Le Panthers Roseto si uniscono al progetto Artemis II. [Mimmo Cusano]
L’equipaggio della navicella Orion, relativa al progetto Artemis II. [NASA]
Il tragitto, fra Terra e Luna, della navicella Orion, relativa al progetto Artemis II. [NASA]
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Roseto perde di un punto Gara 2, morendo col pallone in mano. Va in archivio una stagione che, vista la notte, la navicella Orion e il progetto Artemis II, è definibile con un unico aggettivo: spaziale! La partita e le foto di Mimmo Cusano.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedì, 07 Aprile 2026 - Ore 01:15
PANTHERS ROSETO 63
REYER VENEZIA 64
Parziali: 19-28; 16-13 (35-41); 16-11 (51-52); 12-12 (63-64).
PANTHERS ROSETO: Puisis 5, Lucantoni 3, Moroni n.e., Caloro 12, Espedale 2, Farabello n.e., Verlasevic Brcaninovic 3, Bura 14, Coser, Ustby 24, Marzulli n.e.. Coach: Righi.
REYER VENEZIA: Charles 15, Villa 6, Nicolodi 3, Pasa 4, Cubaj 6, Dojkic 14, Fassina 2, Santucci 7, Mavunga 5, Holmes 2. Coach: Mazzon.
Ma bella più di tutte l’isola non trovata...
(Francesco Guccini, L’isola non trovata, incipit, 1970.)
Le Panthers Roseto concludono in semifinale la loro portentosa galoppata verso lo Scudetto, uscendo a testa altissima e perdendo per 63-64 all’ultimo tiro, peraltro non scoccato da Sammie Puisis: colei che aveva la palla in mano e che più di tutte aveva le qualità per farlo.
Invece Roseto è morta con la palla in mano, quasi a non voler rompere l’ultimo diaframma che separava la squadra sorpresa e rivelazione del campionato da una clamorosa bella, da giocarsi giovedì a Venezia, con tutta la pressione sulle spalle delle lagunari, che poi il 15 aprile dovranno giocarsi il quarto di finale di Eurolega, nella formula Final 6 a Saragozza, in Spagna, contro Girona.
Ma torniamo alle Panthers Roseto, che sono – per distacco e secondo criteri squisitamente oggettivi – la squadra protagonista assoluta di questo campionato di Serie A1, essendoci arrivata da neopromossa e avendo guadagnato la semifinale ribaltando il quarto di finale contro Campobasso.
La squadra di coach Simone Righi – che altrettanto oggettivamente, dopo la scorsa stagione da coach MVP in A2, meriterebbe uguale riconoscimento in massima serie – ha perso all’ultimo tiro Gara 1 per 78-75 e Gara 2 all’ultimo respiro di un punto, legittimando le stimmate di miglior progetto cestistico nella storia della pallacanestro rosetana, sia femminile sia maschile, nei primi 105 anni di pratica dello sport della palla a spicchi nel Lido delle Rose.
La partita, alla palla contesa, vede Roseto – priva dell’infortunata Moroni – cominciare con Lucantoni in regia, Puisis e Caloro esterne, Ustby e Bura lunghe. Venezia ha risposto con Santucci play, Dojkic e Charles esterne, Mavunga e Holmes sotto canestro.
Roseto comincia bene sul 11-9 al 5°, poi Venezia chiude avanti 19-28. Roseto vince la seconda frazione 16-13, inseguendo 29-32 al 15° e arrivando alla fine del primo tempo in ritardo sul 35-41, trascinato da Ustby a 16 punti.
Al rientro dagli spogliatoi, anche grazie a difese adeguate di coach Righi, Roseto vince il terzo quarto per 16-11, inseguendo 43-44 al 25° e rientrando sul -1 al 30° (51-52).
La partita è apertissima e nell’ultima frazione si gioca sull’equilibrio e su tanti errori. L’ultimo quarto termina 12-12 e Roseto recrimina per aver avuto gli ultimi 10 secondi per imbastire un tiro ma Puisis, tiratrice da sempre designata, ha provato ad appoggiare su Caloro invece di armare la mano, facendo finire il tempo sul 63-64.
Le statistiche finali premiano Alyssa Ustby con una doppia doppia da 24 punti e 10 rimbalzi, con 28 di valutazione in 40 minuti filati. Doppia cifra anche per Patricia Bura con 14 punti, 6 rimbalzi e 16 di valutazione in 28 minuti.
Strepitosa – e con occhio nero finale – Beatrice Caloro, che ha sfiorato una clamorosa tripla doppia che l’avrebbe collocata in cima a 105 anni di basket rosetano e abruzzese cifre alla mano (anche se è comunque nell’empireo), con doppia doppia finale da 12 punti, 14 rimbalzi, 9 assist e 30 di valutazione in 37 minuti.
Le Panthers Roseto chiudono così una stagione andata largamente oltre le più rosee aspettative e decisa soltanto negli ultimi due possessi in Gara 1 e Gara 2 di Semifinale.
Le Panthers concludono la stagione da squadra rivelazione, con giocatrici esordienti e a loro volta rivelazione del campionato, fissando in alto – molto in alto! – il traguardo con il quale la pallacanestro abruzzese e rosetana, maschile e femminile, dovrà misurarsi in futuro: la semifinale Scudetto, massimo risultato in 105 anni di pallacanestro rosetana e abruzzese.
Un “benchmark” (parametro di riferimento) che da stanotte diventerà croce, dopo essere stato delizia, per chiunque vorrà scrivere la storia della pallacanestro rosetana.
A stagione conclusa, mi piace pensare che le Panthers Roseto non abbiano perso questa semifinale. Sarebbe troppo riduttivo e semplicistico, stante il dato di partenza della stagione.
Voglio sentirmi libero di poter affermare – nel momento in cui scrivo questo articolo – che le Panthers Roseto hanno spedito la loro pallacanestro fatta di letture e contromisure (e dunque scevra di semplici e bovine esecuzioni), così futuristica e realizzabile, spendendo peraltro davvero poco vista la qualità dello staff e delle sue scommesse vinte, nello spazio che avvolge il nostro piccolo pianeta.
Nella notte in cui l’equipaggio del veicolo spaziale Orion, della missione Artemis II, si trova a orbitare sul lato oscuro della Luna, alla massima distanza dal pianeta Terra mai raggiunta da esseri umani nello spazio, io voglio pensare che ciò che hanno fatto coach Righi e le sue atlete sia davvero qualcosa di meravigliosamente soprannaturale, liberatosi in orbita questa notte per restare per sempre nell’atmosfera. E nel cuore di tutti noi.
Grazie, Pantere.
Svanì di prua dalla galea
come un’idea
come una splendida utopia
è andata via e non tornerà mai più.
(Francesco Guccini, L’isola non trovata, frammento, 1970.)
Luca Maggitti Di Tecco
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