L’Assessore alla Cultura del Comune di Roseto degli Abruzzi, Francesco Luciani, premia Luca Maggitti Di Tecco, autore di OTESOR. [Cristiana Quaranta]
Dino Maggitti e Liliana Di Tecco, genitori di Luca Maggitti Di Tecco, in sala durante la premiazione. [Cristiana Quaranta]
Maria Rita Piersanti, conduttrice della cerimonia di premiazione, Luca Maggitti Di Tecco e Francesco Luciani, Assessore alla Cultura del Comune di Roseto degli Abruzzi. [Cristiana Quaranta]
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Il fondatore di Roseto.com, premiato per il suo libro OTESOR, pubblica una lettera aperta di ringraziamento, dediche e condivisioni, indirizzata agli Organizzatori e alla Giuria del Premio letterario “Città delle Rose” per la saggistica edita.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 14 Ottobre 2026 - Ore 11:00
24° Premio Letterario Città delle Rose per la saggistica edita
LETTERA DI GRATITUDINE PER LA MENZIONE
Luca Maggitti Di Tecco, autore del libro “OTESOR”, pubblicato dalla Tipografia Rosetana.
Ringrazio la Giuria e gli organizzatori dell’Amministrazione Comunale di Roseto degli Abruzzi. Questa menzione la condivido con le squadre protagoniste del libro – Panthers Roseto e Pallacanestro Roseto – e con la Tipografia Rosetana, coraggioso editore di un saggio sportivo di 324 pagine a colori, che ha tesaurizzato la miglior stagione di sempre del basket rosetano nei suoi primi 105 anni. Pallacanestro che è forse l’unico patrimonio socio-culturale capace di unire la nostra comunità cittadina.
Il premio Città delle Rose è stato definito dal compianto giurato Walter Mauro – che qui presentò nel 2009 il suo libro sulla storia d’amore fra Miles Davis e Juliette Greco – il più prestigioso in campo nazionale per la saggistica edita.
Per i più giovani soprattutto, voglio ricordare che questo premio è l’amorevole frutto del lavoro della compianta Gabriella Lasca, che raccolse un invito dell’allora sindaco, Franco Di Bonaventura, e insieme a Mario Giunco – che ha poi passato il testimone a Rosella Iezzoni – cominciò a costruire un premio che è diventato di grandissimo prestigio fin dalla prima edizione, quando vinsero Agostino Giovagnoli con “Storia e globalizzazione” per Laterza ed Ekkehart Krippendorff con “L’arte di non essere governati” di Fazi. Basta rileggere quei titoli per capire che Giuria illuminata anima questo premio.
La seconda edizione – tranquilli, mi fermo qui con l’Albo d’Oro! – fu vinta con “Futuro del classico” di Einaudi da Salvatore Settis, all’epoca direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, poi diventato Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e del Consiglio Scientifico del Museo del Louvre. Fra gli stranieri vinse Owe Wikstrom con “La dolce indifferenza dell’attimo – Elogio della lentezza” per Longanesi. Lo svedese Owe, fra le altre cose teologo, a cui tenni compagnia in qualità di cicisbeo da salotto parlante maccheronico inglese, fu folgorato dalla bontà del timballo e dalla caparbietà del Montepulciano d’Abruzzo, parlandomi di quando era andato dalla natia Svezia fino in Grecia in autostop, passando tanti anni prima per Roseto e conversando poi amabilmente sul baltic jazz del sassofonista Jan Garbarek.
Finì che all’alba gli feci da lepre apripista, per non sbagliare il bivio (ai tempi non c’era la rotonda del PalaMaggetti) che lo avrebbe riportato in macchina all’aeroporto di Fiumicino, per poi tornare a insegnare all’università di Uppsala, dalla quale mi mandò una gradita email che riassumo così: “Tornato sano e salvo, grande accoglienza, tutto buonissimo, grazie per l’incrocio giusto”.
Di questo premio un giurato come il compianto Franco Ferrarotti, padre della sociologia italiana, nel 2012 scrisse: «Il “Città delle Rose” è un premio che sceglie i propri autori tra gli ingegni più vivi presenti sulla scena europea. Una volta in più si conferma che la provincia italiana è esattamente l’opposto di una realtà provinciale. È la riserva intellettuale e morale di cui la nazione ha bisogno, soprattutto oggi, quando deve farsi strada per fronteggiare positivamente le nuove emergenze – dal precariato giovanile ai flussi migranti dal Nord Africa – una autentica e fattiva consapevolezza europea».
E siccome noi non vogliamo che tutti questi momenti vadano perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia, per dirla con l’immenso Rutger Hauer nei panni dell’androide Roy Batty in “Blade Runner”, io prego l’Amministrazione Comunale e la Giuria di continuare a innaffiare amorevolmente le Rose di questo premio. Perché di cultura si vive, mentre di oscurantismo si muore.
Dedico questa preziosissima menzione a Mamma Liliana e Papà Dino che 58 anni fa, il 12 ottobre 1968, all’Hotel Bellavista – alla cui costruzione partecipò anche Nonno Giovanni, in qualità di manovale – dove sono stato premiato alla loro presenza, si unirono in matrimonio.
Grazie a tutti.
Luca Maggitti Di Tecco
ROSETO.com > Archivio > 13 ottobre 2026
24° Premio di saggistica ‘Città delle Rose’
FILIPPO LA PORTA E ILARIA CAPUA VINCONO L’EDIZIONE 2026, MENZIONE PER LUCA MAGGITTI CON IL SUO OTESOR
Il resoconto della manifestazione, che ha visto la presenza in qualità di ospite d’onore di Alcide Pierantozzi, il video della premiazione di Luca Maggitti Di Tecco e l’Albo d’oro aggiornato.
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