Dalia Silvestri. [Beatrice Oddone]
Federico Rosati. [Beatrice Oddone]
Davide Manca, al centro. [Beatrice Oddone]
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Conversazione con la regista e sceneggiatrice Dalia Silvestri e con l’attore Federico Rosati, protagonista e autore del soggetto. Riflessioni del direttore della fotografia Davide Manca, legato a Roseto Opera Prima, e del giovane Francesco Fama.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 21 Maggio 2026 - Ore 16:45
Nei giorni scorsi, Roseto degli Abruzzi è stata il set del cortometraggio “Il mio carnevale” di Dalia Silvestri, tratto da un soggetto di Federico Rosati che ne è anche protagonista. Il direttore della fotografia è Davide Manca, mentre nel cast era presente pure il giovanissimo attore Francesco Fama come co-protagonista.
A margine delle riprese, grazie alla gentilezza di Daniele Marini “ambasciatore” di Roseto degli Abruzzi nel mondo del cinema, ho avuto modo di fare quattro chiacchiere con le persone sopra citate.
La prima battuta l’ho scambiata col giovanissimo barese Francesco Fama, 9 anni, protagonista dello spot natalizio 2025 di Poste Italiane (ideato da Saatchi&Saatchi), quello con “La sera dei miracoli” di Lucio Dalla come colonna sonora. Il ragazzino è stato spiazzante, sottobraccio alla mamma, dichiarando sorridente: «La differenza è evidente fra girare una pubblicità e un set cinematografico. A mio avviso, rispetto alla pubblicità, recitare qui nel cortometraggio lo trovo un pochino più facile, ma magari è solo una mia impressione». Idee chiare pure sul futuro: «Io vorrei fare questo, l’attore, per tutta la vita».
Dal giovanissimo attore al direttore della fotografia Davide Manca, che per quanto inconsapevolmente era già legato a Roseto degli Abruzzi. Già, perché il primo lungometraggio di cui Manca è stato il direttore della fotografia è il film “Et in terra pax”, opera prima di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, vincitore della 16^ edizione (2011) di Roseto Opera Prima: il festival dedicato ai registi esordienti, fondato dal compianto maestro Tonino Valerii nel 1996, che fra i vincitori (l’albo d’oro è in calce) ha cineasti del calibro di Ferzan Ozpetek (2^ edizione, 1997, con “Il bagno turco”) e i premi oscar Alejandro Gonzales Inarritu (6^ edizione, 2001, con “Amores perros”) e Danis Tanovic (7^ edizione, 2002, con “No Man’s Land”.
Davide, allievo di Oliviero Toscani e Giuseppe Rotunno, in merito a questo lavoro ha chiosato, sorridendo sornione: «Dare la luce a questo cortometraggio è stata un’impresa difficile, perché quando c’è una bellissima sceneggiatura tu puoi fare solo danni. Quando è brutta, il lavoro è facile: un bel tramonto e cose simili e qualcosa si aggiusta, ma quando è bella devi stare attento a non snaturare il testo. Quindi, credo che un bravo direttore della fotografia debba soltanto leggere bene, parlare con il regista – in questo caso la regista – ed esaudirne i desideri. In questo caso, se sarò riuscito a esaudire i desiderata di Dalia penso uscirà un bellissimo lavoro... altrimenti avrò sbagliato tutto!».
Eccoci a Federico Rosati, attore pescarese, protagonista con Francesco Fama di cui nel corto è il padre e autore anche del soggetto, che spiega: «Il soggetto nasce tanti anni fa, forse più di dieci. Io non sono padre e non so se lo sarò, ma questa storia mi rimbombava nella testa: un amore fra padre e figlio, eppure una storia diversa da quelle classiche in cui c’è il padre perfettino e servizievole. Perché, diciamoci la verità, nella realtà io conosco molti padri che non lo sono nell’accezione classica del termine. Quindi la mia storia è quella di un padre certamente innamorato del figlio, ma che a un certo punto cade in un corto circuito e, pur di riuscire in un atto disperato, va a coinvolgere il sangue del suo sangue, salvo poi accorgersi di che uomo ripugnante sia, incontrando però una redenzione dostoevskiana provocata proprio dal figlio, che paradossalmente lo aiuterà a crescere».
Avendo io letto la sceneggiatura, sapendo che Rosati ha natali pescaresi come Ennio Flaiano – la cui nonna materna, Rosa Di Bonaventura, era di Montepagano di Roseto degli Abruzzi – ho chiesto a Federico se questo padre è, in fondo, un “vitellone” cresciuto e lui, sorridendo, ha risposto: «Wow, ci hai preso in pieno! Sì, direi che questo padre è assolutamente un vitellone cresciuto, perché in fondo non è capace di essere cattivo fino in fondo, in una società che porta comunque sempre più spesso alla disperazione».
Nella conversazione entra a questo punto Dalia Silvestri, sceneggiatrice e regista, di madre brasiliana e padre italiano, che chiosa: «Tirando in ballo Flaiano, mi fai tornare in mente che in molti, quando hanno letto la mia sceneggiatura, hanno fatto un parallelismo – che ovviamente mi onora moltissimo, quindi te la riferisco – con “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica, in cui c’è un padre che non vuole essere cattivo. Quindi potrei dirti che il nostro protagonista è un “ladro di biciclette contemporaneo”, che pensa di coinvolgere il figlio in una azione delittuosa ergendosi proprio a supereroe per il figlio... ma non farmi dire troppo, sennò lo raccontiamo tutto».
Sulla citazione di Vittorio De Sica, mi ricordo di avere una foto degli Anni 40 di Vittorio De Sica in vacanza a Roseto degli Abruzzi e poi ripasso i premi vinti nel 1950 da quel capolavoro: Oscar, Golden Globe, BAFTA, Nastro d’Argento e altri ancora. Che sia di buon auspicio!
Dunque un film che ha una bellissima sceneggiatura – parola del direttore della fotografia – e che ha evocato Dostoevskij, Flaiano e De Sica. Ce n’è abbastanza – essendo a Roseto – per considerarlo un primo germoglio?
Dalia Silvestri sorride: «In effetti potrebbe esserci uno spinoff: un film dopo questo cortometraggio, approfondendo la storia. Diciamo che è nei miei pensieri e in quelli di Federico».
Dalia ha lavorato anche in Brasile, dunque gli chiedo – e qui la citazione rimanda a un disco dei CCCP – affinità/divergenze fra cinema brasiliano e italiano. La regista osserva: «Io in Brasile ho lavorato due anni, partendo da montatrice e poi facendo tante esperienze come scrittrice e autrice. Parlando di attualità, ti direi che il Brasile, nonostante non abbia enormi risorse economiche, ha registi in grado di realizzare opere bellissime a un decimo del costo di quelle statunitensi degli studios. Quanto al cinema italiano, esiste un panorama fatto di tanto cinema indipendente e tanti artisti che riescono a realizzare opere degne di nota, anche con pochi mezzi».
Federico Rosati aggiunge: «Credo che in Italia, attualmente, ci sia un po’ di dispersione del talento. Se si riuscisse a incanalarlo al meglio, i tanti che hanno bisogno magari soltanto di una possibilità potrebbero contribuire a un vero e proprio risorgimento del cinema italiano».
E qui mi viene in mente una frase credo riferibile allo scrittore Breat Easton Ellis: «Ero soltanto un urlo in cerca di una bocca»... ma sto zitto e me la conservo per l’articolo.
L’ultima domanda è per la mia Roseto degli Abruzzi e cioè come si sono trovati nel Lido delle Rose. La risposta è all’unisono: «Tutto magnifico, davvero grazie a tutti per la disponibilità e la gentilezza».
In bocca al lupo al cortometraggio “Il mio Carnevale”.
ROSETO.com > Archivio > 16 maggio 2026
Cinema – Aspettando il Trentennale di Roseto Opera Prima
“IL MIO CARNEVALE” A ROSETO DEGLI ABRUZZI
Il cortometraggio, firmato da Dalia Silvestri e tratto da un soggetto di Federico Rosati, è stato girato in parte nel Lido delle Rose. Nel cast anche il rosetano Fabio Cerasi.
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Festival Cinematografico
ROSETO OPERA PRIMA
Albo d’Oro
1996 – 1^ Edizione – Come mi vuoi di Carmine Amoroso
1997 – 2^ Edizione – Il bagno turco di Ferzan Ozpetek
1998 – 3^ Edizione – Buffalo ’66 di Vincent Gallo
1999 – 4^ Edizione – La vita sognata degli angeli di Erick Zonca
2000 – 5^ Edizione – Beautiful People di Jasmin Dizdar
2001 – 6^ Edizione – Amores perros di Alejandro Gonzales Inarritu
2002 – 7^ Edizione – No Man’s Land di Danis Tanovic
2003 – 8^ Edizione – Pater familias di Francesco Patierno
2004 – 9^ Edizione – Il vento, di sera di Andrea Adriatico
2005 – 10^ Edizione – Tu devi essere il lupo di Vittorio Moroni
2006 – 11^ Edizione – Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart. Premio speciale della Giuria: Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti
2007 – 12^ Edizione – L’aria salata di Alessandro Angelini
2008 – 13^ Edizione – Tutto torna di Enrico Pitzianti
2009 – 14^ Edizione – La siciliana ribelle di Marco Amenta
2010 – 15^ Edizione – Dieci inverni di Valerio Mieli
2011 – 16^ Edizione – Et in terra pax di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini
2012 – 17^ Edizione – Sulla strada di casa di Emiliano Còrapi
2013 – 18^ Edizione – La città ideale di Luigi Lo Cascio
2014 – 19^ Edizione – Il Sud è niente di Fabio Mollo
2015 – 20^ Edizione – Cloro di Lamberto Sanfelice
2016 – 21^ Edizione – Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti
2017 – 22^ Edizione – Mine di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro
2018 – 23^ Edizione – Respiri di Alfredo Fiorillo
2019 – 24^ Edizione – Hotel Gagarin di Simone Spada
2020 – Festival non svolto per pandemia mondiale da Covid-19
2021 – 25^ Edizione – Celebration & Live – Recital di Fabio Troiano, Monica Guerritore, Alessandro Haber
2022 – 26^ Edizione – Una femmina di Francesco Costabile
2023 – 27^ Edizione – Amanda di Carolina Cavalli
2024 – 28^ Edizione – Gloria! di Margherita Vicario
2025 – 29^ Edizione – La vita da grandi di Greta Scarano
Luca Maggitti Di Tecco
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