Ascanio, Tiberio e Sulpicio visti da Chat GPT.
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Mario Martorelli, che d’inverno vive nella Capitale e d’estate nel Lido delle Rose, ci parla di due amici uniti da una grande voglia. Prima puntata.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 18 Marzo 2026 - Ore 22:00
Cornelia, la moglie di Ascanio, è una di quelle matrone romane che però non accetta di aver superato da un pezzo la mezza età. Vorrebbe continuare ad avere il fisico di quando aveva sedici anni e perciò si ostina a seguire un’eterna dieta a base di carote, verdure e tisane.
Ascanio è costretto a seguire la dieta di Cornelia.
Visto che “Se bella voi apparì, quarche pena hai da soffrì”, Cornelia si è da tempo rivolta a un chirurgo estetico per dei “ritocchini”. Ha demolito così il conto in banca di Ascanio, ma ha fatto acquistare al chirurgo una bellissima casa a Cortina d’Ampezzo, con visuale panoramica su Tofane e Cristallo.
E adesso che aspetto c’ha Cornelia?
Ce l’avete presente Dalila, quella che tagliò la folta chioma de Sansone? Beh, lei nun je somija pe’ gnente. Tre pieghe de ciccia esondano da abiti troppo stretti che persevera nell’indossare. Er colore dei capelli, al momento, è viola, ma ha provato pure er fuxia. Le labbra so’ gonfie come er sedere suo, grosso come du’ panettoni.
Tiberio, amico fraterno di Ascanio, non se la passa meglio. Ha smesso di far il trasportatore all’Ammazzatora dopo l’incidente, mentre era ubriaco alla guida del suo camion. Adesso ha una gamba offesa e l’INAIL gli riconosce pure una pensione. La moglie, la sora Fulvia, che da sempre decide per lui, lo obbliga ad andare in ospedale ogni settimana: “Così guarisci!”.
La sora Fulvia lo sottopone a sorveglianza speciale 24/7, lo accompagna in ospedale tutte le settimane ed entra nella stanza con lui, senza perderlo di vista un minuto. Tra le altre sue virtù, la sora Fulvia s’è scoperta vegana osservante, ma rimane una di quelle donne che vengono definite “in carne”.
Lei continua a raccontare di avere “l’ossatura grande”. Teme la secchezza cutanea, l’acne e l’invecchiamento precoce. Ha spostato il letto a est perché “dà vitalità al risveglio”. La conseguenza è che, non appena sorge il sole, lei si alza dal letto e costringe Tiberio a fare lo stesso. È per questo che lui ha sempre sonno e sogna un’attufata all’Ammazzatora.
Ascanio e Tiberio anelano entrambi un’attufata all’Ammazzatora de Testaccio e non hanno dubbi: “La sora Menica nun se bàtte!”.
Devono spezzare le catene che li imprigionano alle loro carceriere e trovare una soluzione. Cercano e scovano Sulpicio, loro compagno di merende, ex attore, “er numero uno a levà la gente dai guai”.
Non fanno in tempo a parlargli dell’attufata, quando una gazzella dei Carabinieri si blocca vicino a loro. Scendono un maresciallo e un appuntato.
“Bianchi Sulpicio, alias er Sòla, de anni 64, nato a Subiaco er 30 02 1963 e residente a Torpignattara, via dei Glicini 37?”.
“Sì, so’ io. Che c’è, marescià?”.
“Deve venire in caserma con noi”.
“Mo’ c’ho fatto?”.
“Deve venire in caserma con noi».
Sulpicio si gira verso Ascanio e Tiberio: “Aspettateme, torno fra cinque minuti. Nun è gnente”.
Sale sulla gazzella, che se ne va a tutta sirena.
Ascanio e Tiberio si guardano. “Senza Sulpicio, l’attufata all’Ammazzatora nun se fa!”
(continua...)
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