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Serie B – Campli
DAVID PETRUCCI: DALLA SERIE B PARACADUTATA ALLA POSSIBILE DEFENESTRAZIONE.
David Petrucci si lancia col paracadute. Da immagine simbolo della promozione in Serie B del Campli, questa foto potrebbe diventare il simbolo della defenestrazione del giocatore che, con le sue fiammate, ha portato in terra farnese le ultime due promozioni.

Enrico Gaeta, David Petrucci e Giovanni Montuori si abbracciano dopo aver vinto lo spareggio contro Sarno. I tre rappresentano la ‘vecchia guardia’, che ha vinto i campionati di C2 e C1.

David Petrucci con la canotta del Campli.

Qualche riflessione in merito alle voci che vorrebbero non confermato, dopo Enrico Gaeta, anche David Petrucci.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedì, 14 Luglio 2015 - Ore 10:45

«È brutto, ma bisogna provarlo il brivido del baratro».
 
Questo mi disse David Petrucci, dopo aver – quasi da solo – preso per i capelli (lui che non li ha) il moribondo Campli dell’ultimo quarto, nello spareggio contro il Sarno, e averlo portato in Serie B.
 
Sono passati meno di 40 giorni e adesso quella frase, unita alla foto di David che si lancia col paracadute, assume tutt’altro significato stando alle voci che circolano dalle parti della Scala Santa. Rumors che vogliono, per una questione di parametri (6mila euro a giocatore, in Serie B), dopo Capitan Enrico Gaeta congedato anche David Petrucci.
 
Per Gaeta, tutto è compiuto. Il rosetano d’adozione e Capitano del rinascimento camplese ha scritto una frase breve sul muro dei tifosi e la società gli ha risposto citando la poesia di Walt Whitman. Una scelta rischiosa, quella degli addetti alla comunicazione del sodalizio farnese. Rischiosa e forse in qualche modo profetica, se è vero che Whitman è anche il poeta della frase: «Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono grande, contengo moltitudini».
 
Contraddizione, appunto.
 
Come quella di non confermare in Serie B David Petrucci, esterno cestisticamente anarchico. Che però se non ci fosse stato, sia in Gara 3 contro il Pescara (playoff C2) sia nello spareggio contro Sarno (C1), oggi magari si parlerebbe di un altro Campli.
 
Perché Petrucci rappresenta la sregolatezza che prende per mano la partita che non si sblocca e porta a casa il risultato. Sia quando le munizioni sembravano essere finite a coach Castorina in C2 sia quando le armi sembravano essersi inceppate a coach Millina in C1.
 
Insomma, una scelta – se fosse vera, ribadiamo, visto che ancora non c’è nulla di ufficiale – che farebbe scalpore. Come dire: lui vi ha portato prima in C1 e poi in B e voi ora lo gettate alle ortiche? Bella gratitudine.
 
Sia chiaro, siamo nel basket. Un mondo in cui la gratitudine è di casa come Papa Francesco in un bordello.
 
E, a proposito di cose “cestisticamente inspiegabili”, ripenso a Claudio Bonaccorsi mattatore del Roseto 1997/1998 (vittoria di B1 e Coppa Italia), non confermato e costretto a trovare lavoro in B2 a Cefalù. Oppure – e siamo alla stagione appena conclusa – a coach Attilio Caja corsaro con la sua Varese a Pistoia, infliggendo a coach Paolo Moretti una sconfitta che forse è valsa l’eliminazione dai Playoff Scudetto, per poi vedersi rimpiazzato, a Varese, proprio da Moretti.
 
Insomma, citando Tonino Carotone, è un mondo difficile. Felicità a momenti e futuro incerto.
 
Solo che il carotone, mi sia passata l’ardita metafora, potrebbe planare dritto dritto nelle terga di Petrucci, che ovviamente contento non sarebbe.
 
Per scelta, non ho contattato né la dirigenza farnese, né Millina, né Petrucci. Scrivo delle voci che circolano e ci metto le mie riflessioni.
 
Che le voci siano vere, o almeno verosimili, lo certifica il pensiero pubblicato su Facebook da un camplese 100% come Flavio Santori. Che, tanto per capirci, il 12 luglio 2015 alle ore 08.56 ha scritto: «Mi giunge notizia della mancata riconferma di David Petrucci. Se fosse vera, e mi auguro di no, spero che a monte ci sia un grosso impedimento di ordine economico. Contrariamente, sarebbe il caso di ordinare un T.S.O. collegiale per chi ha avallato questa decisione che credo susciterà un vespaio di polemiche. Non si può non riconfermare un giocatore il quale, con le sue invenzioni, è stato fondamentale per due promozioni!!!».
 
T.S.O., Trattamento Sanitario Obbligatorio. Insomma: la camicia di forza. Questo il pensiero di Flavio.
 
Qual è il mio? Penso che non confermare l’uomo delle ultime due promozioni potrebbe avere senso in una lega super commerciale, con diritti televisivi e tifosi ammaestrati. Ma non confermare un uomo così in un posto che vive il basket visceralmente come Campli, mi sembra un errore paragonabile a quello di voler portare alla Fortitudo Bologna un giocatore come Federico Lestini, sapendo che aveva avuto da ridire con i tifosi della Fossa dei Leoni. O, ancora, portare a Roseto un giocatore come Stefano Rajola. Che infatti arrivò, ma ripartì quasi subito.
 
Insomma: se vuoi una piazza calda, poi devi fare i conti con la piazza e quindi con i tifosi. Se vuoi che la tua squadra sia differente, perché spronata da un pubblico speciale, poi devi anche tenere conto delle esigenze di quel pubblico o vedere se quel pubblico ha o meno una sua bandiera.
 
Anche perché, a ben vedere ed essendo sinceri e schietti come è giusto sempre essere, nel basket i veri protagonisti sono i tifosi. Quelli cioè in grado di fare la differenza a livello di piazza sono i tifosi. Conta un allenatore bravo? Certo! Contano giocatori capaci? Ovviamente! Ma una squadra senza i suoi tifosi è come una religione senza fedeli. A che cazzo serve?
 
Quindi, tornando alla questione: ha senso togliere da un organico di cadetteria (non di Serie A2), un giocatore che, pur non avendoci mai giocato, potrebbe agevolmente ritagliarsi un ruolo da guastatore, venendo magari valorizzato ancor di più dalle alchimie di Millina?
 
Sento nomi altisonanti (per la Serie B), affiancati al Campli: i piccoli Riccardo Bottioni e Angelo Veccia e il centro Andrea Mirone, oltre a una chance possibile per Stefano Moretti. Li sommo alle conferme di Giovanni Montuori, Giovanni Fattori e Christian Di Giuliomaria. Poi sento anche di una ipotesi intrigante: far giocare Bruno Valenti (quindi confermandolo) da play-guardia... e mi viene però in mente che l’atletico e amletico ragazzo si è distinto più per l’assenza nei momenti importanti della scorsa stagione che per la sua duttilità, sempre a onor del vero.
 
Dunque mi chiedo: possibile che 6mila euro possano decidere la permanenza meno di David Petrucci nel Campli di Serie B?
 
Staremo a vedere.
 
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CAMPLI BASKET PROMOSSO IN SERIE B
 
Lunedì 24 novembre 2014
PIERO MILLINA: IL BASKET? UN GRANDISSIMO AMORE, CHE POGGIA SU DI UN FILO SOTTILISSIMO.
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Mercoledì 3 giugno 2015
CARA CAMPLI TI SCRIVO, COSI’ TI RISCALDO UN PO’...
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Venerdì 5 giugno 2015
L’URAGANO PETRUCCI PORTA LA SERIE B A CAMPLI
David, dopo il canestro-promozione in C2 contro Pescara, fa risorgere i farnesi contro il Sarno. Lo spareggio lo vince lui, con 26 punti e gli ultimi 5 minuti da antologia.
 
Domenica 7 giugno 2015
PIERINO PAN
Intervista, dopo la vittoria del campionato, con coach Piero Millina.
 
Domenica 7 giugno 2015
DAVID PETRUCCI E LA SERIE B PARACADUTATA A CAMPLI
L’articolo pubblicato sul MESSAGGERO Abruzzo domenica 7 giugno 2015.
 
Luca Maggitti
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