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Mercoledì, 5 Agosto 2026 - Ore 21:25 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Roseto Basket Story
ADDIO FEDERICO FRANCESCHIN, IL REGISTA DEL RINASCIMENTO ROSETANO
Federico Franceschin con Marco Verrigni e Gabri Di Bonaventura, nel 2024 al PalaMaggetti di Roseto.
[Mimmo Cusano]


Federico Franceschin con alcuni compagni di squadra del biennio 1995/1997 trascorso con la maglia del Roseto Basket, nel 2024 a Roseto degli Abruzzi.
[Stefano Varani]


Federico Franceschin festeggia la vittoria del Roseto con giocatori e tifosi, nel 2024 al PalaMaggetti di Roseto.
[Mimmo Cusano]


È scomparso il play del Roseto che vinse la C1 nel 1996, aprendo il ‘Rinascimento rosetano’ culminato con la Serie A. Malato di SLA, nel 2024 tornò a Roseto per una serata benefica. Nell’ultimo assist c’è tutto Fede: saranno donati gli organi.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 05 Agosto 2026 - Ore 19:45

Oggi è scomparso Federico Franceschin, triestino classe 1971, playmaker del Roseto Basket 1995/1996 che vinse la Serie C1, aprendo quel “Rinascimento rosetano” culminato nella conquista della Serie A1 del 2000 e nella partecipazione alla Uleb Cup nella stagione 2002/2003: i massimi livelli mai raggiunti dalla pallacanestro rosetana, che attualmente conta 105 anni.

Federico soffriva da oltre 3 anni di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e nel 2024 era tornato – accompagnato dagli amici Alberto Tonut e Filippo Carbonera – a Roseto degli Abruzzi, per assistere a una partita della Pallacanestro Roseto contro Taranto e partecipare a una cena di beneficenza per sensibilizzare sulla sua malattia. 

In quella occasione, una città intera si strinse intorno al suo beniamino, grazie alla manifestazione organizzata dalla Pallacanestro Roseto e seguita da Marco Verrigni, compagno di squadra e bomber di quel Roseto che ottenne la promozione in B2 nel 1996, rimasto sempre molto vicino a Franceschin.

E proprio Marco Verrigni, sulla sua pagina Facebook, ha scritto pochi minuti fa questo pensiero:
«Di una cosa sono certo, non hai perso perché hai mollato, ma solo perché l’avversario si è dimostrato più forte e sleale di te! Sei stato il solito leone, il compagno di squadra che tutti avrebbero voluto. Sono fiero ed orgoglioso di aver giocato con te, di aver vinto con te, e di averti accompagnato in quell’ultimo giro di campo dove hai potuto constatare ciò che avevi lasciato nel cuore della gente! La morte non è niente, sei solo passato dall’altra parte! Vola in alto Federico Franceschin!».

Le gesta di quel Roseto Basket furono commentate nelle telecronache trasmesse sull’emittente Teleponte da Giorgio Pomponi, che ha così onorato Federico Franceschin sulla sua pagina Facebook:
«[Ciao Federico…]
Ci sono notizie che non vorresti mai leggere.
Oggi se n’è andato Federico Franceschin.
Per tanti sarà stato un eccellente playmaker, un allenatore apprezzato, un uomo che ha combattuto con un coraggio immenso contro la SLA.
Per me sarà sempre la gioia e l’intelligenza in campo di quel Roseto Basket del 1995/1996 allenata da Gabry Di Bonaventura.
Io ho avuto il privilegio di essere il telecronista di quella stagione, lui, Federico, era il playmaker che teneva in mano le chiavi del gioco con un’intelligenza cestistica fuori dal comune.
Federico di quel gruppo era gioia: in campo e in una città che lo adottò naturalmente.
Quella stagione non riportò soltanto il Roseto in Serie B. Restituì un’identità a una città che aspettava da troppo tempo di tornare a emozionarsi per la sua pallacanestro.
Ricordo ancora l’entusiasmo di quei giorni, il palazzetto pieno in ogni ordine e disordine di posto, gli abbracci, la voce roca e autorevole di Giovanni Giunco che, con gli occhi lucidi, pronunciò alla fine di gara tre la frase rimasta nella storia: “Il basket è tornato a casa”.
Oggi mi piace pensare che anche Federico sia tornato a casa. 
In un campo dove non esistono più dolore, fatica o malattia. 
Dove il cronometro non suona mai la sirena finale e i playmaker continuano a distribuire palloni perfetti.
Ciao Fede. Grazie per quelle emozioni che il tempo non è riuscito a consumare».

Molto commosso anche uno dei tifosi storici del Roseto come Antonio Di Pasquale, detto “Lù Bòja”, che ha dichiarato:
«Tutta Roseto deve essere riconoscente a un ragazzo d’oro come Federico, sempre umile e sempre coraggioso in campo, che è stato davvero tanto sfortunato».

Quel Roseto Basket fu allenato da coach Gabri Di Bonaventura, che ha così salutato il suo  playmaker e amico:
«Parlare di Federico Franceschin oggi è terribilmente doloroso, ma è giusto farlo per rendere onore all’uomo e al giocatore. Nel 1995, quando costruii quella squadra, portai a Roseto giocatori conosciuti nel nostro territorio come Paliani e Pacione e tornò capitan Battistoni. Grazie alla fiducia del presidente Giovanni Giunco, nel ruolo di play riuscii a ingaggiare questo ragazzo di 24 anni, triestino, che mi fu consigliato da coach Giacomo Incarbona. Guardai numerose videocassetta e ricordo che nella prima Federico stava giocando una partita di B2 contro il Campli di coach Franco Gramenzi, con Ottavio Bonazzi che gli rubava una palla e lo mandava fuori campo con una spallata, andando poi a schiacciare. Poi però vidi questo giocatore ordinato, intelligente, che pensava prima ai suoi compagni e poi a se stesso, che aveva tiro, difendeva sulla palla e metteva tutti a proprio agio con un eloquente linguaggio del corpo. La sua annata rosetana fu strepitosa, come quella di tutta la squadra. Vincemmo il campionato e tutti i suoi compagni, in primis il bomber Marco Verrigni, beneficiarono delle sue imbeccate. Oggi piangiamo un ottimo giocatore, ma soprattutto un uomo straordinario. Per me è stato un onore conoscerlo e aver condiviso con lui un periodo della mia vita. Voglio chiudere con un ultimo ricordo: Federico fu l’MVP di Gara 3 della decisiva finale playoff contro Lugo di Romagna. Ecco, lui aveva questa qualità: dare il meglio quando bisogna dare il meglio».

Dopo le lacrime di Gabri Di Bonaventura, altra telefonata piena di commozione, parlando con Filippo Carbonera, che da Trieste ricorda l’esordio della malattia di Federico a dicembre 2022, i primi sintomi a marzo 2023 e a maggio dello stesso anno la diagnosi. Una malattia veloce e durissima, che purtroppo ha avuto il suo epilogo in queste ore.

Federico Franceschin ha concluso la sua vita terrena con un assist dei suoi, dimostrando ancora una volta la sua eccezionale generosità. Infatti, aveva dato disposizione per la donazione degli organi. 

Filippo ci ha detto che la Famiglia e gli amici di Federico stanno pianificando le esequie, che dovrebbero svolgersi nei primi giorni della prossima settimana. Ogni società in cui Federico ha giocato, in queste ore sarà contattata affinché mandi una sciarpa o una maglia, per accompagnare nell’ultimo viaggio un giocatore così umile e amato.

E poi il futuro. 

Già, perché l’associazione “Insieme per Fede” lavorerà per un torneo estivo che possa vedere – a Trieste – le squadre giovanili di tutte le società in cui ha giocato Federico, per un torneo che sappia riportare la pallacanestro nelle piazze, laddove lo stesso Franceschin ha cominciato. 

Noi di Roseto.com inviamo alla Famiglia di Federico Franceschin, ai componenti dell’associazione “Insieme per Fede” e a tutti gli amici che gli hanno voluto bene le nostre condoglianze e riproponiamo, in calce, il video che realizzò Daniele Francani, per Roseto Basket Story, due anni fa, quando Federico Franceschin tornò a Roseto degli Abruzzi.

Riposa in pace, Federico.

VIDEO
FORZA FEDE!!!
Daniele Francani per Roseto Basket Story

Non credo bastino, poco più di 2 minuti, a concentrare tutto l'affetto e la stima che un popolo, quello Rosetano, nutre verso un grande giocatore e, soprattutto, verso un uomo eccezionale, che ha scritto pagine importanti per la propria storia. Chi ha vissuto quegli anni, non può non essere al tuo fianco, adesso... oggi. Sempre!!! Per cui, SIAMO CON TE FEDERICO!!! Insieme per Fede.


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Luca Maggitti Di Tecco
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