|
[GIORGIA MELONI, LA RIFORMA PERDUTA E L’EFFICACIA DELLA DEMOCRAZIA.]
Il Governo ha perso – malissimo, dilapidando un vantaggio enorme con una serie di harakiri – il Referendum che aveva proposto per la riforma della Giustizia.
Nonostante le numerose sottolineature del Governo stesso, circa il fatto che il risultato non sarebbe stato – sia in caso di SÌ sia in caso di NO – interpretato a livello politico, è bastato un solo giorno per assistere alle doppie dimissioni di sottosegretario e capo di gabinetto del Ministero della Giustizia (Del Mastro Delle Vedove e Bartolozzi), con la stessa presidentessa del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, che ha praticamente chiesto alla ministra del Turismo, Santanchè, un uguale passo indietro.
Ecco, questa è l’efficacia della democrazia.
Giorgia Meloni ha sentito, forte e chiaro, la botta presa al referendum, prodromica di una possibile sconfitta alle prossime elezioni politiche, vista la dimensione del flop e nonostante una opposizione divisa e frammentata.
Quindi? Quindi ha dato un giro di vite, cominciando le pulizie di primavera. Perché credo che non abbia nessuna voglia di tornare a ruggire confinata all’opposizione, rinunciando alle praterie di popolarità e agiatezza che il potere le ha donato in questi anni a Palazzo Chigi.
Io lo trovo un ottimo segnale: in Italia è ancora il popolo che ha la sovranità e che, mediante l’unica sua forza (il voto), può tirare le redini agli indisciplinati cavalli che lo governano, richiamandoli all’ordine e a comportamenti più consoni, quando si prendono troppa confidenza e scappano di mano, incuranti della necessaria disciplina.
Vedremo se le pulizie proseguiranno.
(Luca Maggitti) |