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Giovedì, 7 Maggio 2026 - Ore 12:22 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Serie A2 – Pallacanestro Roseto – Playout
FRA BASKET ANALFABETA E POSSIBILITÀ DI REDENZIONE
La Pallacanestro Roseto.
[Mimmo Cusano]


Alla vigilia di gara 3 del primo turno dei playout, qualche riflessione. Perchè salvare almeno la categoria, nonostante una stagione fallimentare, è ancora possibile. A patto che gli stipendiati ci credano e si impegnino. Difficile assai...

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 07 Maggio 2026 - Ore 09:45

La mia protesta linguistica
è impotente.
Il nemico è analfabeta.
(Nina Cassian, Il mio dialogo con la dittatura. Frammento.)


Dopo il Rinascimento cestistico della stagione 2024/2025, gli dei del basket hanno riservato un periodo addolorante a metà della pallacanestro rosetana. Quella maschile, visto che la femminile ha continuato nel suo percorso di fioritura.

Il campionato di Serie A2 2025/2026, tanto agognato e tanto inseguito da una società che finora nulla ha lesinato – a livello di sforzi economici e impegno – e ciò nonostante molto ha sbagliato, è finora stato una via crucis di pallacanestro analfabeta, punteggiata da tre vittorie casalinghe consecutive, a marzo, che avevano fatto pensare a una possibile redenzione.

Il playout contro Cento – soprattutto in gara 2 – ha visto la squadra indossare i lugubri (e speriamo provvisori) panni della dopolavoristica in gita premio al Carnevale d’Europa di Cento – peraltro gemellato con quello di Rio de Janeiro – interpretando essa stessa una maschera carnascialesca fatta di gente errante all’interno di un campo da pallacanestro, senza guida. Insomma: una banda di salariati felici dello stipendio lauto e puntuale, ma non in grado di esprimere quel riconoscimento attraverso il benché minimo approccio professionale. E questo, oltre a ferire i tifosi e la città intera, spero che ripugni per l’eternità la coscienza dei protagonisti, che hanno una occasione e mezza per salvarsi.

La mezza è la serie contro Cento, ampiamente compromessa. L’altra è il secondo e definitivo turno di playout contro la perdente della serie fra Ruvo di Puglia e Pistoia.

«In gara 2 siamo partiti contratti e forse un po’ tesi. Cento ha fatto una grande partita, mentre noi dobbiamo mettere un atteggiamento diverso in campo, lottare di più e combattere. Quando si giocano i playout, bisogna dare qualcosa in più. Siamo sotto 2-0, ma abbiamo la speranza di ribaltare la serie. Dobbiamo mantenere testa e concentrazione sulla serie e su gara 3 che ci aspetta al PalaMaggetti, fiduciosi di poter ancora vincere il primo turno di playout». 

Antonello Ruggiero, club manager della Pallacanestro Roseto, è tanto laconico quanto gelido nel suo stringato commento a gara 2, visto che la squadra ha perso, nel momento della verità, l’ennesimo treno per la salvezza. 

Finora, purtroppo, la squadra si è tradita ogni volta, fin dall’inizio del campionato, dimostrando di non avere quelle qualità morali che sono alla base della performance tecnico-tattica. 

Molti tifosi hanno scritto il loro dolore sui social, perché vedere una squadra così in balia delle onde non è giustificabile soltanto con gli infortuni, per quanto numerosi. La sensazione è che gli infortuni siano diventati l’ennesimo alibi per un gruppo molle, in cui tutti sembra che non vedano l’ora di rompere le righe. 

Perché le parole non contano, contano esclusivamente i fatti. 

E Roseto, purtroppo, in questa stagione ha parlato molto (forse troppo) e agito poco o nulla.

Circa poi la rotazione stringata a 7, con il classe 2009 Gaeta a fare da ottavo, va sottolineato che, nell’altra sfida del primo turno di playout, Pistoia ha stupito tutti in gara 2 espugnando il campo di Ruvo di Puglia per 90-97 e impattando la serie sull’1-1, ribaltando così il fattore campo. 

Eppure Pistoia ha avuto tanti infortuni quanto Roseto e ha giocato in condizioni peggiori del sodalizio del Lido delle Rose. 

Infatti, se Roseto in gara 2 ha ruotato a 8 – non contiamo il nono, Donadoni, che ha appena ripreso confidenza con il campo – Pistoia ha ruotato addirittura a 7, partendo in quintetto con Stefanini, Anderson, Saccaggi, Dellosto e Alajiki e attivando dalla panchina l’esterno Gallo e il lungo Zanotti. 

La prova provata di come si possa rispondere alle difficoltà impegnandosi in campo, facendo gruppo e giustificando lo stipendio ricevuto. 

Tutte cose che il Roseto di gara 2 non ha fatto, umiliando una storia ultrasecolare con un comportamento francamente inammissibile. 

Domani, alle 20.45, per gara 3 ci sarà bisogno di vedere il Roseto che a marzo ha saputo piegare in casa Pistoia, Rimini e Cento, per allungare la serie e convincersi della possibilità di salvarsi, al primo o al secondo turno.

Ci sarà bisogno, insomma, di cominciare a esprimere un basket degno di chiamarsi tale, magari ricominciando – come alle elementari – da stanghette e cerchietti, prime lettere e numeri, ma mettendoci tutto l’impegno possibile.

Per salvarsi ai playout può bastare anche una pallacanestro ingravidata di rugby, ma almeno le basi tocca saperle e praticarle.

Perché se è vero che per giocare in attacco tocca (almeno un po’) “saperci fare”, per la difesa bastano anche solo volontà, spirito di sacrificio, gambe piegate e sedere basso. Perché, come ama ripetere coach Gabri Di Bonaventura: “O ti batti, o ti fai battere”.

E, per una volta, non sarebbe male vedere la Pallacanestro Roseto battersi davvero, onorando gli stipendi ricevuti e le professionalità di ciascuno dei suoi componenti.

Tutto trama contro, perché chi per nove mesi ha poco più che pascolato adesso è difficile che prenda improvvisamente a galoppare fiero, ma la speranza è l’ultima a morire.

Luca Maggitti Di Tecco
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