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Enrico Schiavina - Storie di Cadetteria
INNOCENZO FERRARO E LA SUA SERATA SFORTUNATA
INNO
Innocenzo Ferraro.


Enrico Schiavina, giornalista di Superbasket, ci racconta del rosetano Innocenzo Ferraro e della bella giocata fra Forlì e Omegna.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerdì, 21 Maggio 2010 - Ore 02:20

Innocenzo Ferraro non ha mai giocato nel Roseto Basket di A, ma è rosetano di nascita, rosetano doc. Più dei tanti ex delle varie Roseto di livello alti sparsi per i nostri campionati, forse proprio lui che è solo un ex della Roseto di B2 rappresenta meglio di tutti lo spirito del Lido delle Rose tra i canestri di vertice.

Ferraro fa la A dilettanti a Omegna e ieri sera ha giocato in una grande partita, gara3 del secondo turno di playoff contro la grande favorita Forlì.

Coi suoi riccioli e il suo cerchietto in testa, Innocenzo può sembrare un giocatore frivolo, ma al contrario è un grande lottatore. Ha piazzato un paio di triple, ha segnato conquistandosi il rimbalzo offensivo, ha messo in mostra un repertorio tecnico discretamente ampio, per un 4 che in passato molti credevano potesse giocare solo da 5 dalla B2 in giù.

Soprattutto, in una serata di vera battaglia, Ferraro (che i tifosi di Omegna chiamano "Ferro") si è battuto come un leone, spesso a terra, sempre nella mischia. Ha segnato 10 punti in 29 minuti, ha difeso forte, ci ha messo l'anima. Infatti, il pubblico di casa se l'è presa spesso con lui, segno che lo temevano.

E' stata una serata speciale, quella del Palafiera di Forlì. In un palazzo caldissimo, davanti a un grande pubblico (3.500 circa), nell'aria le emozioni che solo una partita senza domani può dare.

Con lo spettro dell'eliminazione sulle spalle e i fantasmi dei fallimenti del passato che riapparivano da dietro a ogni colonna, una Forlì a lungo paralizzata dalla paura è finita sotto anche di 17 punti, nel secondo quarto. E' risalita lentamente, con fatica, e Omegna l'ha più volte ributtata indietro. Quella piemontese peraltro è squadra esperta, profonda, e Andrea Zanchi ha indovinato in pieno il piano-gara, dettando i ritmi a proprio piacimento, togliendo all'avversaria la sua arma principale, la corsa.

Ci ha messo quasi tutta la partita Forlì a tornare pari, e quando ci è riuscita stava per buttare via tutto: sul +2 a un paio di secondi dalla fine, la strana scelta di fare fallo, commesso da Pablo Forray (il quinto!), che assieme a Farioli era stato il migliore in campo dei romagnoli, su Marco Carra. Offrendo cioè due liberi al giocatore di maggior qualità individuale tra i venti presenti. Che però - e vedete com'è il basket... - ne ha sbagliato uno. Pandemonio e invasione di campo liberatoria da parte del pubblico di casa.

Per motivi tattici, drammaticità, partecipazione del pubblico, importanza del risultato, episodi, è stata una di quelle serate che ti fanno amare i playoff, amare questo campionato, amare questo sport. Anche se è solo terza serie.

E' stata una grande serata di basket, e c'era dentro un rosetano protagonista, anche se dalla parte sbagliata.
Enrico Schiavina
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