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Libriamoci [invito alla lettura]
L’ORA DEI PREDATORI: NAYIB BUKELE, PRESIDENTE DI EL SALVADOR, EX STATO PIÙ VIOLENTO DEL MONDO, FRA TATUAGGI, SUPERCARCERE E STABLECOIN
Nayib Bukele, Presidente di El Salvador.
[Wikipedia]


Un frammento dall’illuminante saggio di Giuliano da Empoli, autore del romanzo ‘Il mago del Cremlino’. A El Salvador hanno la residenza due tra i primi 4 miliardari italiani in euro: Giancarlo Devasini (1°) e Paolo Ardoino (4°) di Tether.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 14 Giugno 2026 - Ore 18:00

[Pagine 49, 50, 51]

New York, settembre 2024

La tribuna marmorea dell’Onu ha l’abitudine di accogliere gli abbigliamenti più stravaganti. Le tenute variopinte dei presidenti africani, gli elaborati copricapi dei sovrani asiatici, le geometrie arcane delle uniformi militari rispecchiano la varietà dei costumi del pianeta e non producono il minimo effetto sul pubblico disincantato della sala.

Al massimo, qualche anno fa l’eleganza principesca dell’assai corrotto presidente afgano, con i suoi fluttuanti mantelli di seta e i cappelli di astrakan, strappava un breve moto di approvazione ai pochi esteti presenti.

Quel che capita più raramente è che un capo di Stato si presenti con indosso un abito di sua creazione, realizzato per lui dalla stilista di Miss Universo. 

È il caso di Nayib Bukele, il giovane (classe 1981, n.d.r.) presidente di El Salvador, bardato di una casacca indaco, con colletto e polsini ricamati a motivi floreali dorati, che gli conferisce un’aria a metà strada tra Simón Bolívar e un personaggio di Star Wars. 

È il look che ha lanciato prima dell’estate, in occasione della cerimonia della sua seconda investitura, alla presenza del re di Spagna e del figlio maggiore di Donald Trump. Per la circostanza, anche l’imponente picchetto d’onore dei cadetti della scuola militare di San Salvador aveva rinnovato il look grazie alla stilista di Miss Universo, che aveva vestito ciascuno dei suoi membri con un lungo mantello molto pittoresco, benché non fosse del tutto adatto alle temperature tropicali di un sabato di giugno.

Alla tribuna dell’Onu Bukele è solo, ma la casacca marziale, unita a una postura ben eretta, fa il suo effetto, conferendo al presidente l’aspetto di un eroe contemporaneo. «Il dittatore più cool della Terra», come si è autodefinito in risposta a un tweet di Kamala Harris, preoccupata per i metodi spicci con cui affrontava il problema della criminalità ecuadoriana. O «il re filosofo», come recita la sua biografia su X. O ancora il «Caudillo millenial», come lo ha soprannominato una parte della stampa estera.

Quando Bukele viene eletto per la prima volta, all’età di trentasette anni, il Salvador è il paese più violento del mondo: il tasso di omicidi è tre volte superiore a quello di Haiti, considerata una nazione in bancarotta.

La risposta di Bukele è radicale: sostituire il Codice penale con un manuale illustrato di tatuaggi.

Nel Salvador, come in Giappone e in Russia, i membri delle gang, i pandilleros, si riconoscono dai segni che si iscrivono sulla pelle: un sole azteco, un kalashnikov, il volto di un pazzo ghignante che dovrebbe rappresentare la vida loca del gangster.

Due anni fa, dopo l’ennesimo massacro, Bukele ha proclamato lo stato di emergenza e ordinato all’esercito di arrestare tutte le persone tatuate.

Il risultato: ottantamila persone imprigionate, per lo più gangster e qualche rockettaro che aveva avuto la pessima idea di tatuarsi. Poi, essendo all’origine un pubblicitario, il Caudillo ha fatto realizzare incredibili video di gangster (e rocker...) in boxer, con la testa rasata e i tatuaggi sotto i riflettori, costretti a inginocchiarsi, a migliaia, nei corridoi del nuovo carcere di massima sicurezza di Tecoluca o a correre in ranghi serrati al ritmo dei colpi di fischietto delle guardie.

A metà tra un porno gay e Hunger Games, i video hanno riscosso un enorme successo sui social, rendendo Bukele il capo di Stato più seguito su Tik Tok.

Certo, Amnesty International e le altre Ong non hanno apprezzato, ma sta di fatto che il tasso di omicidi si è ridotto a un decimo, rendendo il Salvador il Paese più sicuro dell’emisfero occidentale, davanti al Canada.

Ecco perché Bukele è ora sul podio dell’Onu: «C’è chi dice che abbiamo imprigionato migliaia di persone, ma la verità è che ne abbiamo liberate milioni, e ora sono i buoni a vivere al sicuro dalla paura».

A questa frase, vedo lo speechwriter dell’Eliseo, Baptiste Rossi, drizzarsi sulla sedia. Non tutti i presenti nella grande sala delle Nazioni Unite sono disattenti, la confraternita globale degli speechwriters è sempre alla ricerca della formula che colpisce nel segno e, per quanto grande sia la distanza in termini politici, salutano comunque l’artista. 

Da un punto di vista meramente tecnico, Bukele è uno dei più brillanti oratori attuali.

VIDEO
El Salvador: la super-prigione di Bukele
ARTE Reportage | ARTE.tv Documentari

https://www.youtube.com/watch?v=rA_AoMH37i4


Giuliano da Empoli
L’ORA DEI PREDATORI
Il nuovo potere mondiale visto da vicino
Einaudi – 2025 – 124 pagine – Euro 14

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