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Domenica, 29 Marzo 2026 - Ore 13:51 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Serie A2 – Pallacanestro Roseto
IL DERBY DEI VITELLONI
Federico Fellini, riminese, a destra nella foto, con Ennio Flaiano, nato a Pescara e con nonna materna di Montepagano.

Arriva Rimini, del rosetano doc Pierpaolo Marini. Una riflessione cine-cestistica, sul pluripremiato asse composto dal riminese Federico Fellini e dal pescarese – di nonna materna originaria di Montepagano – Ennio Flaiano, e l’anteprima.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 29 Marzo 2026 - Ore 12:00

Se fosse un film, Roseto-Rimini che si gioca oggi alle 18 al PalaMaggetti potrebbe essere “Il derby dei vitelloni”, con riferimento a “I Vitelloni”: film datato 1953, diretto dal riminese Federico Fellini, vincitore in carriera di 4 Premi oscar, oltre che di tantissimi altri riconoscimenti.

Il titolo si riferisce a quegli uomini – giovani o meno – che vivono che vivono ancora a casa dei genitori, scroccando vitto e alloggio oltre a paghette di vario genere (visto che spesso non hanno un lavoro). Insomma: vitelli all’ingrasso, ma senza pericolo di macellazione.

Infatti, mentre in zootecnia per “vitellone” si intende il bovino maschio macellato in età compresa tra i 12 e i 18 mesi, per il dialetto rosetano (e non solo rosetano) il “vitellone” non corre nessun pericolo di vita, conducendo una agiata e priva di problemi, per quanto legata a doppio filo alla famiglia di origine o a qualche parente di buon cuore in grado di sopportare uno svezzamento senza fine.

Di solito, si usa dire “lì vitellùn” (i vitelloni), guardando con disprezzo (o invidia?) un capannello di uomini con la testa sgombra di pensieri che fanno comunella ai tavolini di un bar e pianificano azioni per vincere la noia.

Il termine ha conosciuto gloria internazionale grazie appunto al film di Fellini (candidato al Premio Oscar del 1958, vincitore del Leone d’Argento a Venezia e di 3 Nastri d’Argento, oltre che selezionato fra i “100 film italiani da salvare”).
 
Infatti, la trama del film è stata scritta dal pescarese Ennio Flaiano (che ne ha curato il soggetto con Tullio Pinelli e Federico Fellini e la sceneggiatura con Federico Fellini), il quale aveva concepito la storia per essere ambientata a Pescara (Fellini optò invece per la sua Rimini).

La trama della partita di oggi è invece tutta da scrivere.

La Liofilchem torna fra le mura amiche riaperte al pubblico del PalaMaggetti, per incontrare Rimini, nel match valido per la 14^ giornata di ritorno. 

In classifica, gli ospiti occupano l’ottavo posto – quarta fascia – a 36 punti, frutto di 10 vittorie e 5 sconfitte in casa e 8 vittorie e 7 sconfitte in trasferta, con un record che nelle ultime 5 partite vede i romagnoli vincenti due volte. 

Roseto è sempre più il fanalino di coda solitario della classifica a 10 punti, prodotti da 4 vittorie e 11 sconfitte in casa e 1 vittoria e 14 sconfitte in trasferta, con una vittoria nelle ultime 5 uscite. 

Rimini è la squadra che due settimane fa ha vinto la Coppa Italia, trascinata dall’MVP rosetano doc Pierpaolo Marini, mentre la Pallacanestro Roseto è tenuta in vita soltanto dal ritiro dal campionato di Bergamo. Nell’ultimo turno, Rimini ha perso in casa contro Verona per 74-86, nella riedizione in campionato della finale di Coppa Italia, mentre Roseto è stata liofilizzata a Cividale, perdendo per 84-55 una partita che alla fine del primo tempo vedeva gli abruzzesi sotto di ben 30 punti, sul 50-20. 

L’impresentabilità dei rosetani e il laconico commento di coach Finelli in sala stampa (35 secondi per scusarsi con proprietà e tifosi) fanno pensare che, nel caso in cui la squadra non mostri segnali di orgoglio onorando i colori sociali, la proprietà potrebbe anche valutare l’ultima mossa possibile – una volta esauriti i movimenti di mercato, con la costosa ultima campagna rafforzamento che ha portato nel Lido delle Rose prima Abramo Canka e poi D’Angelo Harrison – e cioè quella di ricorrere a una nuova guida tecnica, che possa riaccendere la fiammella mai brillata nella sconcertante trasferta in terra friulana. 

Anche perché, altrimenti, non avrebbe avuto senso spendere oltre centomila euro nell’ultima finestra di mercato. 

L’allenatore non gioca, ma la legge dello sport, non potendo allontanare la maggior parte dei giocatori, prevede il cambio di guida tecnica, pur avendo il Roseto finora già compiuto 4 avvicendamenti (compreso un ritorno). 

Alla vigilia, parla il vice allenatore del Roseto, Francesco Tricarico, che dichiara: «Dovremo dimostrare che non siamo quelli visti a Cividale. L'apporto dei nostri tifosi sarà determinante. Mi aspetto una battaglia di 40 minuti». 

In una contesa equilibrata sperano anche i tifosi, che torneranno a gremire il PalaMaggetti dopo le partite a porte chiuse. 

A Rimini mancherà lo straniero Ogden, Roseto senza Sabatino. 

Luca Maggitti Di Tecco
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