[Ricerca Avanzata]
Lunedì, 25 Maggio 2026 - Ore 14:08 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Serie A2 – Pallacanestro Roseto – Playout 2° Turno
ARISTIDE LANDI: SANGUE E ARENA!
Aristide Landi protagonista di Sangue e Arena, così come immaginato da Luca Maggitti Di Tecco e realizzato da ChatGPT.

Cronaca di una catarsi costata 11 punti. Di sutura.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Lunedì, 25 Maggio 2026 - Ore 12:00

Voglio raccontare una catarsi.

Quella di Aristide Landi, nato nel 1994 a Potenza, in Basilicata, di professione giocatore di basket e in questa stagione in forza alla Pallacanestro Roseto.

È figlio d’arte di Edmondo, che giocava nelle minors, scomparso a 45 anni nel 2007, quando Aristide era un ragazzino di 13 anni. 

Aristide conosceva già Roseto, perché qui veniva d’estate con le Nazionali giovanili e qui preparò, nel 2013, l’Europeo Under 20 vinto in Estonia, con in panchina coach Pino Sacripanti.

Non è stato un gran campionato per Landi e per la Pallacanestro Roseto, comunque vada Gara 5, mercoledì 27 maggio. Anzi, per lui è stato proprio un campionato complicato, con una regular season da 4,5 punti e 2,3 rimbalzi, in 17 minuti di media nelle 33 partite giocate. Poi, nei playout, un miglioramento con 5 punti e 5 rimbalzi in 21 minuti.

Durante la stagione, Landi è stato molto beccato dai tifosi. Forse troppo. Certo, lui ci ha messo del suo, giocando molte volte al di sotto del suo curriculum e così, anche se di certo non lo ha fatto apporta, le rampogne dagli spalti non sono mancate, anche coniando soprannomi feroci (e però ironicamente efficaci) come “Landibasket”.

L’uomo di Potenza ha risposto compattando il gruppo, così come mi hanno riferito i suoi compagni di squadra, anche e soprattutto nei mesi più bui di questa stagione che finirà fra due giorni a Ruvo di Puglia.

Io stesso l’ho incontrato una sera sul lungomare, mentre passeggiava con la sua compagna e con il loro cane e mi ha colpito positivamente la sua serenità nel conversare, sempre col sorriso.

E arriviamo a venerdì 22 maggio 2026, giorno del 166° compleanno di Roseto degli Abruzzi e di Gara 3 del 2° turno dei playout fra Roseto e Ruvo. A 6:36 dal termine del secondo quarto, Landi subisce l’aggressione di Jacopo Borra dopo un contatto sotto canestro. Aristide, caduto a terra, si prende alcuni pugni e ne ricava 11 punti di sutura.

E qui cambia tutto.

Già, perché Aristide esce dal campo ma non fa quel che avrebbe fatto la stragrande maggioranza degli italiani medi. Italiani che, ricordo a me stesso, hanno iniziato due guerre mondiali da una parte voltando in entrambi i casi la gabbana. 

Cosa avrebbe fatto l’italiano medio? Sarebbe andato subito al pronto soccorso, vista pure la maschera di sangue, per farsi medicare e visitare. Poi avrebbe chiesto il ricovero e avrebbe pregato di farsi dare la prognosi massima, pregustando future azioni a rivalsa di quanto subito.

Aristide invece no. Lui è rientrato addirittura in campo, dopo l’intervallo, conciato in testa con una fasciatura alla bell’e meglio, proponendosi nella versione cestistica dell’eroe Enrico Toti e segnando dalla lunetta il canestro del punto numero 100 del Roseto.

Poi, a gara finita, è andato in ospedale, dove gli sono stati applicati 11 punti di sutura, gli è stata fatta la TAC e quant’altro. Questo, venerdì notte.

Sabato, invece di una possibile convalescenza, Aristide è tornato con i suoi compagni di squadra, per scendere di nuovo in campo domenica in Gara 4, ancora rabberciato in viso ma sempre pronto a dare quel che ha per la causa rosetana.

Queste azioni, prive di paraculismo (noto virus nazionale), hanno conquistato il pubblico rosetano, che lo ha traghettato, nello spazio di una partita, da zimbello a beniamino, sommergendolo di applausi. 

Onore al pubblico, dunque, che ugual cosa ha fatto con capitan Daniele Cinciarini, che a suon di triple ha pure lui riscattato la buia espulsione contro Mestre e un campionato al di sotto delle aspettative, anche per problemi fisici.

Ma torniamo ad Aristide. E alla sua catarsi.

Landi ha dato al Roseto i suoi garretti durante la stagione. Poi addirittura il viso, mettendoci la faccia come aveva comunque sempre fatto, soltanto che stavolta ce l’ha messa – per quanto involontariamente – davvero. E l’ha vista deformarsi in sangue e ferite.

Rosetane e rosetani hanno visto, capito, compreso.

Ed è scattato l’amore. Che, notoriamente, è inspiegabile e va al di là del bene e del male.

E allora complimenti per il tuo comportamento, Aristide Landi. Potevi ricoverarti, invece sei rimasto in trincea.

Da oggi, per me, sei Sangue e Arena, in memoria di quel film muto con Rodolfo Valentino.

Comunque vada, ti sei ripreso i tifosi esclusivamente con le tue forze e col merito del tuo agire – dopo il fattaccio – finalizzato alla squadra e non al tuo interesse personale.

Chapeau.

Luca Maggitti Di Tecco
Stampa    Segnala la news

Condividi su:




Focus on Roseto.com
Roseto.com - Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere. - Registrazione al Tribunale di Teramo N. 540 Reg. Stampa del 19.08.2005.
Direttore responsabile: Luca Maggitti   Editore: Luca Maggitti   Partita IVA 01006370678
© 2004-2026 Roseto.com | Privacy | Disclaimer Powered by PlaySoft