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Venerdì, 5 Giugno 2026 - Ore 0:45 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

74° Festival di Sanremo
ENRICO MELOZZI: LARGO AL FACTOTUM DELLA CITTÀ!
Enrico Melozzi esulta per aver vinto il 71° Festival di Sanremo, nel 2021, in qualità di direttore d’orchestra dei Maneskin.

Enrico Melozzi e i Maneskin sul palco del 71° Festival di Sanremo, nel 2021.

Rai 5, 9 novembre 2014. Enrico Melozzi e Giovanni Sollima con il progetto 100 Cellos, in concerto per i 25 anni della caduta del Muro di Berlino.

Intervista al direttore d’orchestra teramano, che parla degli inizi, di cosa lo ha portato al successo, della Notte dei Serpenti e di cosa farebbe se venisse chiamato a dirigere un ente musicale abruzzese. Infine, una riflessione fra arte, vita e mor

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 03 Febbraio 2024 - Ore 17:00

Enrico Melozzi, abruzzese di Teramo, 47 anni il prossimo 22 giugno, è al Festival di Sanremo per l’ottava volta.

Compositore, direttore d’orchestra e violoncellista, Melozzi dirigerà l’orchestra per quattro artisti: Mr Rain (Due altalene); Ghali (Casa mia); Gazzelle (Tutto qui); Bunker44 (Governo Punk).

Seguendolo dal 2009 – anno della prima intervista – ho approfittato della gentilezza di Enrico per questa intervista telefonica, ritagliata fra i suoi molteplici impegni. Poi, in calce, gli articoli che lo riguardano, pubblicati negli anni precedenti su Roseto.com.

Eccola.

Enrico Melozzi, dalla Notte dei Serpenti al Festival dei Fiori. Nat King Cole potrebbe dedicarti “Nature Boy”. Tu, invece, che canzone useresti per questo legame fra la kermesse abruzzese e quella sanremese?
«“Nature Boy” a me, da Nat King Cole? Magari! Per risponderti, ora che mi ci fai pensare, mi vengono in mente due brani. Il primo è “Impressioni di settembre” della PFM: un pezzo meraviglioso, che ho anche avuto l’onore di suonare con loro. Poi la cavatina del “Barbiere di Siviglia”... largo al factotum della città... perché comunque la mia caratteristica musicale è quella di cambiare genere e di cambiare pelle, come i serpenti, per trasformarmi in ciò che in quel momento serve. Quindi cosa c’è da fare? Pop, rock, musica popolare, musica sinfonica, lirica, musica da cinema o da teatro? Io sono sempre pronto alla sfida!».

Alla prima edizione, La Notte dei Serpenti trasmessa su Rai 1 ha battuto la pugliese Notte della Taranta, che da oltre 20 anni è una iniziativa meravigliosa e ormai consolidata. Che messaggio hai letto, fra i numeri di quegli indici Auditel, per l’Abruzzo?
«Leggo di una terra molto amata da tutti gli italiani. Io giro molto e non c’è nessuna persona che, quando si nomina l’Abruzzo, non si dica stupita della bellezza di questa terra, che dalla montagna più alta degli Appennini consente di scorgere il mare. L’Abruzzo è un posto unico al mondo e sono felice di aver suscitato tanto interesse nella gente che se lo è visto raccontare da noi. La Notte dei Serpenti per me è l’immagine di un popolo che finalmente va a riprendersi la leadership nella musica popolare, avendo la tradizione più antica. Penso che sia stato un po’ sciocco da parte nostra ricordarcene così tardi... ma meglio tardi che mai! Siamo ri-partiti alla grande per l’edizione 2024, forti della vittoria del 2023, perché adesso dobbiamo accettare la sfida di portare l’Abruzzo al centro della musica popolare mondiale. Secondo me è un obiettivo raggiungibile, a patto di restare uniti come nella prima edizione, che ha potuto contare su collaborazioni trasversali a livello artistico e generazionale, che hanno partorito preziosi suggerimenti o cose che non conoscevo. Mentre penso all’edizione 2024, per la quale abbiamo avuto una bellissima risposta da parte di tanti artisti che si sono proposti, non posso non ringraziare tanto chi mi ha dato modo di riuscire a realizzare questo progetto, che somiglia a un piccolo miracolo, e cioè il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio».

Dalle occupazioni teramane all’organizzazione di progetti di rilevanza internazionale come 100 Cellos o manifestazioni che portano l’Abruzzo alla ribalta, anche sulla rete ammiraglia Rai. Oltre alla tua mastodontica forza di volontà, chi e cosa devi ringraziare?
«Sicuramente i miei genitori, che mi hanno fatto studiare e sempre appoggiato e finanziato nelle iniziative del mio percorso artistico, tanto da risultare di fatto i miei primi produttori. E poi il popolo, che mi ha sempre appoggiato. Perché quando hai l’appoggio della gente comune, è molto più semplice realizzare i tuoi progetti, mentre da solo è tutto maledettamente difficile. Infine, credo di dover anche ringraziare me stesso e la mia volontà nell’averci creduto. Perché quando studiavo dando tutto me stesso alcune cose che all’epoca potevano apparire senza senso – e invece un senso ce l’avevano, ma serebbe germogliato nel futuro – sarebbe stato facile mollare tutto. Una chiave importante, che mi sento di condividere a tutti i livelli e di sottolineare ai giovani, è perciò quella di credere a un progetto anche e soprattutto quando nessun dato oggettivo ti spinge a farlo, ma tu senti che è la cosa giusta da fare e quindi ci metti tutto te stesso. Per me è uno dei segreti per andare lontano».

Nel 2012 Noemi viene a sentire un concerto di Sarah Jane Morris, con la quale collaboravi. Vi conoscete e vai a Sanremo con lei per la prima volta. Poi diventi un habitué, vinci coi Maneskin e dirigi artisti molto di tendenza come Achille Lauro. Loro passano, tu resti sempre “Melox” e la narrazione non riesce mai a incasellarti come un semplice comprimario dei protagonisti. Lo devi alla tua cultura e alla capacità di fare sempre cose nuove, al “physique du role” oppure a cosa?
«Al mio entusiasmo. Per anni mi hanno chiamato l’entusiasta, come se fosse una presa in giro. Invece in quell’entusiasmo c’è passione, disponibilità, capacità di trascinare. Poi avrò anche questo fisico, l’aspetto da mattacchione, gli splendidi abiti di Luigi Bianchi, ma credo che tutto parta dall’entusiasmo».

A Sanremo 2024 cali il poker: ce la fai ad associare 3 parole a ogni artista?
«No, assolutamente. Rischierei di cadere nel banale. Dunque, però vediamo... Mr Rain è poetico, profondo, amichevole. Ghali è politico, analitico e indipendente. Gazzelle è indie, intelligente (molto) e romano. Bunker 44 sono freschi, affiatati e punk. E abbiamo risposto pure a questa!».

Accetteresti la direzione artistica di un ente musicale importante del tuo Abruzzo? E se sì, con quali prime 3 linee guida strategiche?
«Ovviamente sì. D’altronde, “La Notte dei Serpenti” è già a suo modo un ente. Comunque, mi farebbe piacere con tutto il cuore assumere la direzione di un ente musicale, al quale applicherei le linee guida di visione totale, cambiamento radicale e ribaltamento generale delle regole che finora hanno guidato la cultura in Abruzzo, per guardare al popolo. Perché se fai cultura devi riuscire a tradurla sempre a tutti e non farla apprezzare soltanto da una nicchia di intenditori e appassionati. La vera sfida è arrivare alla gente comune».

Nel 2012, il tuo sogno era vincere il Premio Oscar per la colonna sonora. Resta lo stesso una dozzina di – molto soddisfacenti, dico io – anni dopo?
«Qualche anno fa ero più concentrato sul cinema. Oggi il cinema – e in particolar modo quello italiano – un po’ soffre e io ho avuto qualche delusione, da un ambiente in cui puoi realizzare la colonna sonora più bella del mondo, ma non ti fanno neanche una intervista e non sei calcolato da nessuno, salvo apparire nei titoli di coda. Certo, sarebbe bello lavorare ancora per il cinema e arrivare all’Oscar, ma dopo una dozzina d’anni da quella risposta ti dico che mi piacerebbe molto inaugurale una stagione lirica in un grande teatro come La Scala, l’Opera di Roma, il San Carlo di Napoli o il Massimo di Palermo. È un altro sogno vero e proprio – come l’Oscar 12 anni fa – visto che la lirica credo si sia trasformata in un museo in cui si eseguono quasi soltanto opere di compositori defunti. Perciò sarebbe un’altra sfida da asticella altissima, che varrebbe un Premio Oscar. Vediamo cosa succederà».

Yuriy Kerpatenko – tuo collega ucraino, un anno in più di te – è stato ucciso a ottobre 2022 dall’esercito invasore russo in Ucraina. Era il direttore della Filarmonica di Kherson e si era rifiutato di esibirsi in un concerto organizzato dalle forze di occupazione. Se qualcuno invadesse l’Italia e ti chiedesse di dirigere, tu cosa faresti?
«Sai che di fronte alle ingiustizie e alle scorrettezze sono il tipo che reagisce, anche d’istinto. Qui però parliamo di una tragedia in cui un artista ha dato la vita ed è una domanda veramente tosta perché noi, per fortuna, non viviamo in quel contesto. Col cuore la prima risposta è quindi che mi rifiuterei, mentre razionalmente ti dico che forse ne approfitterei per realizzare un brano mio, che abbia un significato che chi sta dalla parte degli invasi potrebbe capire. Una sorta di boicottaggio in musica, conservando il bene supremo della vita. Perché tutti noi siamo più utili da vivi che da morti e da vivi possiamo continuare a combattere».

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ENRICO MELOZZI


20 gennaio 2010
Il Nome della Rosa
ENRICO MELOZZI AL NOME DELLA ROSA: INTERVISTA E PRESENTAZIONE DEL SUO NUOVO DISCO.
Giovedì 21 Gennaio 2010, alle ore 21.30, nell’ambito del ciclo ‘Vita d’Artista’.
https://www.roseto.com/scheda_news.php?id=8838

29 febbraio 2012
Musica
ENRICO MELOZZI: IL SOGNO DOPO IL FESTIVAL DI SANREMO? VINCERE L’OSCAR!
Intervista al ciuffatissimo direttore d’orchestra, a Sanremo con Noemi.
http://www.roseto.com/scheda_news.php?id=10076

31 maggio 2015
Musica
ENRICO MELOZZI: CON QUEL CIUFFO PUO’ DIRE CIO’ CHE VUOLE.
L’articolo pubblicato in prima pagina sul MESSAGGERO Abruzzo lunedì 1 dicembre 2014.
http://www.roseto.com/scheda_news.php?id=13801

17 novembre 2021
Musica
THE NIGHT SYMPHONY, LA NUOVA SINFONIA DI ENRICO MELOZZI.
Il 19 novembre 2021 esce su tutte le piattaforme digitali il lavoro del compositore e direttore d’orchestra teramano. Il comunicato.
http://www.roseto.com/scheda_news.php?id=19470

1 settembre 2023
Abruzzesi buoni per il mondo
ENRICO MELOZZI: LA NOTTE DEI SERPENTI È UN SUCCESSO ANCHE IN TV, I 100 CELLOS INCANTANO MADRID...
L’artista teramano incassa due grandissime soddisfazioni nel giro di pochi giorni e continua la sua tonitruante carriera. D’altronde, in una intervista del 2012, dopo il Festival di Sanremo, dichiarò: ‘Il prossimo obiettivo? Vincere l’Oscar!’.
http://www.roseto.com/scheda_news.php?id=20922

Luca Maggitti Di Tecco
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