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Matteo Boniciolli [Dialoghi sulla Via della Seta]
GIOIE KAZAKE, DOLORI ITALIANI.
Matteo Boniciolli.

Zam Fredrick I, con la maglia di Pesaro, a Roseto, al Trofeo Lido delle Rose 1985.

Zam Fredrick II, con la maglia di South Carolina.

Intervista aperta con Matteo Boniciolli, coach che allena l’Astana. Seconda chiacchierata.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 20 Aprile 2013 - Ore 19:00

Matteo, hai appena vinto Gara 1 della Finale per il Campionato del Kazakhistan, di cui sei Campione in carica con il tuo Astana. Che ci dici di  questo Barsy Atyrau, battuto 102-94?
«Atyrau è una buona squadra, costruita in maniera interessante. Guardie e ali piccole sopra i due metri e grandi tiratori. Centri “undersized” veloci e perimetrali. La stella è il figlio di Zam Fredrick, formidabile realizzatore che giocò in Italia, a Bologna e Pesaro, negli Anni Ottanta. Sono i nostri avversari “storici”, sempre battuti ma sempre con grande difficoltà. In Gara 1 siamo partiti malissimo, finendo sotto di 23 punti. Poi, guidati da un precisissimo Brion Rush e da David Simon sotto canestro, abbiamo recuperato nel terzo quarto e vinto con difficoltà nell’ultimo quarto, difendendo in maniera accettabile negli ultimi dieci minuti. La formula è 2-2-1 e speriamo di chiudere in tre gare, perché il primo maggio abbiamo Gara 1 di Playoff della VTB League. Non sarà facile».
 
A proposito dei Playoff della VTB League, superlega in cui abbondano squadre di Eurolega e Eurocup, andate al gran ballo dei signori senza complessi di inferiorità?
«Siamo tutti molto orgogliosi di aver rispettato gli obiettivi che il Club ci diede due anni fa, qualificandoci ai Playoff da quinti, in un gruppo in cui c'erano Khimki e Kazan (gli ultimi due vincitori dell'Eurocup), San Pietroburgo e Donetsk (che hanno fatto l'Eurocup), Lyetuvos (che ha fatto l’Eurolega come il Khimki) e Samara (qualificata alla Final Four di Eurochallenge). Durante la stagione regolare, siamo stati battuti due volte solo dal Kazan. Abbiamo vinto due volte con Mariupol e Tallin, battuto gli altri in casa. Ecco perché pensiamo di poter competere con Riga, che affronteremo nei Playoff e che ha più atletismo di noi ed un livello medio più alto, ma prime punte inferiori alle nostre. Ci proviamo».
 
Dulcis in fundo, sei stato nominato nella Top Ten della VTB League. È una sorta di lasciapassare? E se sì, verso cosa?
«Essere stato nominato nella lista delle “Ten Stars” della Regular Season della VTB è stato un grande orgoglio. Otto giocatori di altissimo livello (Lavrinovic, Khryapa, Calathes) e solo due allenatori: io e Bazarevich, coach del Samara. Ho avuto la fortuna di essere stato nominato Allenatore dell'anno in Italia ed in Kazakhistan, ma questo riconoscimento, in una lega transnazionale di così alto livello, mi ha fatto enormemente piacere. È il riconoscimento di un grande lavoro fatto assieme ad uno staff di prim’ordine, con il GM Valery Tikhonenko ed il preparatore atletico Alejandro Urrutia su tutti, senza dimenticare i miei tre assistenti ed uno staff medico di primo livello. Sono venuto in questa parte del mondo per imparare e per confrontarmi con alcuni tra i migliori allenatori d'Europa. Essere stato inserito, al secondo anno, tra le dieci stelle della Lega credo significhi essersi aperti un nuovo mercato ed aver dimostrato che l'esperienza romana è definitivamente alle spalle».
 
Dall’Asia Centrale, ti riporto – almeno virtualmente – in Italia. Cosa pensi del “Romanzo Quirinale”?
«Ho seguito con grande sofferenza il complicatissimo percorso che ci ha appena portando alla rielezione di Giorgio Napolitano. Credo che la lacerazione politica, istituzionale e sociale del nostro paese abbia raggiunto un livello molto  vicino al “non ritorno”. Un’intera classe dirigente, grillini compresi, che non riesce a trovare un accordo civile su un incarico così importante, dovendo  ricorrere ad un ritorno di Napolitano per rimandare la soluzione definitiva del problema, dimostra quanto il nostro sistema non sia riuscito, spirata la Prima Repubblica, a creare un ricambio credibile nella classe dirigente, lasciandoci in mano a mezzi leader, guitti, generici furfanti e qualcuno con buone idee, ma incapace di trasmetterle e vincere una competizione elettorale. Siamo da anni in  una situazione critica, ma la sensazione, vivendola da lontano, è che il baratro si stia avvicinando, mentre si continua a discutere senza costrutto».
 
Chi avresti voluto come Presidente della Repubblica e per quale motivo?
«Non ho nessun titolo per indicare dei nomi. La cosa che mi ha sorpreso è che qualcuno abbia avuto il coraggio di proporre Silvio Berlusconi per questa carica. Dalle cene eleganti con le Olgettine al Quirinale. Incredibile».
 
Italia sempre peggio?
«Italia fuori controllo, tutti contro tutti, in un momento di crisi gravissima. Una miopia suicida degenerata in cecità. Non so come se ne possa uscire».
 
 
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DIALOGHI SULLA VIA DELLA SETA
 
15 marzo 2013
Matteo Boniciolli [Dialoghi sulla Via della Seta]
LETTERE DAL KAZAKHISTAN
Intervista aperta con Matteo Boniciolli, coach che allena l’Astana.
 
Luca Maggitti
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