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Martedì, 27 Settembre 2022 - Ore 15:30 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Serie A2 Femminile – Girone Sud – Panthers Roseto
INGAGGIATA ANNA KELLY, USCITA DA FORDHAM UNIVERSITY COME CHARLIE YELVERTON CHE, A ROSETO, SUONAVA IL SASSOFONO COMPRATO DA KAREEM ABDUL-JABBAR...
Anna Kelly.

Anno 2013. Charlie Yelverton suona il sassofono Selmer, comprato da Kareem Abdul-Jabbar – al circolo virtuoso Il Nome della Rosa di Giulianova, fotografato da Cristian Palmieri.

Anno 2017. Kareem Abdul-Jabbar riceve da Luca Maggitti il suo libro ‘Il Cuore del Roseto’, a Pescara, fotografati da Mimmo Cusano.

Parlando di basket, tutto nasce o passa per Roseto e poi si espande. Leggete questo articolo...

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 10 Agosto 2022 - Ore 12:15

Le Panthers Roseto hanno ingaggiato la comunitaria.

Si tratta della playmaker Anna Kelly, statunitense di passaporto irlandese, classe 1997 di 169 cm, nativa di Lexington, Massachusetts.

Dopo la formazione cestistica alla Fordham University di New York, Anna Kelly ha giocato da professionista in Svezia, Romania, Belgio e Germania.

Questo il commento sull’ingaggio di coach Massimo Romano: «Anna sarà una giocatrice importantissima per noi. Possiede un’ottima gestione del ritmo in attacco, ha la capacità di far giocare bene la squadra e potrà garantirci punti in attacco con il suo grande talento realizzativo e la sua creatività».

Parlando di pallacanestro, Fordham University, Irlanda e Roseto, la mente corre a Charlie Yelverton, indimenticabile campione statunitense che con i Rams di Fordham ha giocato dal 1967 al 1971, prima di venire in Italia e vincere Coppa dei Campioni (da straniero di coppa, voluto da coach Sandro Gamba) e Scudetto a Varese.

Prima della sua avventura oltreoceano (iniziò in Grecia prima di approdare a Varese) e dopo il college, Yelverton giocò una stagione in NBA, venendo scelto dai Portland Trail Blazers al 2° giro, con il numero 8 nel Draft 1971.

La sua esperienza fra i professionisti durò poco, perché aderì alle proteste degli afroamericani e, prima di una partita del 1972 fra la sua squadra e i Phoenix Suns, rifiutò di alzarsi al momento dell’inno nazionale degli Stati Uniti d’America. Un Mahmoud Abdul-Rauf ante litteram, insomma.

A tal proposito, in una bella intervista rilasciata nel 2016 a Paolo Brusorio per il quotidiano La Stampa, Yelverton racconta quel momento. Questo un frammento di conversazione fra il giornalista e l’ex giocatore.

Portland, 1972. Trail Blazers vs Phoenix Suns. Inno nazionale. Tutti in piedi, tranne uno. Lui. Charlie Yelverton da New York, guardia di Portland, cresciuto con i frati irlandesi alla Rice High School, diventato grande a Fordham University dai gesuiti «e i frati sì che andavano nel ghetto, mai visto invece un gesuita da quelle parti».
Perché quella protesta?
«Erano i tempi dei figli dei fiori e avevo cominciato a leggere i filosofi indiani. Arrivavo da troppi anni di scuole cattoliche, la mia testa stava cambiando. Dentro l’Nba tutti vedevano le discriminazioni, se eri nero non potevi ammalarti, altrimenti il tuo posto finiva ai bianchi. Valeva per tutti noi. Sidney Wicks era la stella, guadagnava 500 mila dollari all’anno, era un misto tra James Brown, Jimi Hendrix e Flip Wilson, un comico di allora. Io ne portavo a casa trentamila, ma il massaggiatore non faceva differenze: quando doveva trattare i nostri muscoli si metteva i guanti, non aveva mai toccato un nero».
[...]
Come reagì la società?
«In campo coach Todd non si accorse di niente, era voltato verso la bandiera. Poi venne licenziato, tra le colpe anche quella di non saper imporre la disciplina alla squadra».
E il pubblico?
«Non ero in quintetto base, così quando Todd mi mandò in campo venni fischiato e insultato, mi urlavano comunista di merda. Poi inventai un supercanestro e giù applausi».
Conseguenze?
«Fui convocato dai vertici di Portland. Mi chiesero le ragioni della protesta e io, invece di parlare di discriminazione, me la presi con l’allora presidente Nixon: sosteneva di aver ritirato le truppe dal Vietnam, quando io invece avevo ancora amici in guerra».
Come reagirono?
«Mi dissero: “lei non può esprimere opinioni politiche”. E io: “Vedete, allora non sono un cittadino americano libero”. Mi multarono di 300 dollari, però a fine anno fui tagliato. Girò la voce che facevo parte delle Black Panthers, Tutto falso, ma fecero terra bruciata intorno. Per me era finita. Lasciai gli Usa».

Charlie Yelverton – che poi si è pentito di quel gesto che gli ha cambiato carriera e vita – ha giocato il Trofeo Lido delle Rose e i più anziani rosetani lo ricordano suonare il suo inseparabile sassofono sotto le palme dopo le partite, aspettando l’alba in spiaggia.

Nel 2013, a gennaio, Yelverton capitò a Roseto degli Abruzzi facendo un laico pellegrinaggio all’Arena 4 Palme per rivederla e poi un incontro al circolo virtuoso Il Nome della Rosa di Giulianova, per parlare di basket e musica.

In quella occasione, raccontò di aver comprato il suo sax marca Selmer da Kareem Abdul-Jabbar. In molti alzarono il sopracciglio, qualcuno sorrise beffardo, in pochi credettero a Charlie.

Poi, siccome gli dei del basket vogliono bene al Lido delle Rose, nel 2017 Kareem Abdul-Jabbar fu invitato a Pescara per una conferenza e io gli chiesi se la storia fosse vera. E il padre del “Gancio Cielo” confermò, come da video che allego dopo la composizione delle Panthers Roseto 2022/2023, unitamente a qualche articolo a tema, tratto dall’archivio di Roseto.com.

Sia per ribadire che – parlando di basket – tutto nasce o passa per Roseto e poi si espande, sia per far capire ad Anna Kelly – benvenuta e in bocca al lupo – che aria tira, cestisticamente e culturalmente parlando, da queste parti.

PANTHERS ROSETO 2022/2023
Coach: Massimo Romano.
Vice allenatore: Giovanni Montuori.
Direttore sportivo: Laura Ortu.
Preparatrice atletica del settore giovanile: Simona Di Giandomenico.

ORGANICO
Anna Kelly, 1997, playmaker, 169 cm.
Benedetta Dell’Orto, 2001, playmaker, 166 cm.
Tijana Metreva, 2001, playmaker, 174 cm.
Ludovica De Marchi, 2002, guardia, (altezza non comunicata).
Martina Lombardo, 1996, guardia-ala, 177 cm.
Chiara Schena, 2004, ala, 180 cm.
Heloise Azzola, 2004, ala, 182 cm.
Sofia Dell’Olio, 1998, centro, 192 cm.
Giorgia Manfrè, 1992, centro, 185 cm.

ROSETO.com > Archivio
CHARLIE YELVERTON & KAREEM ABDUL-JABBAR


VIDEO
11 marzo 2017
KAREEM ABDUL-JABBAR E IL SASSOFONO VENDUTO A CHARLIE YELVERTON
Risposta alla domanda di Luca Maggitti: «Ricorda di aver venduto il suo sax a Charlie Yelverton nei primi Anni ‘70, dopo una partita a scacchi?».
https://www.facebook.com/724025957636400/videos/1361684073870582/

22 gennaio 2013
Basket & Jazz
CHARLIE YELVERTON AL NOME DELLA ROSA!

Il campione di basket del passato, domenica 27 gennaio 2013 a Giulianova alle ore 21.30, per un dialogo su basket e jazz. Imperdibile.
http://www.roseto.com/scheda_news.php?id=11152

26 gennaio 2013
Storie di Basket
IL CAMPIONE COL SAX, L’EX ARBITRO CHE VISSE DUE VOLTE E IL PALAZZETTO NELLA CITTÀ FERITA.

Storia di Charlie Yelverton, Roberto Nardecchia e del PalaAngeli, che si inaugura a L’Aquila domenica 27 gennaio 2013, alle ore 11.
http://www.roseto.com/scheda_news.php?id=11160

14 marzo 2017
Kareem Abdul-Jabbar
IL MITO DEL ‘GANCIO CIELO’ A PESCARA, FRA IL BAGNO DI FOLLA, IL SAX VENDUTO A YELVERTON, LUIGI LAMONICA E IL ROSETO SHARKS.

L’articolo pubblicato, con richiamo in prima pagina, sul MESSAGGERO Abruzzo domenica 12 marzo 2017.
http://www.roseto.com/scheda_news.php?id=16048

Luca Maggitti
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