JUVI CREMONA 93
PALLACANESTRO ROSETO 62
Parziali: 24-14; 24-10 (48-24); 19-19 (67-43); 26-19 (93-62).
JUVI CREMONA: La Torre 3, Garrett 20, Allinei 9, Del Cadia 4, Bortolin 8, Di Croce 3, Panni 12, Vecchiola 19, Del Vecchio, Barbante 15. Coach: Bechi.
PALLACANESTRO ROSETO: Sabatino n.e., Harrison 11, Cannon 15, Petrovic 5, Canka 15, Del Chiaro 9, Gaeta 2, Incoronato, Laquintana 5, Landi. Coach: Finelli.
La Liofilchem perde nettamente a Cremona per 93-62, restando al penultimo posto in classifica.
Alla palla contesa, Cremona – senza uno dei due stranieri, Allen, e Bartoli – comincia con Vecchiola, Garrett, La Torre, Allinei e Bortolin. Roseto – ancora con l’infermeria piena degli infortunati Durante, Sabatino, Cinciarini, Donadoni e Timperi – e la rotazione a 7 (che diventa a 8 con l’impiego del figlio d’arte, classe 2009, Filippo Gaeta) parte con Laquintana in regia, Harrison e Canka esterni, Landi e Cannon lunghi.
Cremona comincia con una sparatoria da oltre l’arco virile, che nei primi 5 minuti porta a un eloquente 5/6 da 3 punti. Finelli chiama timeout sul 17-5 e Roseto comincia a difendere, chiudendo il primo quarto in svantaggio per 24-14.
La squadra abruzzese comincia bene il secondo quarto, con la tripla di Petrovic del 24-17, poi sbaglia un comodo appoggio da sotto con Del Chiaro e Cannon fa 0/2 ai liberi, col risultato di mancare il possibile -3. Da lì in poi, la squadra si sfalda possesso dopo possesso, con Cremona che vince la seconda frazione per 24-10 e Roseto sotto di 24 punti, sul 48-24 che chiude il primo tempo, con Harrison – marcato in modo arcigno, con l’impiego di staffette – che chiude con 3 punti la prima metà di gara, ricevendo pure un fallo tecnico a fil di sirena per proteste.
Nel terzo quarto, la partita resta sul perfetto equilibrio, con la frazione che termina 19 pari e al 30° Cremona avanti 67-43.
Nell’ultimo quarto, a partita ampiamente finita, qualche statistica personale viene aggiustata e la partita finisce sul 93-62, con Vecchiola MVP fra i lombardi, segnando 19 punti con 6/6 nelle triple.
Nel Roseto, invece, serata no di D’Angelo Harrison, che ovviamente quando non gioca una partita da oltre 25 punti, perché marcato in modo efficace con più difensori in missione, non consente al Roseto – che ha 5 infortunati – di essere competitivo.
La speranza della Liofilchem è la solita: arrivare ai playout recuperando qualche giocatore e puntare tutto sulla classe della coppia di statunitensi, blindando almeno il penultimo posto e quindi l’ultimo fattore campo utile per conquistare l’agognata salvezza.
Soltanto giocando come nelle prove casalinghe offerte di recente contro Rimini e Cento, infatti, è possibile sperare nei due turni di playout per provare a strappare la permanenza in Serie A2. Ovviamente, bisognerà recuperare almeno due giocatori infortunati, se non tre (Sabatino, Cinciarini e Donadoni), per dare profondità e conseguente competitività a una squadra che, recentemente, almeno in casa combatte e vince.
Luca Maggitti Di Tecco
PAGELLE
JUVI CREMONA-PALLACANESTRO ROSETO 93-62
Le pagelle del professor Lorenzo Settepanella.
D’ANGELO HARRISON 4
Inviluppato dall' ingombrante sagoma di La Torre, che riceve un impeccabile supporto dai compagni, non riesce minimamente ad entrare in partita, privando, un Roseto che non dispone di un vero e proprio sistema, della sua principale risorsa offensiva. Marcatissimo, ma anche stanco e in debito di ossigeno per l'extra chilometraggio giocoforza accusato finora. Alla peggior uscita stagionale con la sua nuova canotta (11 punti con 4/14 dal campo, 1/4 ai liberi, 2 rimbalzi, 3 perse, 2 recuperi, 4 assist e 4 falli in 36' che, in ottica gestione delle energie, sono parsi decisamente troppi in una gara rivelatasi assai precocemente senza storia).
ABRAMO CANKA 4,5
Un paio di estemporanei buoni canestri seguiti da iniziative completamente prive di fosforo (12 punti con 4/12 dal campo, 3 rimbalzi, 2 perse, 1 assist e 3 falli in 27').
TOMMASO LAQUINTANA 4,5
Malgrado l'impegno, troppi errori in fase di impostazione e al tiro (5 punti con 1/9 dal campo, 4 rimbalzi, 2 perse, 1 recupero e 4 assist in 30').
DANILO PETROVIC 4,5
Un paio di canestri dei suoi abbinati alla consueta latitanza difensiva, sebbene non lo aiuti l'impiego da esterno per esigenze di rotazione (5 punti con 2/3 dal campo, 3 rimbalzi, 2 recuperi e 3 falli in 21').
ANGELO DEL CHIARO 4,5
Due incredibili ed imperdonabili erroracci da un centimetro che impattano molto più di qualche buona manifestazione di reattività (9 punti con 3/7 dal campo, e 7 rimbalzi in 26').
JALEN CANNON 5,5
L'unico in grado di fornire un minimo di qualità contro una difesa molto ben strutturata, anche se riceve la palla con il contagocce e, soprattutto, quando è ormai troppo tardi (15 punti con 5/7 dal campo, 4 rimbalzi, 1 recupero, 2 perse, 1 assist e 5 falli subiti in 29').
ARISTIDE LANDI 4-
Solo falli e violente legnate scagliate contro i ferri (0/6 dal campo, 4 rimbalzi, 2 perse, 1 recupero e 4 falli in 27').
FILIPPO GAETA n.g.
6' di esperienza che torneranno utili già in un futuro prossimo (e nei quali segna 2 punti con 1/1 dal campo, accompagnati da 1 palla persa).
COACH ALEX FINELLI 3
Quella che doveva essere una trasferta giocabile e, forse, l'unica opportunità, a tre giornate dalla fine, per mettersi definitivamente alle spalle una Pistoia in debito di ossigeno, si rivela, con grande anticipo, un'altra umiliazione, perfettamente sovrapponibile a quella andata in onda, non più tardi di 3 settimane fa, a Cividale, ma al cospetto di una squadra più abbordabile e priva di due elementi da quintetto (Allen e Bartoli). Il suo Roseto approccia il confronto come peggio non potrebbe, mostrandosi completamente impreparato in attacco e, parallelamente, contemplativo in difesa, concedendo di tutto sia dall'arco che nel cuore dell'area (dopo il 24-14 dei primi 10', con Cremona che tira con il 60% dall'arco, il parziale di 17-1 che gli avversari confezionano dal 1° al 5° minuto del secondo quarto, manda in garbage time la gara già prima dell'intervallo). Un Roseto inadeguato e arrendevole, quando avrebbe avuto il dovere di spingere il più possibile per almeno due quarti, per poi eventualmente entrare in modalità energy saving in caso di una superiore prestazione avversaria. Dopo i buoni segnali percepiti mercoledì sera contro Cento, una evidente manifestazione di fragilità, tecnica e psicologica, a tre settimane dall'inizio dei playout.