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[PRECEDENZE E SAFARI UMANI]
Oggi, in un incrocio di una via interna di Roseto degli Abruzzi, un automobilista non ha osservato lo stop e, oltre a non darmi la precedenza, per soprammercato mi ha mandato a Pineto (a quell’altro paese, intendo).
Sorridendo, ho ripreso a pedalare (mi ero fermato per prudenza, pur avendo la precedenza e consapevole che una bicicletta e un corpo in ciabatte poco possono contro un suv) e pensato a quanto una larga fetta di popolazione, in costante aumento, sia sempre più feroce, digrignante denti, desiderosa di comandare su ogni metro calpestato dalle proprie sacre suole, in barba a qualsiasi legge e/o regolamento.
Tornato a casa, mentre ancora non mi capacitavo, in televisione hanno ripreso l’argomento dei safari umani, risalenti alla Guerra in Jugoslavia dei primi Anni 90 del secolo scorso.
Safari umani. E cioè ricchi imprenditori e liberi professionisti – in massima parte appassionati di armi e caccia, oltre che malati di mente, col senno di poi – che, con tanto di agenzia, andavano sulle alture di Sarajevo per sparare ai civili vittime dell’assedio.
Sparavano con tanto di listino prezzi, perché – ovviamente – i bambini valevano di più.
Sparavano su gente in carne e ossa. Come in un videogame.
Un pensa al peggio infinito... ma come ti poni di fronte a gente che paga per un safari umano?
E ho ringraziato gli dei per avermi mandato semplicemente uno scostumato, a un incrocio, che mi ha bellamente mandato a fanculo.
(Luchino) |