che Benedetto Croce, un altro grande abruzzese, affermava che molta parte dell’anima nostra è in dialetto. E sarà che la nonna materna di Ennio Flaiano, Rosa di Bonaventura, e Gianluca Ginoble sono entrambi di Montepagano...

Se volete sentire – preparatevi però a commuovervi, soprattutto se siete abruzzesi – l’interpretazione di Gianluca Ginoble, orgoglio di Roseto degli Abruzzi nel mondo, questo è il link al video su Facebook.

L’AQUILA 2026
Capitale italiana della Cultura

Cerimonia inaugurale del 17 gennaio 2026.
Gianluca Ginoble interpreta “Addije, addije amore” (Amara terra mia)
https://www.facebook.com/watch/?v=1566319361256316
Luca Maggitti Di Tecco
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