BANCA TERCAS TERAMO 55
CANADIAN SOLAR BOLOGNA 62
Parziali: 18-15; 35-37; 39-57; 55-62.
Ultima di andata al Palaskà, Teramo (8) affronta la Virtus Bologna (14) di coach Lardo, che deve rinunciare al lituano Gailius (1988), rimpiazzato dall’acerbo Gaddefors (1992).
Accoglienza davvero calorosa per i due ex Poeta e Amoroso, beniamini del pubblico teramano fino alla stagione scorsa e da quest’anno alla corte del Presidente Sabatini, da sempre in ottimi rapporti con il Presidente Antonetti.
La posta in palio è decisamente importante per entrambe le formazioni, Teramo parte con il solito quintetto e cioè Zoroski, Diener, De La Fuente, Davis e Fletcher, Bologna risponde con Poeta, Koponen, Winston, Amoroso e Homan.
Diener (13) cerca di aggredire subito la gara piazzando una tripla, stoppando Koponen (7p per il finlandese classe 1988) e segnando in contropiede (5-0), ma in un amen i virtussini replicano con un parziale di 0-7 che garantisce un possesso di vantaggio (5-7).
Ancora un break di 5-0 per i locali (10-7) firmato da Fletcher e De la Fuente, ma quattro punti consecutivi di un positivo Poeta (12) siglano il nuovo vantaggio bolognese (10-11).
Penetrazione in slalom e due punti eleganti di Zorro (8p + 6 assist ma 0/6 da 3p!) per il 12-11, un tiro libero del gladiatore Sanikidze restituisce la parità agli ospiti (12-12).
Entra Boscagin (5), che in attacco coach Ramagli utilizza anche da ala forte tattica, e l’ex Reggio Emilia piazza subito una bella tripla dall’angolo (15-12), dall’altra parte assistiamo ad una forzatura di Winston che presta il fianco ad un comodo contropiede biancorosso, chiuso energicamente da Fletcher con una schiacciata che costringe coach Lardo a chiamare time-out quando mancano 2’42”… Teramo è avanti di cinque, 17-12..
Teramo difende forte e per due azioni gli ospiti non segnano, ma in attacco la squadra di coach Ramagli non ne approfitta e così Bologna, grazie ad un libero di Moraschini (1991) e ad un prezioso rimbalzo offensivo del georgiano Sanikidze accorcia sul 17-15, fino a quando in casa teramana il neo arrivato Young (1) non realizza dalla lunetta (18-15) l’unico punto di una gara fatta di sette minuti decisamente deludenti… finisce il primo quarto tutto sommato in linea con le aspettative di una gara che si annuncia poco spettacolare e molto equilibrata e combattuta.
Il secondo quarto coach Ramagli schiera un quintetto a dir poco “coraggioso” (Rullo, Diener, Boscagin, Polonara e Young) e gli ospiti piazzano un break di 0-6 che riporta Bologna sul 18-21.
Rientra Fletcher che, ben imbeccato da Rullo, realizza da sotto il 20-21, poi Sanikidze punta 1c1 Polonara (1991) e la differenza di mestiere determina un gioco da 3p (canestro e fallo) che fanno capire subito al giovane marchigiano che la serata riserverà pochissime gioie… infatti il giovane Achille giocherà solo cinque minuti, probabilmente i peggiori della stagione.
Sul 20-24 coach Ramagli chiede sospensione, ma l’uscita dal time-out non è quella sperata e prima Winston e poi lo scugnizzo di Battipaglia regalano ai bianconeri il primo vero tentativo di fuga (20-28).
Ma Teramo non ci sta, e sospinta anche da una bella tripla dello spagnolo De La Fuente (6p + 10r) e dall’ardore di Davis (6p + 10r) torna in linea di galleggiamento e chiude il primo tempo sotto di due (35-37).
Alla fine del primo tempo noto, dal foglio delle statistiche, due peculiarità: la prima è che non c’è ancora un solo giocatore in doppia cifra, la seconda, molto anomala, è che la valutazione di squadra dei locali, nonostante lo svantaggio, è superiore a quella degli ospiti, per la precisione 43 contro 35… come dire, il basket è un gioco einsteiniano: tutto è relativo!
Il terzo quarto per Teramo è da film dell’orrore: un incredibile parziale di 4-20, condito da numerose palle perse e anche da qualche tiro completamente aperto che però si infrangeva inesorabilmente sul ferro, mette le ali a Winston (14) e soci, che con una tripla sulla sirena del liberissimo Amoroso (8p + 7r, 1/6 da 3p) raggiungono il + 18 (39-57).
Per la cronaca, i quattro (!) punti realizzati nel tempino dai biancorossi sono venuti da due liberi di Zoroski e da un tiro in sospensione dal mezzo angolo di Fletcher (13p + 9r).
Quando inizia l’ultima frazione il pubblico è ammutolito e quasi rassegnato, gli ospiti commettono l’errore di alzare le braccia dal manubrio, coach Ramagli riesce miracolosamente a toccare le corde giuste ai suoi giocatori e la gara clamorosamente si riapre!
Infatti, con 6 minuti ancora da giocare, i teramani confezionano un break di 13-0 da leccarsi i baffi, parziale tra l’altro sancito da una tripla presa coraggiosamente da Rullo (3p in 13m) proprio in faccia a Poeta (52-57).
La Virtus, con il pubblico teramano gasatissimo, continua a pasticciare in attacco e Teramo ha ben tre (!) opportunità consecutive (due nella stessa azione) di tornare a – 2, ma le triple scagliate da Rullo e Diener non sono accolte dagli dei del basket, e così Poeta con una penetrazione delle sue riporta Bologna a distanza di sicurezza (52-59).
Teramo, dopo la fiammata iniziale, continua a fare fatica in attacco e nonostante Bologna continui a balbettare nella metà campo offensiva il vantaggio felsineo non trema, anzi, a 2 minuti dalla fine, viene rinforzato da una tripla da playground del talentuoso Winston (52-62).
Teramo ha un ultimo sussulto quando Fletcher ha in mano, esattamente sul 54-62 a 40” dalla sirena, la palla del – 5, ma la sua generosa tripla non entra e coach Lardo può tirare un sospiro di sollievo… non capita tutte le domeniche di vincere, addirittura in trasferta, segnando la miseria di 5 punti nell’ultimo quarto!
Mvp decisamente Sanikidze, 11p + 10r in soli 17 minuti, con 20 di valutazione… mica male!
Un passo indietro per la truppa di Ramagli, che deve anche fare i conti con una notizia a fine partita poco gradita: Brindisi di coach Bechi ha espugnato Avellino (79-80) e adesso ha raggiunto quota 10 in classifica, lasciando l’ultimo posto in solitaria proprio a Lulli e compagnia.
E’ proprio vero che quando piove grandina, ma se non riesci a vincere in casa tenendo gli avversari a quota 62… e quando vinci? Persa un’occasione davvero ghiotta, che rischia di vanificare quello che di buono Teramo aveva fatto nella gestione Ramagli, oggi fermo a 4 vinte e 5 perse giocando 5 volte in casa e 4 fuori.
Prossima avversaria in campionato l’Olimpia Milano (24), rivitalizzata dal Nano ghiacciato e con un roster allestito per contrastare la corazzata Siena (28).
E’ dura, ma non date per spacciata la franchigia abruzzese… ci sono ancora 30 punti in palio, la strada per la terra promessa è ancora lunghissima, e non solo per Teramo.
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