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Fischi Europei – Luigi Lamonica
I SEGRETI DELL’ARBITRO CODA, SPAGNA-GRECIA, E OGGI TUTTI A TIFARE ITALIA!
In primo piano, Silva, arbitro stand-by di Spagna-Grecia. Dietro di lui, Lamonica, Belosevic e Rocha.

Luigi Lamonica, arbitro abruzzese agli Europei 2015, ci racconta la sua esperienza.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 16 Settembre 2015 - Ore 10:30

Puntata 15 di martedì 15 settembre 2015.
 
Buongiorno a tutti.

Dai vostri messaggi si vede che leggete il diario e seguite con curiosità quello che accade qui a Lille.

Questa mattina, più del solito, ho ricevuto tanti messaggi. Molti di voi, a vostro dire, avevano anche azzeccato anche la designazione. Beh, se è così... scusate ma datemi anche 6 numeri per il Superenalotto così verifichiamo se siete davvero dei veggenti!

Scherzi a parte, grazie a tutti. Fa davvero tanto piacere sentire le vostre premure.

Da dove iniziamo oggi? Sicuramente dal meeting delle 10, al quale sono arrivato ancora con la bocca piena e la tazza con il caffé in mano, in quanto al risveglio muscolare in palestra mi sentivo talmente bene che invece dei soliti 20 minuti ho corso quasi il doppio, mentre nella televisione della sala fitness andavano le immagini, in replica, della finale di Flushing Meadows, tra Djokovic e Federer, facendomi perdere la cognizione di quanto tempo stesse passando.

Perchè dal meeting?
 
Il primo motivo è che si inizia a sentire la competizione. Forse qualcuno di noi inizia ad avvertire il nervosismo, forse anche la stanchezza di tanti giorni lontano da casa, la pressione per le partite importanti. È un segno che in tutto il gruppo ci si tiene a fare bella figura: per se stessi, per noi venti che siamo rimasti, per i venti che sono andati a casa e che sono sicuro avranno smaltito la delusione e staranno tifando per noi, per tutti gli arbitri giovani che guardano questo Eurobasket e cercano di carpire tutti i segreti dalla TV.

Il secondo motivo è perchè su un  fischio errato in penetrazione, da parte di un arbitro coda, il “siciliano” Ronnie Nunn (sua madre era siciliana, forse per questo mi sta cosi simpatico), ci ha dimostrato quanto sia importante la posizione di arbitro coda nella meccanica del triplo arbitraggio, con alcuni aggiustamenti di posizione che gli permettono di essere l'arbitro con la migliore prospettiva.

E noi che qui in Europa abbiamo pensato, per anni, che il coda dovesse servire solo a coprire i contropiedi...
Certo anche quello, ma siccome – ha detto Nunn e ripetuto anche Carl Jungebrand in una sua presentazione precedente – quella è una cosa facile, bisogna solo correre il più velocemente possibile per arrivare sulla linea di fondo prima dei giocatori. E se non lo si fa, o non si è abbastanza veloci o non si vuole esserlo. E per rafforzare il concetto, ha aggiunto Carl: “Scusate, ma dietro di voi ci sono decine di vostri colleghi che aspettano solo l'occasione per correre più veloci di voi, e io ve lo dirò solo una volta” (chiarissimo nella sua semplicità).
Ecco dunque che questo nuovo compito dell’arbitro coda, che aiuta e supporta gli altri due colleghi su chiamate importanti, con questi nuovi aggiustamenti lo rende l'arbitro che può coprire molte situazioni in aiuto ai colleghi, anche quando la palla è molto lontana.

Questa cosa mi ha molto colpito. È un concetto nuovo, collegato a nuovi movimenti da effettuarsi sul campo, che dovrà sradicare automatismi che io personalmente, ma anche altri colleghi, abbiamo ormai acquisito. Ma come tutte le cose, ho ancora la fortuna di poterle testare in campo “sulla mia pelle” e vedere se effettivamente Ronnie “Turiddu” ha ragione o se è solamente una teoria che poi, messa in pratica, non dà i risultati sperati.
Lui mi è sembrato, questa mattina, molto convinto e ci ha messo tutto il suo carisma, il suo sapere, il suo saper comunicare e trasferire a noi, che lo ascoltavamo, questa sua teoria.
Logicamente qualcuno di noi, nel caso specifico mostrato nella clip, ha detto la sua portando le sue motivazioni, le sue esperienze, ed è stato interessantissimo e credo molto utile avere diversi punti di vista, per poter formare il proprio bagaglio tecnico.

Dopo il meeting in aula, appuntamento dalla fisioterapista e, visto che la schiena va molto meglio, ho chiesto che mi preparasse un po’ per la partita. Cosi mi ha letteralmente “scollato” i muscoli delle gambe e prometto, a Michela in primis, che mai più mi lamenterò quando avrò bisogno dello stesso trattamento. Mai più!

Durante il pranzo, io Ilijae Fernando abbiamo iniziato il nostro colloquio pre-gara. Per quanto riguardava la partita, ci siamo limitati a ricordare quali fossero i giocatori chiave (praticamente tutti) con le loro caratteristiche, le loro criticità per noi arbitri, ma anche che entrambe le squadre, nei loro rispettivi organici, avessero giocatori di grandissima classe e che il nostro compito primario sarebbe stato quello di proteggerli da eventuali giocate dure.
 
Su questo abbiamo centrato il nostro colloquio. Sul lavoro di terna, dire che ci conoscevamo tra di noi sarebbe una inutile banalità.
Con Ilija,per contare le nostre partite importanti, ci vorrebbero tutte le dite delle nostre quattro mani e forse anche parte delle dita dei nostri quattro piedi (semifinali di Pechino e Londra, finali Eurobasket in Svezia, Lituania e Slovenia, Finale di Eurolega ad Atene ed altre partite in Eurolega).
 
Con Fernando molte di meno è vero, ma lui è un collega con il quale mi piace arbitrare: sai sempre di poter contare su di lui.
Come nel quarto di Finale di Eurobasket a Vilnius nel 2011, nella partita Lituania-Macedonia. Macedonia avanti di 1 punto con poco più di 10 secondi da giocare, se non ricordo male. Palla in mano alla Lituania, per una rimessa dopo un timeout sulla linea di rimessa degli 8,25.
Io, da arbitro esperto consegno la palla per controllare eventuali falli su penetrazione e mando Fernando sulla linea di fondo, perchè ci aspettiamo un tiro da 2 punti.
Invece la Lituania penetra a canestro, contatto regolare in verticalità del difensore macedone e Fernando che fa la decisione più importante di tutto il torneo: un decisivo non fischio, quando sarebbe stato facilissimo fischiare un fallo al difensore e mandare in lunetta il giocatore lituano. Invece Lituania eliminata con quel che ne è derivato, trattandosi della squadra di casa. Dal punto di vista arbitrale: bravo Fernando, grandissimi attributi!
 
Insomma: Fernando una garanzia in partite di questo livello, come Ilija. Quindi poche parole, perché ero sicuro che i fatti li avremmo fatti – scusate il gioco di parole – in campo.

Sul mini bus che ci portava allo Stadio Pierre Mauroy, non volava un mosca. Il nostro pre-partita era già iniziato, anche se ci siamo un po’ spazientiti, perché l'autista ha deciso di prendere un altro percorso, andandosi ad imbottigliare nel traffico della Grand Place e facendoci perdere buoni quindici minuti.
 
Fernando, con calma serafica, ha tirato fuori dalla tasca della giacca il telefonino, e iniziato a giocare. Ilija e io lo abbiamo quindi iniziato a prendere in giro, per questo suo modo di focalizzarsi sulla partita. Ma il clima era sereno, nonostante il piccolo inconveniente, e c'era una energia positiva. Sapevamo cosa fare e come farlo, eravamo pronti e preparati per ogni tipo di partita.
 
Giunti allo stadio, abbiamo raggiunto il nostro spogliatoio e iniziato il rituale solito: apertura delle borse, controllo delle divise e piccolo relax per concentrarsi sulla partita. Non è mancata la battuta scatenata dal selfie di Silva, arbitro stand-by, che poi ci ha costretto a tornare alla nostra concentrazione, a testa bassa sulla partita. Se qualcuno fosse entrato in quel momento nello spogliatoio, non avremmo dato l'impressione di dover affrontare una partita di Quarti di Finale di un Eurobasket, ma forse con la nostra leggerezza abbiamo preso coscienza della nostra “forza” e di quanto lo volevamo dimostrare nel campo.

Ed è stato proprio così. I giocatori ci hanno dato un grandissimo aiuto nel primo tempo, giocando una pallacanestro pulita, senza trucchi e mezzucci vari, rendendo il nostro lavoro semplice. Permettendoci di divertirci in campo, di rilassarci, di concentrarci solo ed esclusivamente sul nostro lavoro, e questo ci ha permesso di sbagliare il giusto ma soprattutto senza errori decisivi.
 
Certo, nel terzo e soprattutto nel quarto periodo, all'inizio abbiamo dovuto intervenire di più perché una volta una e nel quarto successivo l'altra squadra, hanno alzato l'intensità dei contatti e noi abbiamo dovuto lavorare, affinché tutto ritornasse sotto controllo.
 
Logicamente, nella mia mente c'erano i consigli di Ronnie sul lavoro dell'arbitro coda e ho cercato di applicarli, ogni qualvolta sentivo di non essere nella posizione giusta per valutare una penetrazione. A essere sincero, facendo gli aggiustamenti suggeriti in mattinata mi sono trovato in posizioni migliori, per poter valutare meglio alcune situazioni di penetrazione o di rimbalzo.

È stato un grandissimo piacere arbitrare con Ilija e Fernando, ci siamo trovati subito. Ognuno di noi sapeva esattamente cosa fare, come aiutare il collega, cosa controllare.

A fine gara, dopo la doccia, ad aspettarci nella sala riservata a noi arbitri c’erano gli istruttori per il consueto rapporto e analizzare le fasi salienti della partita. E tra loro “compare” Ronnie, che alla fine ci ha fatto i complimenti per  il “futtutu” (lo giuro, ha detto proprio così, e logicamente l’ho capito solo io) lavoro svolto dall'arbitro coda. Si è detto meravigliato e impressionato del fatto che in solo poche ore avessimo metabolizzato le indicazioni della mattina e che avessimo capito esattamente come andava fatto ed il perchè.
 
Per quanto mi riguarda, grazie ai suoi suggerimenti mi sono trovato nell'esatta posizione per poter fischiare un fallo in penetrazione sul lato opposto. Io, il più lontano di tutta la terna, avendo l'esatta visuale a dispetto loro che erano coperti dai giocatori. Nunn non finiva più di complimentarsi, perciò è stato fermato dagli altri istruttori presenti, altrimenti saremmo rimasti fino a domani allo stadio.

Questa sera non c'è bisogno che aspetti le designazioni per le gare di mercoledì: giocherà l'Italia e speriamo che continui il suo percorso. Per il nostro intero movimento, è troppo importante qualificarci per le Olimpiadi del prossimo anno di Rio de Janeiro. E vincendo mercoledì, la Nazionale si sarebbe già garantita almeno l'accesso ad uno dei tre Tornei Pre-Olimpici, che qualificheranno le ultime squadre.
 
Quindi mercoledì tutti a tifare Italia!

A domani.
 
ARCHIVIO > Le puntate precedenti.
 
Puntata 01 di martedì 1 settembre 2015.
A FRANCOFORTE, PER UNA NUOVA AVVENTURA CONTINENTALE.
 
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Puntata 14 di lunedì 14 settembre 2015.
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I DIARI DI LUIGI LAMONICA
 
CAMPIONATO MONDIALE 2010
TURCHIA, Istanbul.
Luigi Lamonica arbitra la Finale del Campionato Mondiale fra USA e Turchia.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Mondiale.]
 
EUROLEGA 2011
SPAGNA, Barcellona.
Luigi Lamonica arbitra la Finale di Eurolega fra Panathinaikos Atene e Maccabi Tel Aviv.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario di Eurolega.]
 
CAMPIONATO EUROPEO 2011
LITUANIA, Kaunas.
Luigi Lamonica arbitra la Finale del Campionato Europeo fra Spagna e Francia.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Europeo.]
 
EUROLEGA 2012
TURCHIA, Istanbul.
Luigi Lamonica arbitra la Finale di Eurolega fra Olympiacos Pireo e CSKA Mosca.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario di Eurolega.]
 
OLIMPIADI 2012
REGNO UNITO, Londra.
Luigi Lamonica arbitra la Semifinale delle Olimpiadi fra Spagna e Russia.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Olimpico.]
 
EUROLEGA 2013
REGNO UNITO, Londra.
Luigi Lamonica arbitra la Semifinale di Eurolega fra Real Madrid e Barcellona.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario di Eurolega.]
 
CAMPIONATO EUROPEO 2013
SLOVENIA, Lubiana.
Luigi Lamonica arbitra la Finale del Campionato Europeo fra Francia e Lituania.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario.]
 
CAMPIONATO MONDIALE 2014
SPAGNA, Madrid.
Luigi Lamonica arbitra il Quarto di Finale del Campionato Mondiale fra Francia e Spagna.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario.]
 
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