Leo Capone.
Morro D’Oro, anno 2000. Leo Capone è il quarto da sinistra, alla destra di Massimo D’Alema, in occasione della visita all’azienda Cordivari del Presidente del Consiglio. [Elio D’Ascenzo]
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È scomparso a 75 anni, compiuti l’8 ottobre, l’ex Sindaco di Notaresco e Direttore Generale della Cordivari degli Anni 90. Un ricordo, intrecciato con la mia vita professionale. Gli devo la fiducia iniziale e due assunzioni. Gli sarò sempre grato.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 18 Ottobre 2026 - Ore 12:30
Oggi è morto Leo Capone. Aveva 75 anni e lascia la moglie Luisa e le figlie Debora e Vanessa. Nato a Roseto nel 1951, la sua famiglia si era presto trasferita a Guardia Vomano, dove tuttora viveva.
Ho conosciuto Leo quando ero studente. Tornavo da scuola alle Ragionerie, sostituivo Mamma Liliana nel suo bar, per permetterle di andare a cucinare, e servivo il caffè a Leo che era il ragioniere del Maglificio Primavera, di fronte al nostro locale, dove oggi c’è la Conad.
Lui rientrava dalla pausa pranzo e io stavo per andare alla mia pausa pranzo. In mezzo, il nostro saluto e il suo caffè.
Parlando con lui scoprii che mia nonna Scolastica, detta ‘Sterina, e sua madre Elettra, detta Letterina, condividevano le domeniche di lavoro in cucina al Ristorante Don Chisciotte (e forse pure Leo era cameriere lì, per arrotondare quando studiava) a Pagliare di Morro D’Oro. Erano i primi Anni 80 del secolo scorso.
Dopo il mio diploma (1988) e il servizio militare in Marina (1989), tornai dalla Capitaneria di Porto di Ravenna con il congedo firmato, nei primi mesi del 1990. Ero iscritto a Giurisprudenza, ma quel ragioniere al quale servivo il caffè, che nel frattempo aveva fatto carriera in aziende del Gruppo GEPI, mi volle a fare un colloquio e mi assunse in prova alla Manifattura Nuova Giulia. Lasciai l’università e mi dedicai al lavoro, forte della sua fiducia.
Poi Leo andò alla Cordivari, per diventarne Direttore Generale, affiancando il fondatore Ercole in un momento in cui la sua piccola impresa stava dispiegando le ali. Io lo raggiunsi – insieme a Roberto Clementoni – dopo un paio di anni e oltre, venendo assunto il primo dicembre 1993.
Negli anni alla Cordivari diventai anche il suo assistente di direzione. Il sodalizio professionale continuò anche un quarto di secolo fa, quando nel 2001 vinse le elezioni diventando Sindaco di Notaresco e mi chiese di diventare il suo consulente. Lo seguii per un semestre circa, insieme al segretario comunale Fabrizio Bernardini, poi le dimissioni dei consiglieri ne provocarono la caduta.
In questi ultimi 25 anni ci siamo sentiti poco, anche se mai potrò dimenticare la sua fiducia accordatami quando mi assunse – e avevo 21 anni – alla manifattura Nuova Giulia e poi espresse il suo placet nel 1993, quando Ercole Cordivari mi propose di andare a lavorare da lui.
Ho fatto molte cose insieme a Leo, alcune davvero grandi e importanti, soprattutto alla Cordivari, che nel decennio degli Anni 90 diventò la formidabile realtà che oggi tutti conosciamo.
Giornate intense e alcune nottate, perché c’era da trasformare una azienda artigianale in un complesso industriale, con tutto quel che la cosa comportava: dai nuovi capannoni al più performante sistema informativo, dai rapporti con le istituzioni alle riunioni in Confindustria, fino al Sistema Qualità UNI EN ISO 9020 e poi 9001, sempre con la Cordivari antesignana della modernizzazione industriale della nostra zona.
Leo seppe prima coagulare e poi coordinare, nella zona industriale di Morro D’Oro, una formidabile squadra di giovani talenti, supportando in modo determinante il geniale intuito per le persone del Cavalier Ercole e consentendo così a quel nucleo di moltiplicarsi negli anni.
Ho lavorato tantissimo per Leo. A volte fisiologicamente in disaccordo – saremo sempre due “coccioni” – ha smussato gli angoli l’amicizia nata al bancone del Caffè Liliana e il più profondo rapporto delle nostre famiglie, visto che mamma Liliana e sua moglie Luisa sono care amiche da sempre.
Gli devo molto, anzi moltissimo. E cioè l’aver avuto due occasioni di entrare, poco più che ventenne, in realtà lavorative in cui il mio impegno è stato premiato. Ho cercato di ripagare la sua fiducia con un impegno totalizzante, che credo ci abbia sempre fatto fare buona figura.
A Leo ho sempre benevolmente invidiato la pacatezza – credo appresa negli anni di GEPI – e il saper trattare ad alti livelli, frutto credo della sua passione politica (è stato un socialista).
Il suo ricordo è per me il ricordo di un decennio formidabile: quello della imperiosa crescita della Cordivari, con tutti i bellissimi momenti vissuti, come quando il Presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, nel 2000 rese omaggio all’azienda che si stava distinguendo come una delle più brillanti realtà del nostro territorio.
Le mie condoglianze a Luisa, Debora, Vanessa e a tutti coloro i quali hanno voluto bene a Leo, che ha sempre aiutato tante persone.
Riposa in pace, Direttore.
Luca Maggitti Di Tecco
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